
In una recente dichiarazione il
vicepresidente del CSM Mancino, con riferimento alla pubblicazione
della documentazione delle telefonate intercorse tra lui e Saladino
ha dichiarato: "
Non ho mai telefonato a
Saladino, la chiamata da uno dei miei numeri di telefono è stata
fatta da un'altra persona, da un rappresentante di Comunione e
Liberazione, Angelo Armini, che nel 2001 era nella schiera dei miei
collaboratori".
Sono passati ben 7
anni ma Mancino ricorda perfettamente tutto.
E poi ha aggiunto:
"
Ho consultato le mie agende di allora e
ho fatto indagini, scoprendo così che quella conversazione è stata
fatta da un'altra persona, Angelo Arminio"...
Mancino
quindi ha anche delle agende e le può consultare per rinfrescare la
sua memoria quando questa si affievolisce o si oscura.
Dato che la
sua memoria, da quanto ha dichiarato fino ad oggi, ha inghiottito in
uno dei suoi buchi neri la giornata del 1 Luglio 1992, quando convocò
nella sua stanza al ministero Paolo Borsellino mentre stava
interrogando Gaspare Mutolo.
Dato che non ricorda di avergli
comunicato che lo Stato aveva avviato una trattativa con quella
stessa criminalità organizzata che aveva da poco, nella strage di
Capaci, massacrato Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli uomini
della sua scorta.
Dato dato che non ricorda la reazione di Paolo a
fronte di questa ignobile proposta, così sdegnata da rendere
necessaria, necessaria e rapida, la sua eliminazione.
Dato che in
una precedente occasione non ha risposto alla mia sollecitazione
con la quale gli contestavo il fatto che Paolo stesso ha
testimoniato su quell'incontro tramite una annotazione lasciata
sulla sua agenda grigia, quella che contrariamente all'agenda
rossa è ancora in nostro possesso perché non è
stata sottratta dai "servizi", voglio cercare di
rinfrescargli io la memoria mostrandogli una pagina di quell'agenda,
nella quale. alla pagina del 1 luglio, alle ore 19.30, c'è
l'annotazione "(Mancino)".
Paolo quindi testimonia di
essere stato nel pomeriggio di quel giorno,dalle 15 all 18.30 alla
DIA ad interrogare Mutolo, di avere incontrato dalle 18.30 alle 19.00
il Capo della Polizia Parisi, di avere incontrato dalle 19.30 alle
20.00 Mancino e di essere poi tornato alle 20 ala DIA per proseguire
l'interrogatorio di Mutolo, il quale dichiarò di avere notato in lui
un nervosismo spinto al punto da mettere in bocca contemporaneamente
due sigarette.
A questo punto chiedo ancora una vola a Mancino, e
questa volta pretendo una risposta prima che debba in ogni caso
darla ai giudici di Palermo, di Caltanissetta e di Firenze dai quali
spero sarà presto convocato, di dichiarare se è lui stesso o
Paolo a testimoniare il falso.
E se non si senta in obbligo, come
ha promesso nel momento in cui anche l'ombra di un dubbio sul suo
operato lo avesse sfiorato, di rassegnare le dimissioni da
vicepresidente del CSM.