[CON UN AGGIORNAMENTO SULLA DISINFORMAZIONE CHE (NEI FATTI) E' PROMOSSA DA SAVIANO]Il primo punto è sui politici ospiti della seconda puntata. Ma perché i politici devono sempre essere ospiti? Ormai in Italia i rappresentanti dei partiti sono in qualunque trasmissione (manca il meteo e qualche angolo culinario). Pensare al fatto che trasmissioni di informazione, cultura e approfondimento si possano fare senza i Partiti è davvero impossibile? Nelle democrazie occidentali i politici vanno nelle trasmissioni, a questo dedicate (non ad altre!), dove sono intervistati da giornalisti indipendenti, non per farsi spot. A "Vieni Via Con Me" vanno i politici, ci vanno e parte la polemica sulla par condicio... ci vanno e non si sottopongono a domande... ci vanno a fare una ennesima passerella... Non è questione di chi ci sia andato e di chi no, ma che senso aveva che ci fossero! E poi, scusate, ma le cariche istituzionali, se ancora hanno un senso (e noi crediamo che lo debbano avere!), dovrebbero mantenere il ruolo di rappresentanti delle Istituzioni, cioè dello Stato, e non quindi di una parte. Ma invece no... anche qui, i richiami alla Costituzione ed al rispetto del ruolo istituzionale, vanno a farsi benedire e Fini, presidente della Camera dei Deputati, si fa parte, ed in questo però pare che al "popolo" dei richiami vada bene così... perché ora ha rotto con Mr. B. probabilmente.Ed è inutile che Fazio elenchi la lunga lista dei nomi e delle sigle di partiti che esistono in Italia... per cercare di far passare come "necessaria" la scelta di invitarne solo alcuni, solo una "parte", perché le puntate ancora a sua disposizione sono solo due. E chi ha detto che dovevano esserci? E perché, eventualmente, allora, non invitare altri, magari quelli che non hanno mai spazio? Nulla da fare, i politici (sempre i soliti) nei programmi sono come la gramigna, li trovi ovunque vi sia una telecamera, anche se non c'entrano nulla con il contesto.
E veniamo al monologo sulla 'ndrangheta di Saviano...
Anche qui brevemente, questa volta. Primo punto: non abbiamo sentito le scuse ad Alfredo Galasso, scuse doverose ma mancate. Secondo: il contenuto: banale in parte, e pessimo anche il pubblico che applaudiva il "rito" di affiliazione alla 'Ndrangheta. Leggermente fuorviante il passaggio sulla vita pessima che fanno i boss... Interessante il fatto che abbia sottolineato che la mafia oggi è nell'economia ed è al nord. Bene, questo lo ha detto... ma come lo ha detto? Di nuovo, scusate (sarà un nostro vizio), nomi a parte quelli di qualche arrestato e due morti non se ne sono sentiti. Di nuovo: le società della mafia, le società che fanno affari con i mafiosi... ma diamine: un nome non lo si può fare?E poi: bene aver detto che la 'ndrangheta anche al nord ha rapporti con la politica... però anche lì: nomi non pervenuti! Ha fatto solo l'esempio del consigliere regionale della Lega Nord in Lombardia, senza nominarlo naturalmente (ma che è Angelo Ciocca), che incontrava il Pino Neri, capo del locale di Pavia ed incaricato della riorganizzazione nella regione. Ci racconta della battuta sul capuccino "bianco" chiesto al bar dai killer di Novella, anziché del capuccino "chiaro"... e ci racconta del fatto che a Milano e in Lombardia c'è la 'Ndrangheta che fa i grandi affari, cita anche Pavia (oibò) e la Asl, ma si dimentica il nome (il nome!) del Chiriaco, direttore generale di quella Asl... e così dimentica anche che questi era grande elettore di uno degli uomini di Berlusconi: il deputato, già sottosegretario, Giancarlo Abelli... ma anche che Chiriaco era in contatto (e intercettato) con il Pasquale Libri, alla guida dell'Ufficio Appalti del San Paolo di Milano, che è morto suicida o suicidato volando dalla rampa delle scale del San Paolo, subito dopo l'emergere del suo nome tra le carte dell'inchiesta. E Saviano dimentica così gli eletti in Consiglio Comunale a Pavia con i voti della cosca... altri eletti in terra lombarda... e dimentica altri due dei tasselli fondamentali degli affari della 'Ndrangheta al Nord: l'Emilia-Romagna e la Liguria... (forse perché qui non governa la Lega, e citarle avrebbe comportato tirare in ballo anche altri?)