
Le elezioni farsa sono passate. Tutto è andato come previsto (e
programmato?!?). Nessun colpo di scena, la "normalizzazione" è quasi giunta a
compimento... un ultimo tassello del "piano di rinascita democratica" della P2 è
stato posto accanto agli altri, già posti da centro-destra e centro-sinistra...
Non ci soffermiamo sull'analisi del voto, rimandando ad un'
ottima analisi
realizzata da Marco Ottanelli di DemocraziaLegalità. Ci teniamo solo a sottolineare
alcuni punti.
Veltroni ha detto che lui continua a seguire le "due stelle polari" del PD ed a
poco più di metà scrutinio delle schede ha chiamato il Cavaliere per
congratularsi e ricordargli la piena disponibilità alla collaborazione per
ri-scrivere insieme la
Costituzione, cioè le regole fondamentali della nostra
Repubblica. Veltroni ha confermato quello che dicevamo in molti: l'inciucio per
ridisegnare l'assetto dei Poteri dello Stato (legislativo, esecutivo,
giudiziario) è una realtà. Il fatto che Berlusconi sia un'anomalia, o meglio
un'antitesi, della democrazia liberale, per Veltroni non conta... proprio come ai
tempi di D'Alema e della Bicamerale scellerata.
Di Pietro è contento, con la "società civile", grazie ai ripetuti attacchi di
Berlusconi ("mi fa orrore"), è tornato ai voti del 2001 ed ora già pensa a fare
un gruppo autonomo in Parlamento. La motivazione adotta è strepitosa: nel
governo ombra che Veltroni vuole creare il PD vuole coinvolgere l'UDC e Di
Pietro non vuole che ci sia la possibilità di un Cuffaro ministro del "governo
ombra" perché condannato. Come se Di Pietro non si fosse accorto che era
alleato con il PD che ha candidato ed eletto condannati, prescritti, indagati,
nonché collusi e conniventi con le mafie. Ma si sa basta saperla raccontare,
infarcire i discorsi sgrammaticati di paroloni e richiami a "legalità" e "mani
pulite" che tutto si può far bere al popolo... Poi in realtà quello che conta è
che con un gruppo autonomo ci sono un capogruppo, i vice, le stanze, i rimborsi
per gli incarichi istituzionali, le nomine nelle Commissioni ed i fondi tutti
per lui, Presidente a vita ed unico detentore del potere interno all'IdV come
sancito dallo Statuto (approvato nell'ultima versione nel 2004!). D'altronde
Berlusconi non ha fatto altro che rendergli un po' di favori indicandolo come
"nemico" in questa operetta appena chiusa di campagna elettorale. Sì, abbiamo
detto rendergli un po' di favori, perché? Semplice. Nonostante una sentenza del
Consiglio di Stato che riconosceva al Ministro delle Infrastrutture (Di Pietro)
il potere di annullare le concessioni per la TAV e le Grandi Opere (quelle dei progetti, degli
stanziamenti stratosferici e delle ditte) decise da Lunardi, il buon Di Pietro
ha pensato bene di non applicare quanto deciso dal Consiglio di Stato,
confermando tutto (tutto!!!) quanto deciso dall'ex Ministro di Berlusconi, dai
progetti ai costi, passando per le imprese e consorzi incaricati. La gara
europea per ridefinire quei progetti scellerati quindi non ci sarà... il futuro
Governo Berlusconi riprenderà i suoi affari proprio dove li aveva lasciati e
questo grazie ad Antonio Di Pietro, un vero "orrore"!