Due esempi: Vado e Celle Ligure. Sembra che proprio non vogliano capirla,
proprio come a Finale Ligure, Ceriale e via discorrendo per piccoli e grandi
Comuni occupati dai "servi" dei comitati d'affari trasversali...
Vado Ligure ha un Sindaco strepitoso da sempre... probabilmente si ispira al Dominici
di Firenze. Il loro concetto di democrazia è pari a zero. Uno potrebbe pensare
tipici esponenti del "Popolo delle Libertà di fare il caz.. che ci va"... ed
invece no, sono del "Partito Democratico", entrambi diossini doc, che governano
con l'apporto del centrosinistra. Se il fiorentino ha dalla sua anche l'Italia
dei Valori ed il classico "appoggio esterno" di Rifondazione, anche il buon
Giacobbe ha trovato il buon accordo con Rifondazione e promosso vicesindaco ed
assessore all'urbanistica il grande oppositore "socialista" Bovero che così si
è visto folgorato sulla strada della Piattaforma, mentre la difesa del suo atto
di nomina davanti al Tar è stata seguita da un teardiano doc, quale l'ex avvocato-consulente
di Alberto Teardo, Prof. Giuseppe Pericu.
Ebbene per questi Sindaci (rappresenti dei cittadini sic!) i volantini sono un
incubo. O per meglio dire gli danno gli incubi i volantini, le locandine e le
mobilitazioni dei cittadini che esprimono il loro pensiero ed il loro pare
sulla gestione della cosa pubblica, della propria comunità... della propria vita.
Rifacendosi a remote tradizioni sempre in voga nel Belpaese, hanno subito
ricordato alla plebe che di Signori ce ne sono pochi, loro e sodali.

Se a Firenze lor signori non hanno gradito il referendum ed il parere contrario
dei cittadini al progetto di Tramvia della Impregilo nel cuore storico della
città, a Vado hanno fatto bingo (altra passione, si sa, dei diessini). Infatti
qui non solo vi è una
Centrale a Carbone, radioattiva, cancerogena e
genotossica (ovvero che modifica il genoma umano), che ripetute analisi e studi
scientifici dichiarano essere una causa di malattie mortali e morti, ed il
Comune se ne fotte, ma vogliono a tutti i costi far realizzare la piattaforma
della Maersk. Il Giacobbe tentò il tutto e per tutto per evitare che i
cittadini si esprimessero... arrivò a realizzare i gazebo pro Piattaforma per
spiegare la grande utilità e bontà

dell'operazione, sponsorizzata dal Rino
Canavese, presidente dell'Autorità Portuale savonese, riconfermato - per
incomprensione, naturalmente - sia dal centrodestra che dal centrosinistra. Gli
andò male perché il referendum ci fu (Rifondazione naturalmente non ha raccolto
mezza firma e non ha indicato alcun voto per la serie "opposizione dura senza
paura", farà solo un volantino insieme ai Verdi in campagna elettorale per
prendere qualche voto). La maggioranza degli avanti diritto votò e la
stragrande maggioranza votò "no". Dinnanzi a cotanta lesa maestà, il Podestà,
ops il Signore e Doge, ops il Sindaco di Vado Ligure, si ritirò in conclave con
il reggente del "Gran Consiglio per il nuovo Sviluppo", alias il Canavese, per
arrivare ad un bel consiglio comunale blindato, protetto dalle Forze
dell'Ordine, con oltre 300 cittadini che civilmente e come da Diritto volevano
assistere alla seduta, chiuse fuori dal Palazzo comunale, dove alla faccia del
Referendum il Consiglio ha detto "si" alla Piattaforma. Questo naturalmente
lanciando poi la grande offensiva al cancro italico: il disfattismo! Con
ordinanza apposita sanciva il divieto di affissione di locandine e volantini,
proibendo volantinaggi e presidi che disturbano il quieto vivere ed il decoro,
nonché informano i cittadini di fatti destabilizzanti, ovvero recanti verità
provate. Tali forme di libertà della manifestazione del pensiero sono solo
retaggio di quella ingiallita carta Costituzionale che a Vado Ligure sembra
proprio ormai sepolta da ceneri di carbone e calcestruzzo!

