
Col mensile
La Voce delle Voci , in edicola dal 9
settembre, il primo di tre fascicoli contenenti tutti i nomi dei 26.410
italiani iscritti alle Logge Massoniche, citta' per citta'.
Per la prima volta La Voce delle Voci pubblica l'elenco completo dei
26.410 affiliati alle Logge Massoniche italiane. Nomi noti e meno noti,
tutti generalmente di estrazione borghese, con una prevalenza di
medici, avvocati, liberi professionisti, ma anche funzionari pubblici
ed imprenditori. Negli elenchi - che non comprendono logge occulte ne'
le liste degli affiliati all'estero - sono presenti anche numerose
donne, sia pur in percentuale minima rispetto agli iscritti di sesso
maschile...
«Quella che noi rappresentiamo e' una massoneria che si e' aperta alla
societa', trasparente, alla luce del sole. Siamo in vetrina e dunque,
se si parla di massoneria "coperta", non siamo noi». Parola di Gustavo
Raffi, gran maestro del Grande Oriente d'Italia ed artefice di quella
glasnost che dovrebbe aver reso la massoneria come una casa di vetro.
Ma solo fino a un certo punto. Se e' vero infatti che oggi i raduni per
centinaia di confratelli si organizzano in luoghi pubblici come le
universita' o il Lingotto di Torino (lo scorso anno erano in 500 a
rappresentare le sole Logge piemontesi), meno chiaro risulta invece
tutto il discorso sulla segretezza delle liste. Rispondendo a John
Woodcock che ne aveva richiesto copia alle prefetture italiane, Raffi
aveva infatti espresso il suo netto diniego, invocando la legge sulla
privacy. E la casa di vetro? E la Legge Anselmi?
Allora partiamo proprio da qui, dalla Legge numero 17 del 25 gennaio
1982, frutto della tenacia di Tina Anselmi che, grazie al lavoro di una
commissione preparata e rigorosa, stabili' il primo, vero argine contro
compagini occulte come la Loggia Propaganda 2 fondata da Licio Gelli.
«Si considerano associazioni segrete, come tali vietate dall'articolo
18 della Costituzione, quelle che, anche all'interno di associazioni
palesi, occultando la loro esistenza ovvero tenendo segrete
congiuntamente finalita' ed attivita' sociali ovvero rendendo
sconosciuti, in tutto od in parte ed anche reciprocamente, i soci,
svolgono attivita' diretta ad interferire sull'esercisio delle funzioni
di organi costituzionali, di amministrazioni pubbliche, anche ad
ordinamento autonomo, di enti pubblici anche ad ordinamento autonomo,
di enti pubblici e anche economici, nonche' di servizi pubblici
essenziali di interesse nazionale».
Se dunque l'articolo 18 della Costituzione prevede per i cittadini «il
diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che
non sono vietati ai singoli dalla legge penale», vietando espressamente
le «associazioni segrete», la Legge Anselmi ha reso ancor piu'
esplicita l'interpretazione che ad esse va data, chiarendo che la
segretezza consiste nel rendere sconosciuti, anche reciprocamente, in
tutto o in parte, i nomi degli iscritti.
A cosa si riferiva, allora, il gran maestro Raffi, quando invocava la
Legge sulla privacy? E la normativa tutelata dal Garante puo'
confliggere con le previsioni legislative della Commissione Anselmi?
«Le liste degli iscritti alla Massoneria in Italia non sono segrete»,
aveva tagliato corto Mauro Paissan dell'Ufficio Garante Privacy di
fronte alla richiesta del pm potentino, aggiungendo pero' che «le
richieste della magistratura devono essere proporzionate alla finalita'
d'indagine» e che, in ogni caso, «quelle liste non sono a disposizione
del primo che passa». Nuova difficolta' a conciliare norme di per se'
opposte, dunque.
Vediamo allora cosa e' previsto dal Codice in materia di protezione dei
dati personali. All'articolo 136 (Finalita' giornalistiche e altre
manifestazioni del pensiero), dopo aver raccomandato che il trattamento
dei dati sia effettuato «nell'esercizio della professione di
giornalista e per l'esclusivo perseguimento delle relative finalita'»,
«da soggetti iscritti nell'elenco dei pubblicisti o nel registro dei
praticanti», e che tale esercizio risulti «temporaneo, finalizzato
esclusivamente alla pubblicazione o diffusione occasionale di articoli,
saggi e altre manifestazioni del pensiero anche nell'espressione
artistica», il Codice chiarisce: «restano fermi i limiti del diritto di
cronaca a tutela dei diritti di cui all'articolo 2 e, in particolare,
quello dell'essenzialita' dell'informazione riguardo a fatti di
interesse pubblico».
