
Da quando è nato, e
concepito -diciamo così- il Partito Democratico, si sono succeduti,
senza soluzione di continuità, i discorsi fondativi.
Uno dopo l'altro, dal
Lingotto
al Circo Massimo, una serie di tentativi, di prove tecniche, di
aggiustamenti, scenografie e parole d'ordine, cromatismi rassicuranti
e leggii fino all'abolizione del vecchio palco imbandierato in virtù
dell'americana pedana a penisola che porta l'oratore tra il pubblico.
Un trionfo di improvvisazione continua, cialtronesca, un continuo
rincorrere suggestioni e fenomeni, modi e identità pescati a caso:
da Obama alla chiesa cattolica fino a gli sceriffi, ai romeni perfidi
al bubu'settete delle città insicure...
Spigolature raccatate
dall'ultimo tg, dall'ultimo
rumors,
boatos,
dall'ultimo umore della gente. Un inseguimento grottesco, il
risultato dello zapping prodotto dalle smanie di un
manico-compulsivo, in crisi di identità, seduto sul telecomando.
Dell'accordo con Di Pietro (e non è da escludere che qualche
contatto elettorale sia stato tentato anche con Beppe Grillo o
Napo-Orso-Capo
), parleremo dopo, resta il fatto che serviva ad inseguire altri
rumors, boatos e umors, piazze e compagnie di giro varie. Unici
esclusi i 'comunisti', il fardello più facile da scaricare dopo le
tendenziose campagne stampa che gli attribuivano tutte le colpe del
fallimento di Prodi, facilissimi capri espiatori, anche un pò
stupidi comunque, da sacrificare in tempi ormai maturi per farlo in
nome del nuovo, del moderno, dell'Occidente.
Il resto non è stata, e
non è, che una ossessiva ricerca di testimonials, tutto al ritmo da
tormentone dell'orecchiabile, quanto vago, jingle"riforme,
riformisti e riformeremo". Un gran lavoro per gli addetti al
marketing del Pd, che si son messi a studiare i 'tipi' giusti per
catturare l'elettore giusto: strategia e target penosamente ingenui :
la
giovane
di buona famiglia, il giovane imprenditore ( di ottima famiglia! ),
ma anche l'operaio scampato al rogo Tyssen, e la
donna
del sud che si impegna, e il giornalista di radio Vaticano, tanti
altri campioni del
rappresentare, di certo non dell'essere,
loro malgrado. Testimonial di un Veltroni, sempre più autoridottosi
a un prodotto da smerciare, uno spot vivente tipo Giovanni Rana, auto
celebrativo fino alla vanità, un panettone che parla beato dei suoi
canditi , ridondante di
'trovatine'
ad effetto, qualche volta anche un pò zuccherosamente ciniche.
sempre comunque vuote.
"Riforme, riformisti
e riformeremo" continua ossessivo il jingles, e eccoci alla
genialata massima, l'alleanza con l'Italia dei Valori.
Il destino per Di Pietro
era pronto nella testa di Veltroni, doveva predere il posto e il
ruolo un pò truffaldino delle vecchie Arci, o delle vecchie
Associazioni interne al Partitone mai rimpianto abbastanza.
Associazioni prone e pronte a raccogliere e controllare le eventuali
istanze del cittadino elettore, fosse esso una donna , un rude
cacciatore, un impegnato gay in cerca di diritti o un accanito
ballerino di liscio figurato col saltello. e ovviamente vi si faceva
carriera, da capocircolino a verbalizzatore nel direttivo di zona, e
per Di Pietro erano pronte un paio di poltrone d'angolo, noblesse
oblige, in cambio dei votarelli dei 'giustizialisti', o dei grillini
che allora, e a un miope, parevano un esercito.
Ecco la genesi del
Partito Democratico, ecco con quale armata da Carosello ,Veltroni ha
deciso , dopo aver fatto fuori Prodi, di andare alla singolar
tenzone: Altro che gioiosa macchina da guerra, il carrozzone di un
Dulcamara tronfio, convinto di aver finalmente trovato la pietra
filosofale frugando nelle tasche della giacca smessa del mago
Moderno, anche un pò triste per la verità.
