E' assurdo che sia stato deciso lo
sgombero dei lavoratori che portavano avanti il lavoro, autogestendo
in tutto la fabbrica. E' assurdo che siano stati posti i sigilli e
messo un centinaio di agenti delle forze dell'ordine con mezzi e
attrezzature antisommossa per impedire che i lavoratori entrino in
fabbrica e lavorino. Questa non è sicurezza, non è giustizia
sociale... non è legalità!
La dignità ed i diritti del lavoro
sono stati traditi da anni di svendite del Sindacato che ha
sottoscritto, a partire dagli anni settanta, accordi sulla pelle dei
lavoratori che hanno portato inizialmente con un modo dolce
(ammortizzatori sociali e prepensionamenti) alla riduzione della
consistenza numerica della classe operaia, piegandola a logiche
individualistiche e opportunistiche e riducendone il peso sociale e
politico, per permettere poi, e siamo ai giorni nostri, il colpo di
grazia al lavoro ed alla dignità.
I lavoratori della INNSE sono
esempio di resistenza non solo alle prepotenze ed alle ingiustizie
dettate dagli appetiti speculativi ma anche di resistenza alle
politiche sindacali che hanno svenduto e svendono i diritti dei
lavoratori e la loro dignità.




