Attacco alla magistratura di Scajola, Novi, Burlando, Gasparri...
Mentre Batini distribuisce volantini e la Compagnia sciopera, il ministro
Scajola (
ascolta) e il governatore Burlando (
ascolta) rivendicano per i lavoratori i denari bloccati
dall'inchiesta giudiziaria (e da Merlo) e Gasparri se la prende con i
magistrati. Durissimo anche il principale indagato Giovanni Novi (
ascolta).
SCAJOLA. «Ho sempre paura quando nelle inchieste giudiziarie c'è il
protagonismo». Il ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola, al suo
arrivo alla "48 Ore del Mare"organizzata da Confitarma, ha voluto ribadire la
sua stima nei confronti dell'ex presidente dell'Autorità Portuale Giovanni
Novi, indagato assieme ad altre otto persone. «Ho detto dal primo momento e lo
ripeto a distanza di parecchi mesi che Novi è un galantuomo. Non lo vedo come
un possibile estorsore», ha commentato il ministro. Quanto poi alla vicenda dei
fondi che erano stati assegnati dall'Autorità Portuale alla Compagnia unica,
assegnazione che la magistratura contesta, Scajola ritiene «che sia giusto oggi
pagare gli stipendi. Poi si vedrà se dovranno essere recuperati quelli
eventualmente dati non secondo le norme o le regole previste». Secondo il
ministro, è giusto che vengano garantiti gli stipendi «a chi ha esercitato
delle prestazioni d'opera ed ha lavorato. Spero che l'inchiesta vada avanti
all'insegna della serenità».
NOVI. Il sospetto di una regia dietro l'inchiesta sul porto genovese
è stato avanzato dallo stesso ex presidente dell'Autorità Portuale Giovanni
Novi, che è fra i nove indagati e a febbraio venne messo agli arresti domiciliari.
«Non capisco questo accanimento nei miei confronti: mi contestano 14 reati,
mancano solo Garlasco e Perugia». Secondo Novi «tutto è molto strano e potrebbe
esserci dietro una regia, qualcuno che ha interesse a mandare all'aria il
porto, a distruggere la Compagnia dei portuali o le compagnie». Fra le
«stranezze» Novi ha ricordato i suoi arresti domiciliari «un giorno prima della
scadenza del mio mandato, quando il ministro Bianchi mi aveva chiesto di
restare 40-50 giorni in più. A questo punto - ha proseguito Novi - il porto è
paralizzato. Che facciano allora un pm commissario. Non si può andare avanti
così. Con Batini non abbiamo combinato niente di illecito. Il fatto che
l'abbiano indagato è per me una cosa vergognosa. E anche vergognoso che la notizia
dell'avviso di fine indagine sia stata pubblicata sui giornali due giorni prima
di essere comunciata agli indagati».
BURLANDO. Critico verso l'inchiesta della magistratura genovese anche
il presidente della Regione Claudio Burlando. «Mi pare strano che si blocchino
i soldi dei lavoratori portuali - ho sottolineato il governatore - senza che ci
sia una sentenza penale»
GASPARRI. Elogi alla protesta dei camalli e un duro attacco nei
confronti dell'inchiesta genovese è arrivato anche dal presidente dei senatori
Pdl, Maurizio Gasparri. Mentre a Roma sta per andare in scena la manifestazione
pro Pm, tra gli insultanti messaggi-monologo di Grillo e le macchiette alla Di
Pietro, a Genova continua lo sciopero dei camalli per protestare contro la
magistratura. Lo stesso ex presidente Novi non ha esitato a definire violazioni
dei Pm le fughe di notizie sull'inchiesta relativa alle concessioni date per il
terminal portuale Multipurpose, e a parlare di atteggiamento persecutorio della
procura nei suoi confronti. È davvero singolare che questo attacco frontale
contro la magistratura non abbia suscitato lo stesso indignato effetto
nell'opposizione, pronta a scandalizzarsi se a parlare di magistratura
politicizzata e atteggiamento persecutorio dei magistrati è Silvio Berlusconi.
Da Genova dovremmo trarre tutti un insegnamento. Serve subito una riforma della
giustizia che vieti la vergognosa diffusione di notizie e limiti l'abuso di
potere da parte di alcuni magistrati. Che ha da dire Di Pietro? Perché non
insorge se a protestare sono lavoratori che rischiano di vedere messi in
discussione i propri diritti per Pm più attenti al proprio momento di gloria
che non ad accertare i fatti?