Da Giulio Andreotti, bandiere del Vaticano e Alte uniformi. Questa
è l’aula magna dell’Università di Genova, il 13 maggio dell’anno 2008. Peccato
che Andreotti sia stato riconosciuto appartenente a Cosa Nostra – responsabile del
reato associativo – sino alla Primavera del 1980 (con reato commesso ma
prescritto), con sentenza della Corte d’Appello confermata dalla Cassazione...
Giulio Andreotti ha taciuto sull'omicidio di Piersanti Mattarella
di cui era a conoscenza, che ha protetto, aiutato e ricevuto favori dai
boss mafiosi, che ha aiutato e protetto Michele Sindona, continua a
sedere al Senato della Repubblica e girare l'Italia come se nulla
fosse. Continuano i suoi ottimi rapporti con la Santa Sede nonostante
l'essere un sodale di Cosa Nostra non può coniugarsi minimamente con i
valori cristiani (ricordiamo il discorso di Giovanni Paolo II ad
Agrigento?!).
La sentenza - che da tempo abbiamo pubblicato - lo dichiara uno spergiuro, e lui conferma di esserlo ogni volta che si dichiara "assolto". Crediamo sia giusto che i cittadini sappiano e che lui si senta
ripetere, in ogni dove, che è un mafioso prescritto e che dovrebbe,
avere almeno la decenza di ritirarsi a vita privata! Molti degli studenti presenti ci hanno ringraziato per aver detto la verità, altri, un po' più avanti negli anni erano "sconcertati" quano leggevano il testo dell'estratto della sentenza (quella che i media e la politica hanno presentato come "assoluzione". Altri erano inferociti, Giulio Andreotti non aveva un espressione felice.
Ma lui continua a far credere di essere una vittima e di essere stato assolto. Lo
spergiuro di Andreotti continua prima e dopo la sentenza che lo riconosce
mafioso prescritto. Lui che - ripetiamo! - sapeva della volontà di Cosa Nostra di uccidere
Piersanti Mattarella, presidente democristiano della Regione Sicilia, non ha
fatto nulla per impedire quell’omicidio e non ha denunciato i boss che lo hanno
ordinato.
Noi, Casa della Legalità, insieme a Il Grillo di Genova – il meetup degli Amici
di Beppe Grillo Genova 2, siamo quindi andati a ricordarlo in modo civile e pacifico. Con un volantino dove sono
trascritti i passaggi della sentenza definita e con l’invito a leggere la
sentenza integrale così che tutti possano capire che faccia da Giuda sia Giulio
Andreotti. Ma la reazione dell'entourage non è stata quella del dialogo, dell'ascolto, della pace predicata da Cristo, diciamo pure l'esatto opposto, in un crescendo.
Abbiamo distribuito qualche volantino in silenzio mentre Andreotti stava
parlando. Hanno tentato di fermarci. Quando hanno notato che c’erano delle
videocamere hanno allentato la presa. Hanno chiamato i Carabinieri che ci hanno
chiesto cosa stavamo facendo e noi gli abbiamo dato copia del volantino,
dicendogli che si trattava di una estratto della Sentenza della Corte d’Appello
confermata dalla Cassazione, emessa nel nome del Popolo Italiano e quindi
pubblica! Loro hanno detto lo sapiamo. Siamo quindi rientrati senza problemi. Insieme
ai volantini si teneva in bella mostra il libro di un “noto terrorista” secondo
alcuni dei convenuti alla corte di belzebù, ma in realtà di un giudice della
Cassazione, attualmente consigliere togato del CSM, Livio Pepino.
Quando il “convegno” per la pace, i valori cristiani e la valenza del pensiero
di Papa Benedetto XV, oltre che nell’attesa della visita di Benedetto XVI, con
l’intervento di Andreotti, si è concluso ci siamo avvicinati per dare il
volantino con gli estratti della sentenza al senatore (mafioso prescritto) a
vita, hanno tentato di bloccarci, hanno fatto scudo. Allora abbiamo provato a
porre la domanda ad alta voce ed a quel punto ci hanno trascinato fuori. Abbondanza
ha tentato di aggrapparsi ad una porta ed è stato spinto e buttato a terra. Ma
non si molla. Si è chiesto agli agenti presenti di identificare la persona che
ha spinto alle spalle Abbondanza, per poter procedere a querela (per gli altri si darà copia del video dove sono ben ripresi!), e ci si è quindi spostati fuori.
