So bene che fare il "tifo" per un giudice a volte possa
danneggiarlo. Ma molte volte può però salvargli la vita. So bene che i giudici
preferiscono lavorare in silenzio, ma solo quando li lasciano lavorare... Ma
sento dentro di me la voglia e la necessità morale di dire al giudice Ottavio
Sferlazza che non sta lavorando da solo, che in tutta Italia c'è tanta,
tantissima gente che è con lui, che conosce il suo lavoro e spera nel suo
operato, che crede in quel giudice come ultima speranza per far luce sulla
morte di Paolo Borsellino. C'è tanta gente che semplicemente gli è vicina e
vuole farglielo sapere. Il giudice Sferlazza in passato si è anche occupato
della strage di Capaci, dell'assassinio di Rocco Chinnici, del giudice Antonino
Saetta e del capitano dei carabinieri Emanuele Basile. Ha ricevuto una serie
interminabile di minacce, e nel 2005 era praticamente ultimato il piano
"gelese" per farlo saltare in aria. Una vittima del racket ha
rivelato che per pagare il suo debito era stato arruolato per prendere parte all'attentato.
Oggi le misure di sicurezza attorno ad Ottavio Sferlazza sono state
intensificate, oggi, per fortuna, è diverso dal 1992, quando i giudici venivano
consegnati nelle mani dei mafiosi: chiedete al procuratore Giammanco, magari la
pensa come me... L'unica cosa che voglio dire al giudice, e spero che gli giunga,
è che le nostre speranze sono riposte in lui, e in noi può trovare la forza di
andare avanti. Buon lavoro giudice, solo questo.
Ottavio Sferlazza è Gip di Caltanissetta. Si è occupato di diversi processi
di mafia. Recentemente si è opposto per ben due volte all'archiviazione delle
indagini sulla strage di Via D'Amelio, e ha ordinato l'iscrizione nel registro
degli indagati per furto con l'aggravante dell'agevolazione di Cosa Nostra, per
Giovanni Arcangioli, l'ufficiale che prelevò la borsa di Paolo Borsellino
dall'auto in fiamme.
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Benny Calasanzio Borsellino