Veniamo a
Celle Ligure, e visto che di questo abbiamo già recentemente parlato a
lungo, ci limitiamo a sottolineare che proprio non capiscono, o meglio
capiscono e tirano dritti.
Intanto abbiamo inviato una replica alle dichiarazioni del vicesindaco Stefano
Barlo, alla redazione savonese del Il Secolo XIX che non è stata pubblicata, in
cui ribadiamo i fatti documentalmente provati e ribadiamo che è da oltre un
anno che siamo ansiosi delle denunce e "bastonate" che l'Amministrazione di
Celle di ha promesso, così da poter procedere noi ad una bella denuncia per
calunnia! Ma quello che ci preme è un altro aspetto. Infatti sembra proprio che
la normativa sull'accesso agli atti (anche via internet, essendo dotato, il
Comune, di un apposito sito), non la si voglia recepire!
Noi avevamo chiesto di avere copia della delibera del Consiglio Comunale di
approvazione della "Variante al PUC". Ci contattano, andiamo e ci danno un
documento, con scritto "delibera 31 del 12 agosto 2008" e con oggetto "
Variante 2008 al Piano Urbanistico Comunale...". Guardiamo la delibera e
scopriamo che della "Variante 2008 al Puc" non c'è traccia. Infatti nel
documento vi sono solo: il verbale della seduta del Consiglio Comunale, i
verbali della Commissione, il parere dell'Ufficio Tecnico e poco altro [in
formato .pdf -
clicca qui].
Ora è chiaro che questa non è la delibera, ma se questo è quanto il Comune
rilascia ai cittadini ed organizzazioni che fanno richiesta per poter non solo
formulare nei termini di legge dei 45 giorni le Osservazioni, ma anche eventualmente
procedere ad impugnare tale provvedimento (dichiarato immediatamente
eseguibile) al TAR, non potrebbero mai farlo, perché questi sono dei puri e
semplici allegati alla delibera e non la delibera di "Variante".
Sottolineiamo questo agli Uffici ed alla Responsabile dell'Ufficio Urbanistica,
e quindi ritiriamo tale documento chiedendo l'invio della "Variante",
precisando nel modulino di richiesta protocollato quanto segue:
"Ritiro parziale delibera del CC. 31/2008
contenente verbale, note uffici, verbale commissioni. Non è presente la parte
essenziale della Delibera, ovvero le varianti al PUC votate. Si attende invio
delle stesse integralmente all'indirizzo e-mail
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.".
Era il 2 settembre, pochi giorni dopo, e per esattezza il 5 settembre,
riceviamo via e-mail come richiesto la "delibera di

Variante 2008 al PUC".
La
pubblichiamo integralmente in formato .pdf e l'abbiamo già trasmessa ad altre
associazione e cittadini. Perché lo facciamo? Semplice perché la delibera
pubblica non c'è sul sito del Comune di Celle Ligure, bensì si ritrova la
comunicazione che è possibile fare osservazioni ma la documentazione è
disponibile in visione solo presso gli Uffici comunali. E non va bene!!!! No,
no, no! Abbiamo appreso che non è gradito al Comune di Celle che le delibere e
documenti pubblici del Comune finiscano nella rete, anche perché ad esempio nel
sito comunale non vi è manco mezza delibera, oltre che per i "richiami" a
quanti ci avevano fatto avere la documentazione relativa all'appalto Co.For ed
al Rilevato Ferroviario. Ma questi atti sono pubblici e devono essere
pubblicati sul sito, nonché consegnati a tutti i cittadini che lo richiedono,
senza usare delibere mozze in cui manca l'essenza della delibera stessa!!! Lo
vogliono capire o no?
Già che ci siamo, tanto per non lasciare spazio alcuno a coloro che sostengono
che diciamo illazioni, ecco la
Determinazione Dirigenziale 525 del 6 dicembre
2006, del responsabile Settore Urbanistica, in cui si incarica lo studio "Pasquale
e Luisa Gabbarla Mistrangelo" per la redazione della variante al PUC (quella
poi deliberata come si evince dalla delibera stessa). Un incarico in palese
conflitto di interessi visto che è lo stesso studio "Pasquale e Luisa Gabbarla
Mistrangelo" che, per conto della LCI
srl, ha redatto il progetto per l'area ex Cinema Giardino, che guarda caso
rientra nelle varianti al PUC.