... Eppure non può non saperlo... anzi dell'Emilia ne aveva parlato più di qualche volta nel passato... arrivando anche ad essere attaccato da uno dei tanti "negazionisti" (l'allora Prefetto di Parma).Se nella prima puntata ha riscritto, con omissioni e revisionismo pesante, la pagina di storia di Falcone, in questa nuova puntata, con questo nuovo monologo, Saviano ha riscritto anche la storia (e il presente) della mafia al Nord. Le collusioni e le contiguità, dal suo monologo, da ciò che ha detto e trasmesso, sono solo quelle della Lega Nord (nella prima puntata su Falcone le colpe erano della "Sinistra", punto e basta). Ma come? E gli altri esponenti politici del Pdl, dell'Udc, del Pd, dell'Idv... e via così per altri partiti, passando per alcune liste civiche ed amministrazioni varie, non li ha notati (e quindi annotati). Eppure nel nord, ad esempio, ci sono già, per le infiltrazioni della 'ndrangheta: una Commissione di Accesso al Comune di Bordighera e istruttorie avviate da Prefetti per altri Comuni, tra cui Ventimiglia ed Arenzano. No, questi, fatti ufficiali e non opinioni, non li si nota. Si è dimenticato, fatto clamoroso, che persino un Parlamentare della Repubblica, il Minasso (ex An ora Pdl), fu non solo eletto con i voti della cosca, ma che lo stesso lo ha pure ammesso perché, dichiarò, che non c'è niente di male a prendere quei voti... E si è dimenticato, sul fronte dell'economia e delle grandi società che non disdegnano i "servizi" offerti dalle mafie, che in Emilia-Romagna vi è stato il primo grande imprenditore che si fece socio occulto di Cosa Nostra, sdoganandola (si chiamava Raul Gardini) e sempre in Emilia, come in Liguria, vi sono le grandi cooperative rosse delle costruzioni (Unieco, Coopsette e Abitcoop) che lavorano stabilmente (dando subappalti) con società della famiglie di 'ndrangheta come i Mamone (della cosca Gullace-Raso-Albanese e legati ai Piromalli) e i Fotia (della cosca Morabito-Palamara-Bruzzaniti). Si è dimenticato del boss Morabito che aveva il pass da facchino (in Ferrari) dell'Ortomercato comunale (gestito dalla società del Comune di Milano) e sempre con licenza comunale aveva pure aperto il night (nell'Ortomercato!) "For The King"! Insomma la mafia al nord, dai nomi citati da Saviano stasera, pare ci sia solo per colpa della Lega Nord... E questa visione, scusate, ci pare un po' strabica!
E' vero, non si può dire tutto... ed è anche vero che occorre essere comprensibili... ma mostrare solo un pezzo della realtà dei fatti, annotando le colpe di un partito (o schieramenti) e non anche quelle degli altri, è un pessimo servizio. La semplificazione non fa bene, fa male... deforma la realtà... non è informazione!!!
PS
Molto interessante la ricostruzione storica delle origini delle mafie... la decrizione dettagliata di bunker (con i video)... ma non abbiamo notato (se non per qualche decina di secondi, in una tabellina che si vedeva piccola) alcun immagine ed approfondimento sui cantieri delle grandi opere del nord dove la 'ndrangheta lavorava (e lavora)... vedi la TAV in Piemonte ed Emilia-Romagna, i raddoppi ferroviari in Liguria, il Porto di Imperia e le grandi cementificazioni... Se il problema è la mafia nell'economia al nord (e lo è!) perché solo qualche decina di secondi... proprio alla toccata e fuga?
Leggi la nota del 9 novembre 2010 sulla prima puntata di "Vieni via con me"
Il prodotto "Saviano" a chi ed a cosa serve...
ed il vergognoso attacco ad Alfredo Galasso
AGGIORNAMENTO SULLA DISINFORMAZIONE CHE (NEI FATTI) E' PROMOSSA DA SAVIANO
Noi partiamo da un presupposto: l'informazione deve essere imparziale, dare conto dei fatti, di tutti i fatti. Se invece se ne tacciono alcuni e si fa vedere solo una piccola parte della "verità", è disinformazione e propagandismo. La lotta alla mafia necessita della stessa imparzialità... se si guarda solo a quello che riguarda alcuni si fa un pessimo servizio alla verità, perché le mafie hanno contiguità, connivenze e complicità trasversali.
