E' Assessore al comune di Firenze all' Urbanistica
ed edilizia, Piano strutturale, Centro Storico, Sistema Informativo
Territoriale...
Ma se di Cioni molto si è parlato Biagi è un
personaggio assai meno pittoresco, un topo da ufficio tecnico, un grigio
funzionario che per abnegazione e testarda militanza è arrivato, dalla
provincia, a fare l'assessore all'urbanistica a Firenze, e ( unico e fulgido
esempio ) restarlo per ben due mandati.
Fedele e pronto a difendere le scelte del suo sindaco Leonardo Domenici,
fino alla compromissione più sfacciata, Biagi arriva a farsi fotografare al suo
fianco durante la presentazione dell'accordo per la Piana di Castello stretto
con Salvatore Ligresti ( vedi foto in home) e se ne e sta li, immortalato come
uno dei due ladroni, per una esibizione iconografica spavalda fino all'idiozia
poichè il Ligresti è interdetto dalla amministrazione delle sue società
(Fondiaria-sai) e il patto venne sottoscritto dalla figlia che ne è
amministratrice, una pantomina ribalda, una sorta di rivendicazione a mezzo
immagine della assoluta noncuranza dell'amministrazione per quella minima
decenza che dovrebbe impedire a un comune di cedere parte del proprio
territorio, destinato precedentemente e a verde pubblico, alle speculazioni di
un pregiudicato di lungo corso, per altro in cambio di aleatori 'progetti'.
Biagi è li, alla destra del Sindaco, a metterci la faccia, a rinnovare la
promessa di fedeltà, a garantire che gli eventi seguano il corso che i patti
hanno indicato.
E pare proprio che il ruolo principe, quello che lo qualifica, del nostro
funzionario sia quello di 'garante' per le politiche
imprenditoriali
della dinamica giunta fiorentina, una sorta di appianatore, di 'facilitatore'
che mantiene i rapporti, che segue e aggiusta, comunque 'garantendo' il buon
esito. L'uomo giusto, dalla personalità esile ma dalla volontà cieca, un
esecutore inarrestabile, o almeno così in molti lo dipingono.
Nel decreto di perquisizione presentato a Biagi si leggeva , (dice il suo
avvocato ) che : lo stesso
«Adottava iniziative e provvedimenti in
contrasto con gli interessi pubblici dell'ente di appartenenza, per aver
ricevuto la promessa di utilità economiche e non economiche, per sè e per altri,
ovvero da conseguirsi da lui direttamente o indirettamente».
(r.a.)