E qui veniamo al punto. Esiste un interesse pubblico a conoscere e
rendere noti i nomi degli iscritti alla Massoneria? La storia del
nostro Paese (e non solo), anche quella piu' recente, sta a
testimoniare che conoscere quei nomi rappresenta un diritto democratico
primario, non solo per la maggior parte degli italiani - che,
ovviamente, non sono iscritti ad alcuna loggia massonica - ma anche per
gli stessi confratelli, molti dei quali non conoscono per intero gli
elenchi.
Dallo spaccato dei 26.410 nomi (suddivisi, per ragioni di spazio, in
tre puntate) che la Voce pubblica a partire da questo numero di
settembre emerge una comunita' assai vasta, di stampo prevalentemente
borghese, particolarmente radicata in alcune citta' (Bologna e Firenze
in primis, per restare alle citta' presenti in questo numero). Par di
capire che, come in molte forme di associazionismo vasto - e ancor di
piu', se improntate alla "segretezza" dei nomi - esistono anche
all'interno della Massoneria italiana gruppi in qualche modo dominanti.
Tanto dominanti che probabilmente, quando i personaggi piu' in vista
assurgono a cariche pubbliche elevate (in politica, magistratura o
apparati economici), decidono di spostare i loro nomi in elenchi
maggiormente riservati rispetto a quelle che comprendono i "comuni
mortali". Spesso si tratterebbe di Logge estere. Potrebbe trattarsi dei
cosiddetti "elenchi coperti" sui quali stanno lavorando, peraltro,
alcuni magistrati in diverse Procure italiane perche' ad alcune di
queste "cupole" potrebbero fare riferimento personaggi coinvolti in
gravi ipotesi di reato.
Noi intanto restiamo a questa prima parte degli elenchi che, come i
lettori potranno vedere, risultano suddivisi per citta' in ordine
alfabetico. Oltre al Grande Oriente d'Italia - che, secondo quanto
dichiarato da Raffi, prevede 18.500 iscritti - sono comprese
evidentemente diverse Obbedienze tuttora attive, come dimostra fra
l'altro l'inclusione negli elenchi di numerose donne.
A parte qualche semplice correzione di refuso sul nome di citta' o
paesi, gli elenchi (che risultano aggiornati a dicembre 2007) vengono
qui riportati nella loro stesura originale. Alcune "anomalie" nella
sequenza o nelle date di nascita - che indichiamo col colore blu - sono
allo stesso modo fedelmente riprodotte.
Da parte nostra, infine, qualche ultima considerazione. Nel 1992 la
Voce pubblico' l'elenco degli iscritti alle Logge Massoniche della
Campania. Quell'iniziativa ci venne riconosciuta come l'esercizio del
diritto-dovere di cronaca non solo da diverse forze politiche e dalla
magistratura, ma anche dai cittadini e da molti fra gli stessi iscritti
alla Massoneria: quella parte animata da ideali autentici che, comunque
la si pensi, va rispettata e tutelata.
Gli stessi intenti ci inducono oggi a questa nuova pubblicazione. Che
potra' non andar giu' a tutti coloro che cercano nella segretezza
l'appiglio per carrierismo a scapito di chi non ha santi in paradiso,
accordi sottobanco per appalti, scorciatoie per impunita' giudiziarie.
Fenomeni che sono evidentemente presenti nel Paese ben oltre la
Massoneria, al punto che le prassi lobbystiche, una volta bandite, sono
ora assurte a prassi di governo "alla luce del sole". E non solo in
questa legislatura.
I prossimi due fascicoli contenenti i nomi degli iscritti nelle altre
citta' italiane saranno pubblicati con La Voce delle Voci di ottobre e
di novembre prossimi.
LE CITTA' COMPRESE IN QUESTO NUMERO:
Agrigento Alessandria Ancona Aosta Arezzo Ascoli Piceno Asti Avellino
Bari Belluno Benevento Bergamo Biella Bologna Bolzano Brescia Brindisi
Cagliari Caltanissetta Campobasso Caserta Catania Catanzaro Chieti Como
Cosenza Cremona Crotone Cuneo Enna Faenza Ferrara Firenze Foggia Forli'
Frosinone Genova Gorizia Grosseto.
[Comunicato Stampa de "La Voce delle Voci"]