Oggi abbiamo letto un articolo-lettera di Marta Vincenzi Marchese sulle pagine genovesi del quotidiano la "Repubblica" in riferimento al perchè della sua presenza alla presentazione del progetto privato di speculazione sul litorale genovese del Lido d'Albaro. La Vincenzi che "urla" costantemente la sua "discontinuità" con la passata gestione urbanistiche di Pericu-Gabrielli(e Margini-Tiezzi), continua a dimostrarsi, nella pratica, in perfetta "continuità" con questa... e vi è solo un unica sostanziale differenza: i Pericu-Gabrielli (e Margini-Tiezzi) le facevano e non comparivano mai, lei le fà e le dice e se qualcuno lo fa notare la signora ha anche la faccia tosta di risentirsi e fare le bizze. Abbiamo inviato alla redazione del quotidiano questa breve lettera aperta, eccola...
Marta Vincenzi Marchese risponde alle critiche
sulla sua presenza al tavolo di presentazione (e non tra gli interlocutori) e
conferma che le critiche sono più che fondate.
Infatti lei afferma che il
progetto di intervento sul litorale è "un
intervento di riqualificazione urbana di grande portata". Già qui si
comprende che per Lei questa non è quel nuovo tassello della grande speculazione
edilizia che ruota attorno al borgo di Boccadasse (Piscine d'Albaro, ex Rimessa Amt) e che le passate e l'attuale
amministrazione promuovono in una commistione d'interessi paurosa (tutta
dimostrata pubblicamente sul sito www.casadellalegalita.org) a grave danno dell'interesse
pubblico.
Afferma
poi che anche i vincoli urbanistici ad oggi esistenti sono superati in
quanto vi sarà a breve un nuovo Piano, come a dire: non preoccupatevi,
anche in
questo caso, come ad esempio per l'area strategica di Corso Sardegna ed
i molti altri documentalmente denunciati nel libro-inchiesta "Il Partito del Cemento", il PUC lo
si riscrive per rendere compatibili e possibili quelle cementificazioni che ad oggi non sarebbero
permesse, nella logica perversa e devastante in cui l'interesse pubblico è chino agli appetiti dei grandi speculatori.
Di fatto il suo "sì" lo ha già detto, dimostrato e confermato,
condizionando pesantemente di fatto quell'iter amministrativo che
dovrebbe vedere la Pubblica Amministrazione imparziale dinnanzi ad ogni
iniziativa privata. Non solo. Nella sua lettera-articolo Marta Vincenzi Marchese afferma: "ho partecipato con piacere al dibattito...
come segno di trasparenza dei contatti (alla luce del sole e non relegate nei
salotti o negli incontri riservati)". Potrebbe quindi affermare, con
solenne giuramento pubblico, che Lei, Marta Vincenzi Marchese, e nessun altro di
sua fiducia, ha mai incontrato in precedenza a quella presentazione pubblica,
i progettisti, il capocordata Corica, gli investitori o mediatori-collettori di questa operazione? Può
quindi giurare anche che non vi sono interessi di alcun dirigente o rappresentante
istituzionale del Partito Democratico in questa operazione?
Questo, naturalmente, con l'obbligo alle dimissioni dalla sua carica se
dovesse
essere smentito il suo giuramento, prendendo per una volta ad esempio
quella "democrazia" americana che tanto si acclama e, quantomeno, dando
coerenza a quei principi di trasparenza e correttezza che lei, Marta Vincenzi Marchese,
enuncia spesso ma che, come si è visto anche dalle diverse inchieste
della Procura, non è altro che una pura e semplice enunciazione
astratta, slegata dalla realtà concreta dei fatti.
L'Ufficio di Presidenza