In questi ultime mesi si è parlato molto della Black list
relativa ai conti in Liechtestein, uno tra i tanti paradisi fiscali e bancari.
Abbiamo aspettato se qualcuno si ricordava dell'impero di Silvio Berlusconi.
..
Abbiamo atteso di vedere se qualcuno
(magari
anche chi si presenta come il "simbolo di Mani Pulite" mentre era amico di
Previti, nel cui studio di Roma incontrava Silvio Berlusconi per parlare
dell'offerta di un Ministero) ricordava l'origine oscura di quell'impero.
Nessuno ne parla più! Nessuno, al di là delle battute del teatrino della
politica italiana, osa scontrarsi più con Silvio Berlusconi. Nessuno osa
chiedere conto di quei fatti! Eppure oggi è stato accertato che, ad esempio, da
alcuni di quei conti esteri sono partiti i soldi per corrompere i giudici di
Roma, tanto da aver portato alla condanna di Cesare Previti. Per altro è stato
certificato con sentenza, a seguito dell'approvazione delle leggi ad personam,
che Berlusconi è stato assolto in alcuni processi non perchè il fatto non
sussiste ma perchè "il reato non è più previsto". Niente, nonostante la luce
fatta dalla magistratura (indipendentemente dalle auto-assoluzioni e dalle
prescrizioni di Berlusconi), nessuno osa parlarne. Eppure, anche qui, oltre
all'aspetto penale vi è un aspetto etico e morale.
Ed allora ecco che noi, per parte nostra, ci proviamo e pubblichiamo alcuni
fascicoli con la ricostruzione delle società estere off-shore di Berlusconi ed
un riepilogo dei conti bancari "riservati" individuati nel processo All
Iberian.
Le società Off Shore della Fininvest sono state ubicate in Stati ufficialmente
considerati paradisi fiscali dal Ministero delle Finanze (con decreti
ministeriali 24.04.1992 e 04.05.1999) e paradisi bancari. Le società sono:
Dall'esame globale dei bilanci consolidati della FININVEST per gli anni 1991,
1992, 1993, si è osservato che sulle n° 108 società estere complessivamente
riportate nel triennio, ben 22, corrispondenti al 20%, avevano sede in
Paesi/località ufficialmente considerati OFF SHORE dal Ministero delle Finanze.
Nel quinquennio 1995-1999 figurano 10 società ufficialmente OFF SHORE (su 39
estere in totale). La circostanza che dopo il 1995 le società sono diminuite
notevolmente può significare che non sono state più consolidate (non è detto
che siano cessate). Questo anche considerando che sono state individuate a
seguito delle indagini svolte dalla Procura di Milano diverse società estere
OFF SHORE non dichiarate con relativi conti correnti bancari "riservati"
(vedere allegato 1 relativo alle informazioni acquisite dagli atti del processo
All Iberian - fiormato Pdf - clicca qui).
La situazione indicata nelle due tabelle è incontestabile in quanto tratta dai
bilanci consolidati del Gruppo Fininvest. E' un quadro, come detto, minimale,
in quanto vi sono molteplici studi sull'argomento, oltre ad indicazioni di
agenzie di intermediazione e società finanziarie, nazionali e straniere,
specializzate nell'apertura di conti bancari e società in centri off shore, tra
cui: Lussemburgo, Londra, Irlanda, Delaware, Austria, Olanda e vari Stati
dell'America latina, tra cui Colombia, Venezuela, Cile, Ecuador.
Alla luce di questo, il numero complessivo delle società off-shore consolidate
superano ampiamente, in entrambi i periodi, il 50%, rispetto al totale delle
società estere:
- 60 su 108, pari al 55%, nel 1991-1992-1993
- 24 su 39, pari al 62%, nel quinquennio 1995-1999.
Vedere:
fascicolo A - formato pdf - 3.3 Mb
fascicolo B - formato pdf - 6.9 Mb
fascicolo C - formato
pdf - 3.3 Mb
fascicolo All Iberian - formato
pdf - 79 Kb
"Ormai i paradisi fiscali intesi come
centri Off-Shore interessano solo la malavita ed il riciclaggio del denaro
sporco..." Giulio Tremonti al
Corriere della Sera, 9 agosto 2000.