All’esterno abbiamo aspettato Andreotti per porgli la domanda su come la mette
con questa sentenza. Due le uscite possibili. Poi si intuisce da quale parte
voglia tentare l’ennesima fuga dalla verità. L’auto della scorta di sposta
verso l’entrata principale, noi ci avviciniamo e veniamo bloccati, perché la
scorta del senatore, seguita dall’Arma, non vuole che nessuno si avvicini. Quando
lui inizia a scendere gli scalini si urlano le domande: come la spiega questa
sentenza che la riconosce colpevole del reato di associazione mafiosa con Cosa Nostra
sino alla primavera del 1980, con reato prescritto? Parla di valori cristiani
ma lei sapeva dell’omicidio del democristiano Piersanti Mattarella, presidente
della Regione Sicilia, ordinato da Cosa Nostra e non ha denunciato i boss
mafiosi, nemmeno dopo l’omicidio, ci spiega? Mentre gli agenti in borghese cercavano di tapparci la bocca (curioso in un una strada pubblica, libera!) Andreotti è salito in macchina
ed è fuggito per l’ennesima volta dalla verità!
C’erano molti giornalisti e fotografi (tra cui Rai 3, Il Secolo XIX, Repubblica,
Corriere Mercantile,…). Chissà se per l’ennesima volta i giornalisti, davanti
allo spergiuro Andreotti, ometteranno di informare i cittadini che Giulio
Andreotti non è stato assolto, bensì ritenuto colpevole – con reato prescritto –
del delitto di associazione mafiosa con Cosa Nostra sino alla primavera del
1980?
PS
Qualcuno dice che nella massoneria e nell'Opus Dei ci sono belle
persone, forse, certamente hanno brutte frequentazioni, Sindona
insegna: meglio non accettar caffè da certe persone.
PS 2
Mentre il mafioso prescritto Andreotti ha uno "scudo" impenetrabile ai cittadini che vogliono porgli delle domande, e la scorta di Stato che impedisce a chi non è a lui gradito di avvicinarsi, chi combatte la mafia, chi è testimone di giustizia passa le pene dell'inferno e non ha la necessaria tutela per sè e la propria famiglia, bensì dovrebbe vivere da recluso, permanentemente "sotto tiro".
Giulio Andreotti, mafioso prescritto, inavvicinabile per le domande, mentre Pino Masciari, testimone di giustizia, con la sua famiglia, sta ancora aspettando - dopo 11 anni - di avere una protezione degna di questo nome e di poter tornare a vivere!
PS 3
A breve on line il video della giornata dei "valori cristiani"!
Ecco il volantino distribuito - formato jpg - clicca qui
Nota:
1) Per chi avesse ancora dei dubbi, oltre alla Sentenza, si consiglia la
lettura del libro "Andreotti - la mafia e i processi - analisi e
materiali giudiziari " di Livio Pepino, giudice di Cassazione,
attualmente consigliere togato del CSM e direttore di Narcomafie.
2)Il volantino è scaricabile, chi vuole può utilizzarlo per le prossime
tappe del tour di Andreotti nella sua città, se l'informazione tace
sulla verità, come si è dimostrato con il V2 DAY dobbiamo dare noi
quelle notizie e la verità dei fatti che altrimenti sarebbero nascoste
o condannate all'oblio.
AGGIORNAMENTO alle 19.41
Il Servizio del TG3 Liguria [visibile in coda] ha dimostrato quanto il giornalismo sia chino verso certi personaggi. Infatti in coda al servizio il cronista ha detto che durante il convegno vi è stata una contestazione della Casa della Legalità al senatore Giulio Andreotti. Che simpatici! Noi non abbiamo contestato nessuno, abbiamo posto delle domande, quelle domande che dovrebbero porgli i giornalisti! Abbiamo distribuito un estratto della sentenza definitiva dove Giulio Andreotti è stato riconosciuto colpevole del reato di associazione mafiosa con Cosa Nostra sino alla primavera del 1980 ma con non luogo a procedere per prescrizione. Abbiamo quindi detto quella verità ufficiale abilmente nascosta dagli organi di informazione che, genuflessi, hanno raccontato agli italiani la bufala del secolo: Andreotti assolto.
Il giornalista della testata regionale, Robert Lee, ha ricevuto copia del volantino direttamente in sala, e quindi
sapeva non essere una contestazione "della Casa della Legalità" ma una sentenza
definitiva emessa dalla magistratura in nome del popolo italiano!
Giudizio: pessimo!