Saviano, nella puntata del 15 novembre, non ha detto falsità, ma ha detto solo un piccolo frammento dei fatti, omettendo gli altri... non ha citato i rapporti nel nord che la 'ndrangheta ha acquisito con esponenti del Pdl, del Pd, dell'Idv, dell'Udc ecc ecc. Ha omesso di parlare della massoneria quale canale accertato per il consolidamento di determinate contiguità e complicità... Insomma, in estrema sintesi, Saviano ha dato un immagine distorta dei fatti, fuorviante. Certamente ad alcuni può far piacere sentire che un partito che non si ama ha avuto esponenti contigui e conniventi con esponenti della 'ndrangheta, ma non si dica che questa è "informazione", che si sia "svelato" il problema 'ndrangheta al nord... Non è così! Anzi, le mafie ringraziano quando si producono distorsioni... perché oltre al fatto che la 'ndrangheta ha rapporti trasversali con il Potere politico ed amministrativo nel centro e nord del Paese, oltre che al sud, la stessa cosa vale per Camorra e Cosa Nostra. Qualcuno vuole credere che far passare un immagine falsata della realtà aiuti a cambiare? Qualcuno vuol credere che sia un problema solo di collusioni o complicità e non anche di assoluta impreparazione delle amministrazioni pubbliche che sono ingenue e non sanno? Benissimo, ognuno lo pensi... ma attenzione perché questo tipo di cosiddetta "informazione" (ma comunque ha sollevato la questione, ma più di quello non gli facevano dire, meglio un frammento falsato che nulla) non aiuta a cambiare la realtà devastante che ci circonda, anzi: la copre! E quando non si conosce la mafia non la si può combattere!
Di seguito pubblichiamo un articolo di Giovanni Giovannetti, sempre sulla puntata di Saviano, che ringraziamo.
dal blog Sconfinamenti
Ancora su Saviano
di Giovanni Giovannetti
Ci risiamo. Nella seconda puntata di Vieni via con me nuovamente Saviano allude ed elude. Dice anche fesserie (come Carmelo Novella anche Pino Neri avrebbe coltivato il pensiero di una 'Ndrangheta lombarda autonoma dalla Calabria quando è vero il contrario: dopo l'uccisione di Novella, Neri torna alla Regola e alla subalternità con la terra "madre") o, senza batter ciglio, elude il corpo centrale della recente inchiesta antimafia: anche il nord registra l'assalto della 'Ndrangheta alla politica, un assalto riscontrabile a Pavia ben più che a Rho o a Bollate o a Buccinasco.
Pavia, città in cui l'interesse privato - criminale o semplicemente illegale - vince su quello pubblico; città in cui le decisioni sono prese fuori dalle sedi istituzionali; città in cui certa massoneria sembra il collante tra criminalità, speculatori e politici (e magistrati? E altri servitori dello Stato?). Città in cui il consigliere comunale Dante Labate era in affari nell'immobiliare Vittoria con il capo dei capi Pino Neri; città in cui Carlo Antonio Chiriaco, il direttore sanitario dell'Asl incarcerato, più che medico si rivela immobiliarista.
Ieri sera Saviano ha citato Pavia, senza tuttavia fare nomi, né analisi, né riflessioni, nulla. Nulla sull'assalto al sistema sanitario lombardo (all'ospedale San Paolo di Milano ci è anche scappato il morto "suicidato", quel Pasquale Libri residente a Pavia e parente del boss Rocco Musolino). E quando allude a un politico lo scrittore cita senza nominarlo Angelo Ciocca della Lega nord, uno che - stando alle carte - figura molto meno coinvolto dei Labate, dei Trivi, dei Greco, dei Bobbio Pallavicini, dei "Peppino", dei Filippi e degli Artuso (sono assessori, consiglieri comunali, rappresentanti del Comune nei cda delle municipalizzate), per tacere di innominati o innominabili come quell'avanzo di galera di Chiriaco, dell'onorevole Giancarlo Abelli, o del consigliere regionale Angelo Gianmario.
Capisco, il tema della politica e delle sue articolazioni massonico/affaristiche traffichine e criminali è assai spinoso e scivoloso, e tuttavia facile da raccontare, specie a Pavia, città dove qualcuno ha abbassato la guardia già prima del 2009 (dopo 14 anni di governo del centrosinistra, nel 2009 la spunta il centrodestra).
In conclusione: quanto paga l'antimafia che si fa spettacolo? Vediamo forse lievitare la civile indignazione ravvivata dalla percezione del pericolo? Vediamo forse meno isolati i pochissimi tra noi che localmente fanno controinformazione o se ne stanno occupando?
Ribadisco: a Pavia mille persone per Saviano, poche decine agli altri incontri, quasi nessuno al Consiglio comunale aperto di lunedì 8 novembre dedicato alle infiltrazioni mafiose nella politica e negli appalti, ovvero la mafia che più ci riguarda, quella sottocasa. Per citare Gaber: è partecipazione? oppure è star sopra un albero ad autoassolversi con l'antimafia delegata a Saviano. Lo scrittore benedetto sia da Fini che da Bersani; lui, ecumenico, al punto da non disturbare la massoneria e il Pdl (coinvolti), da attaccare blandamente la Lega (meno coinvolta), da tacere i nomi.




