
Sembra ormai tutto
definito per elezioni regionali di aprile in Sicilia. Anna Finocchiaro,
inaspettatamente, sarà il candidato presidente. Una candidatura spontanea e
voluta da tutti, che piace a tutti i partiti del centrosinistra, e che è stata
fin da subito accolta dall'interessata con un'immediata disponibilità. Le cose,
raccontate così, renderebbero felice tanta gente. Tanti altri sanno che le cose
sono andate esattamente all'opposto... Rita Borsellino sarà il suo vice, o il
presidente del Consiglio Regionale. Molti, su questo blog, hanno cercato di
interpretare le mie critiche come insulti ad Anna Finocchiaro, o come
addirittura alla Finocchiaro in quanto donna. Ma anche quello è un lavoro, si
chiama sciacallaggio, e prevede anche il versamento dei contributi
previdenziali. Ognuno fa il suo. Molti hanno ignobilmente fatto finta di non capire
dove sta problema. Lo sanno, ma è più facile fare gli ingenui. Dal primo giorno
ho criticato il modo osceno usato dal Pd per scegliere il candidato (vi ricordo
che Cracolici aveva già scelto la Finocchiaro un mese prima della sentenza Cuffaro,
non facciamo i furbi), senza dialogare con le altre forze, ma scegliendo un
nome e costringendo tutti gli altri a schierarsi con loro o ad emigrare verso
altri lidi. E' questo che è indegno, non Anna Finocchiaro, nè chi lo racconta
al resto dell'Italia. Infatti su questo nessuno ha risposto o ha commentato.
Vuol dire che è un metodo che a quelli di sinistra piace particolamente, del
resto un pò di autoritarismo serve, troppa anarchia (in antichità si chiamava
democrazia) da alla testa! Per quanto riguarda Rita Borsellino, il discorso è
molto semplice e sincero. Io avrei sostenuto Rita fino alla morte nel momento
in cui avesse continuato per quella strada tracciata due anni fa, fino a quando
avesse agito al di fuori dei partiti pur dialogando con essi, fino a quando
fosse stata garante morale di una coalizione. Oggi Rita, nella sua inarrivabile
integrità morale, è entrata però a far parte di quel gioco di partito che l'ha
esclusa e ha fatto di tutto per togliersela dai piedi. Rita sarà a fianco di
quelli che le hanno sbattuto in faccia la porta e le hanno detto "no
grazie", come se fosse una venditrice di calzini, e ora le danno il
contentino per non perdere il suo bacino di voti. Di fronte a tutto questo, la
mia stima in lei è immutata, ma semplicemente non la voterò, perchè sarebbe un
voto che andrebbe ad appannaggio di un sistema che mi fa schifo, e nel quale
Rita non c'entra nulla. Mi sembra di essere molto chiaro. Se però fosse stata
Rita a correre da sola, ad andare dritto per la sua strada, come ha fatto il partito
dei garantisti (ma quale Forza Italia, il Pd!) allora sarebbe stata una
traditrice. Lo fa il Pd con Anna Finocchiaro e sarebbe da ammirare? Io,
chiunque vinca, mi sentirò sconfitto. Ma lo farò con coerenza, con l'orgoglio
di essere sempre dalla stessa parte, senza fare salti mortali per essere sempre
in sella. Quel modo di fare, lo lascio ad altri. Per loro, questo,
"Si
può fare".
dal blog di Benny Calasanzio Borsellino