Sono un vile e lo so, ma parlo della manifestazione di piazza Navona dell'8
luglio 2008 solo dopo che essa si è svolta. Non ci sono andato, e ora ne sono
contento; prima ne ero convinto ma non ero felice della mia scelta, perchè
come
non condividere le motivazioni e le posizioni di chi questa manifestazione ha
convocato?...
Ho seguito via web la prima parte dei discorsi, fino all'intervento di
Sabina Guzzanti, che mi ha però disgustato alquanto e indotto a mollar lì la faccenda
e dedicarmi ad altro. Posso quindi esprimere una opinione solo su ciò che ho
visto.
Innanzi tutto, non ho sopportato la visione limitata delle cose. Non la
sopporto più da anni. Ho rivisto le stesse facce e risentito le stesse voci del
2002-2005, e tutte (o quasi) sempre fissate su un concetto:
l'antiberlusconismo. Non ne posso più. Si è gridato all'emergenza democratica,
ma a furia di in-seguire le emergenze in Italia si perde di vista la
prassi
democratica. O ci si scorda, se vogliamo, che l'emergenza non è mai
finita.
Ad esempio, Grillo (che ha saggiamente criticato Napolitano, e che con
questo si è attirato le ire di certi co-organizzatori) ha parlato di emergenza
democratica quando ha fatto riferimento alla affermazione di Berlusconi sulla
volontà di rispettare l'accordo per la base di Vicenza con gli USA. Applausi.
Ma l'emergenza democratica non si è forse creata quando qualcun altro
quell'accordo lo aveva sottoscritto? E quel qualcun'altro non era forse il
governo Prodi, del quale ministri e deputati si susseguivano sul palco? I No
dal Molin contro chi sfilarono? E non era una emergenza democratica il fatto
che il sottosegretario incaricato di sottoscrivere il patto con gli americani
era un tal Verzaschi, fino a pochi mesi prima pezzo grosso di Forza Italia e
della giunta Storace, e ora indagato ed arrestato per ruberie varie?
Emergenza democratica....è di pochi giorni fa la rivelazione (che nessuno ha
smentito) che i soldati italiani combattono in Afghanistan da più di un anno,
ben oltre le "regole d'ingaggio" che ci erano note. Prodi lo sapeva, e non
aveva detto nulla. In Parlamento si votava e finanziava una "missione di pace",
e i rappresentati del Popolo Sovrano non sapevano nulla, votavano una cosa per
un'altra.
Di Pietro era ministro, in quel governo. Sono due le cose: o sapeva, e
allora è stato complice di una brutale e vergognosa bugia alle Camere e ai
cittadini italiani, o non sapeva nulla neanche lui, ed era stato quindi
ingannato pure nel suo ruolo di ministro. Se così fosse, avrebbe dovuto
denunciare, prima di ogni altra cosa, questo, come gravissima emergenza
democratica, come immane violazione della Costituzione, della sovranità
popolare e delle leggi. Altro che falso in bilancio! Questo è un falso in
guerra!
Si è parlato dei poveri napoletani picchiati dalla polizia per le discariche
e delle ingiuste leggi razziali sui Rom, ma ci si è scordati che i napoletani
di Ponticelli i Rom li volevano bruciare vivi e hanno organizzato un vero e
proprio pogrom durato molti giorni, alla luce del sole. Chi è che vìola di più la
Costituzione, la polizia berlusconiana che rimuove le barricate, o chi mette al
rogo uomini donne e bambini? Si può mobilitare l'Italia per dire che Berlusconi
è brutto e cattivo, o per infamare la Carfagna, e allo stesso tempo esibire i
Rom come articoli di moda ed ignorare quel che fa il popolo tanto buono e
democratico?
Insomma, l'errore è sempre quello: ricondurre tutto e soltanto a Berlusconi,
come se, tolto lui dal potere, l'Italia tornasse ad essere una sorta di paradiso
in terra. Quel paradiso che non fu mai.
E poi, l'assoluta, la totale, la completa mancanza di autocritica. SE cinque
anni di girotondi, piazze, comizi, palchi, martìri e girotondi non sono
serviti, scusate l'espressione, a un cavolo, e anzi, hanno portato alla
produzione, alla accettazione e alla fossilizzazione di tutte le leggi
vergogna, ai peggiori inciuci PD-PDL , a Mastella, e, soprattutto, al ritorno
trionfale di Berlusconi al potere dopo una breve parentesi di patetica e
servile sinistra al governo, allora le cose son due: o il metodo, le parole, i
temi, i personaggi sono sbagliati, controproducenti, o sono perfettamente
inutili e inadeguati. Riprodurre (pure tra le polemiche!) un consunto copione
vecchio di anni, può dare qualcosa a questo Paese? Facciamo ben attenzione: al
Paese, non ad una delle parti che se ne contendono la carcassa!
Manca la prospettiva. Manca l'idea. Manca l'ideale, perfino. Manca il
progetto ed il coraggio di sviluppare un progetto.
Non lo ho neanche io, ed infatti non propongo soluzioni. Sono solo un vile
che critica il lavoro svolto da altri con 24 ore di ritardo.
da
DemocraziaLegalità