Il carrozzone e Dulcamara perdono le elezioni,
ovviamente, e quasi con sollievo si apprestano al 'governo ombra',
ministri ombra e manco l'ombra di una presa di posizione, una
riformetta magari interna, una idea un sussulto ideale.
Poi si apre la questione
morale. Succede che alcuni amministratori Pd vengono indagati per
corruzione, concussione e un paio di abusi d'ufficio, più o meno,
non sottiliziamo. Urge una presa di posizione, anche perchè questo
avviene in regioni delicate, l'Abruzzo e Del Turco si scaricano e
ammortizzano bene ma la Campania e la Toscana son vitali.
In Campania si richia di
compromettere ( scoperchiando il verminaio) anni e anni di predicuzze
sulla camorra, anni e anni di sbandieramenti e 'coraggiose denunce',
'la diversità' tanto proclamata, le tre o quattro associazioni
antimafia collaterali al partito, i capibastone che garanatiscono
voti, tutti potrebbero abbandonare la nave, e quel residuo di
credibilità spendibile altrove sarebbe compromesso.
La Toscana meriterebbe un
discorso a sè: ganglio gestionale di tutto il centro nord, luogo in
cui si sono concentrati gli sforzi maggiori per continuare il
controllo e la podestà decisionale economico-finanziaria del Partito
Democratico e in cui si sono consumati avvicinamenti accordi e
spartizioni tra la nomenklatura e certi personaggi tra il compromesso
e l'impresentabile che solo lo zoccolo duro dell'elettorato toscano
poteva tollerare e sdoganare. Regione infetta da tempo ( molti
sindaci sono stati indagati precedentemente e qualche amminsitrazione
anche commissariati ) la cui capitale non può dimostrarsi corrotta
perchè c'è in gioco il destino del Pd.
E allora che fare, deve
essersi chiesto Veltroni e riconvocato lo staff di creativi ha deciso
un paio di mosse sorprendenti: affidarsi al futuro, al vento, a una
non meglio precisata assunzione di responsabilità, nonchè al povero
Aldo Moro"Il Partito Democratico invece è nato per abitare il
futuro. Per essere la vela con la quale l'Italia può prendere il
vento nuovo: quel vento democratico che oggi sembra essere l'unica
energia che può portare il mondo fuori dalla crisi. Ma non possiamo
dare nulla per scontato. Non basta un'intenzione, per produrre un
successo storico. Serve un'opportunità oggettiva, un'occasione
prodotta dalla storia. E serve anche una convinta decisione
soggettiva, che si traduca in una collettiva assunzione di
responsabilità."..."Fu Aldo Moro il primo ad accorgersene,
proprio nel '68, quaranta anni fa, dieci prima della sua tragica e
barbara uccisione: "Tempi nuovi s'annunciano", aveva detto in
un celebre discorso al suo partito. Tempi nei quali dovremo avere il
coraggio di cambiare noi stessi, se vorremo essere ancora all'altezza
del nostro compito." ( Relazione di Walter Veltroni alla
Direzione nazionale del Partito Democratico,
LEGGI
19 dicembre 2008)
Ma sopratutto , mentre
riparte sempre meno suadente il jingle"riforme, riformisti e
riformeremo", la trovata finalmente fattiva , una scuola di
formazione politica nel mezzogiorno, che vedrà tra isuoi docenti
nientepopò di meno che, o'fenomeno, Roberto Saviano.
Una sortita grottesca, di
una banalità comunicativa triste come una questua, ammorbante,
autolesionista fino al masochismo sessuale, talmente idiota da
sfiorare la genialità.
Spigolature raccatate
dall'ultimo tg, dall'ultimo
rumors,
boatos,
dall'ultimo umore della gente nonchè dall'ultima classifica di
Tuttolibri.
Aspettiamo con ansia l' Alba,
ancor più tragica, Parietti.