Il
presidente Novi agli arresti per concussione e truffa: "Ha favorito la Tirennia"
La pioggia ha cominciato a cadere in città mentre sul porto di Genova si
scatenava un diluvio giudiziario. Il presidente uscente dell´Autorità Portuale,
il settantaduenne Giovanni Novi, da ieri pomeriggio è agli arresti domiciliari.
La Procura lo accusa di aver truccato due volte (nel 2004 e lo scorso anno) la
gara d´appalto per l´assegnazione del Multipurpose, un´area che con i suoi
250.000 metri quadri di superficie rappresenta uno dei più grandi terminal
italiani. Novi è nei guai anche per una presunta concussione ai danni di una
nota famiglia di armatori liguri, i Messina: costretti, secondo l´accusa, ad
accettare la spartizione voluta dal presidente e "suggerita" da Aldo
Grimaldi - l´armatore delle Grandi navi veloci - per favorire l´ingresso della
compagnia di Stato Tirrenia.
Ma c´è un quarto, delicatissimo capo d´imputazione per il numero uno
dell´Authority. Truffa aggravata. In ballo un versamento per 1.728.000 euro
nelle casse della mitica Compagnia Unica, i "camalli" genovesi
guidati dal console Paride Batini. Denaro non dovuto, sostengono gli
investigatori, ma sborsato ingannando il Comitato del porto. L´inchiesta ha
inoltre portato all´iscrizione nel registro degli indagati di una serie di nomi
eccellenti nel panorama cittadino: il professor Sergio Maria Carbone,
consulente dell´autorità portuale, uno degli avvocati più introdotti negli
ambienti finanziari; Sandro Carena, ex segretario dell´Authority; lo stesso
Grimaldi e Giuseppe Novaresi, Avvocato dello Stato.
Gli uffici di Palazzo San Giorgio, sede dell´autorità portuale, sono stati
sigillati: stamani decine di finanzieri e uomini della Capitaneria cominceranno
le perquisizioni. La misura cautelare nei confronti di Novi, che si è nel
frattempo dimesso, sarebbe legata al timore di un possibile "inquinamento
delle prove": il presidente sarà interrogato nei prossimi giorni. Intanto
incassa la solidarietà di Claudio Scajola, già ministro dell´Interno, onorevole
di Forza Italia che si dice sconcertato: «Conosco il Cavalier Giovanni Novi
come persona degna della massima stima. Un galantuomo». Il Governatore Claudio
Burlando esprime «grande preoccupazione» e preme per la nomina del nuovo
presidente dell´Authority, Luigi Merlo. Il sindaco Marta Vincenzi teme «gli
effetti devastanti che questa notizia può provocare a livello locale, nazionale
e internazionale: per il nostro scalo e per l´economia genovese tutta».
L´avvocato di Novi, Cesare Manzitti, spiega che il suo cliente è «amareggiato
ma combattivo». L´ordinanza conterrebbe una serie di intercettazioni
telefoniche «inequivocabili» secondo la Procura, ma non per Manzitti: «Si tratta di
affermazioni tutte da interpretare. La versione data dagli inquirenti è
sbagliata».
Il procuratore aggiunto Mario Morisani, che coordina il lavoro dei pm Walter Cotugno
ed Enrico Zucca, parla di «fatto sussistente, provato, che integra specifiche
fattispecie criminose». Dalla vicenda sono inoltre scaturiti altri filoni
d´inchiesta, e tra le ipotesi di reato c´è anche la corruzione. A breve saranno
ascoltati alcuni testimoni che rivestono - o hanno rivestito in questi anni -
ruoli importanti nei settori politico ed economico genovese. A questo
proposito, il procuratore Morisani precisa: «Il presidente della Regione,
Burlando, non è indagato».
Massimo
Calandri e Marco Preve