Finanzieri collusi, giudici
corrotti,
imprenditori e politici a libro
paga dei boss.
L'invisibile anello
di congiunzione tra Stato e mafie.
Viaggio
nella borghesia criminale
guidati da un magistrato sempre
in
prima linea.
Si ha concorso esterno in associazione
mafiosa quando un soggetto, non inserito stabilmente nella struttura
organizzativa del sodalizio, fornisce un concreto, specifico,
consapevole, volontario contributo.
- Art. 416 bis, Codice
penale
Il
white collar crime è un reato inafferrabile,
eppure molto pericoloso per la democrazia perché corrompe il tessuto
dei nostri rapporti sociali, dell'economia, del lavoro. Per
smontarne i meccanismi, Pinotti e Tescaroli attraversano la storia
più oscura del nostro Paese, raccontandone le vicende e interrogando
la memoria dei protagonisti. In questa intensa ricostruzione, le voci
di grandi magistrati, tra cui Caselli, Ingroia, Di Matteo, Petralia,
Gratteri, si intrecciano alle parole dei collaboratori di giustizia,
da Buscetta a Brusca a Cancemi. Alle riflessioni dell'economista
Loretta Napoleoni fanno da contrappunto il pensiero del banchiere
Giovanni Bazoli e del direttore di "Foreign Policy" Moisés Naím.
Il quadro che ne emerge è inquietante: è nella zona grigia il vero
terreno della lotta per la legalità.
Editore BUR
La pagina del libro
Il blog di Ferruccio Pinotti
Come i boss casalesi sono diventati ricchi e potenti
manager. Che influenzano e controllano l'economia di tutta la
Penisola, da Casal di Principe al centro di Milano.
Sciascia
diceva: "I mafiosi odiano i magistrati che ricordano". I Casalesi
odiano anche gli scrittori che fanno conoscere a tutto il mondo il
loro vero volto.
-
Franco Roberti, coordinatore della Dda
di Napoli
Non più e non solo vendette efferate, morti
ammazzati per strada, faide di paese: il nuovo volto della
criminalità organizzata campana, la nuova forma del potere mafioso,
ha il colore dei soldi, si radica nei corridoi di palazzo, si
nasconde e prolifera dietro cifre a molti zeri e l'anonimato delle
operazioni finanziarie.
I boss - Michele Zagaria, Francesco
Bidognetti, Antonio Iovine, FrancescoSchiavone - sono diventati
manager. Da Casal di Principe hanno risalito lo stivale,
attraversando l'Umbria delle aziende agricole, la Toscana degli
alberghi, l'Emilia Romagna dei locali notturni, fino alla Milano di
Piazza Affari. Un impero - quello dei Casalesi - che ha esteso le
sue attività al settore degli immobili, dei supermercati, dell'Alta
Velocità, intrecciando sempre più i propri affari con la vita della
società civile e con le grandi opere del nostro Paese.
Nella
ricostruzione di una giornalista che è cresciuta a fianco della
camorra e che dal 13 marzo 2008 vive sotto scorta, la scalata di una
potenza sotterranea capace di muovere centinaia di migliaia di euro
in contanti e tirare i fili di settori chiave dell'economia
italiana.
Editore BUR
La pagina del libro

Il nuovo libro di Daniele Biacchessi, giornalista di
Radio24, racconta le grandi stragi che hanno insanguinato l'Italia dal
1944 al 1993, dal punto di vista degli esiti giudiziari. Trovati i
colpevoli? A che punto sono le indagini? Sant'Anna di Stazzema,
Marzabotto, Portella della Ginestra, Piazza Fontana, Piazza della
Loggia, treno Italicus, stazione di Bologna...
Le stragi impunite dalla parte delle vittime. L'Italia delle verità negate.
E ancora, com'era avere vent'anni, con le storie di Fausto e Iaio,
Piero Bruno e dei cinque anarchici del Sud. I delitti di mafia, con
Peppino Impastato, Giorgio Ambrosoli, Falcone e Borsellino, don
Pugliesi, Libero Grassi.
Il paese della vergogna contiene
flash, racconta circostanze, dà volti a nomi e personaggi, ne colora i
contorni, li mette insieme, infonde e intreccia emozioni, ma
soprattutto
sollecita la coscienza civile, quella che
parla di altri ma che si riferisce proprio a noi stessi. Ci sveglia da
una letargia pericolosa e profonda, ci scuote e ci invita a meditare.
Un libro sulla cronaca nera e giudiziaria, ma soprattutto una
testimonianza appassionata scritta dalla parte delle vittime, dei
familiari delle vittime e di chi ancora aspetta che sia fatta giustizia.
Editore Chiarelettere
Il pagina del libro
La pagina del tournèe dell'autore e con i fratelli Severini - The Gang
Il sito di Daniele Biacchessi

«Forse
non saremmo ripiombati in questo tragicomico incubo se molti cittadini
avessero seguito l'esempio di Piero Ricca. Cioè se molti cittadini si
fossero comportati da cittadini. Piero l'ha fatto quasi ogni giorno,
andando a disturbare i potenti con le domande che nessun giornalista
osa più fare e con la faccia tosta del bambino che urla: il re è nudo!»
Dalla prefazione di Marco Travaglio
Nella
primavera del 2007
Piero, Franz, Diego ed Elia hanno creato l'associazione Qui Milano
Libera, nel cui statuto si presentano così: "Siamo un gruppo di amici
uniti da onesta passione civile. Prendiamo sul serio la Costituzione
del nostro Paese. Difendiamo i valori della legalità e dell'etica
pubblica. Ci opponiamo alla manipolazione e alla censura
dell'informazione, dedicandoci alla diffusione di verità scomode.
Coltiviamo il vizio della memoria.
Siamo cittadini, non sudditi".
Vincere la passività, non assuefarsi allo scandalo.
Nel segno di questa esigenza morale vivo da anni una mia originale
forma di impegno civile, la cui sostanza è questa: interpellare in
pubblico il prepotente e l'ipocrita di turno, senza inibizioni e senza
sconti beneducati. Mi definiscono un "contestatore", un "provocatore" -
sono soltanto una
persona normale in un Paese anormale, uno
che non si rassegna alla vergogna di doverci vivere, nell'Italia delle
leggi su misura e del giornalismo addomesticato. Nel Paese in cui la
politica ostacola la giustizia anzichè combattere la corruzione, dove
la mafia è "un'entità con la quale bisogna convivere" e del conflitto
di interessi "non gliene importa niente a nessuno". Il Paese in cui
trionfano i furbi, i servi e i senza vergogna. La patria di Salvatore
Cuffaro, di Nicolò Pollari, il mausoleo dell'Eroe Mangano - e il
giardino dei balocchi di Silvio Berlusconi.
Dall'introduzione di Piero Ricca
Editore Chiarelettere
Il pagina del libro
Il blog di Piero Ricca