Pubblichiamo integralmente il testo del comunicato ufficiale dell'ANM che condividiamo pienamente, esprimendo piena solidarietà al giudice Mesiano, oltre che ai giudici della Corte Costituzionale, per gli inquietanti attacchi volti solo ad intimidire e piegare l'autonomia e l'indipendenza del Potere Giudiziario
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Roma, 17 ottobre 2009
Il Comitato
direttivo centrale dell'Associazione nazionale magistrati, riunito
oggi a Roma, ha commemorato il collega Maurizio Laudi, scomparso il
25 settembre scorso, ha dato il benvenuto al collega Claudio Cerroni,
che gli subentra quale primo dei non eletti nella lista n. 2
(Magistratura Indipendente), ed ha approvato all'unanimità il
seguente documento.
L'Associazione nazionale magistrati
esprime viva preoccupazione per il clima di costante tensione che
attraversa il paese e che oggi ha coinvolto anche le massime autorità
di garanzia, con il rischio di alterare il delicato equilibrio tra i
poteri dello Stato.
La decisione della Corte Costituzionale
sulla legge in materia di sospensione dei processi per le alte
cariche dello Stato ha rappresentato una nuova occasione per gli
ennesimi attacchi ed invettive nei confronti della magistratura e dei
singoli giudici, che in ragione delle loro decisioni giudiziarie,
sono stati impropriamente trascinati sul terreno della
contrapposizione politica e accusati di "disegni eversivi".
Appare stupefacente e vergognoso che il
giudice Raimondo Mesiano, reo unicamente di aver pronunciato una
condanna della Fininvest al pagamento di una somma di danaro in una
controversia civile, venga spiato ed inseguito dalla rete televisiva
di tale gruppo mentre compie le proprie attività quotidiane, che
riguardano esclusivamente la sua intimità, al fine di denigrare e
svilire la sua persona, anche attraverso il riferimento ad asserite
conversazioni private del medesimo magistrato.
L'Anm è ferma nel respingere con
sdegno e indignazione tali condotte intimidatorie nei confronti
dei magistrati con la finalità surrettizia di orientarne le
decisioni.
E ancora una volta, a fronte di
sentenze sgradite, il Governo minaccia riforme "punitive" nei
confronti dei magistrati.
L'Associazione Nazionale Magistrati
ribadisce la propria netta contrarietà a riforme che non servono a
migliorare il sistema giudiziario nell'interesse dei cittadini, ma
solo a ridurre il ruolo di controllo della legalità da parte di una
magistratura indipendente.
Per questo siamo contrari alla
separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, in
quanto l'unità dell'ordine giudiziario è in Italia garanzia
della indipendenza dei magistrati del pubblico ministero e di
legalità della fase investigativa.
Siamo contrari alle ventilate riforme
su composizione, poteri e modalità di elezione del Consiglio
Superiore della Magistratura, che siano in palese contrasto con il
chiaro dettato dell'art. 104 della Costituzione, sì da umiliare la
magistratura italiana e svilire il ruolo assegnato dalla Costituzione
al Csm.
Ribadiamo, inoltre, la netta
contrarietà dell'Anm ai progetti di riforma in materia di
intercettazioni telefoniche e di processo penale che, se approvati,
renderebbero estremamente difficile il contrasto alle diverse forme
di criminalità con gravi danni per la sicurezza dei cittadini.
L'Associazione Nazionale Magistrati
vuole, invece, una riforma della giustizia che assicuri un processo
giusto in tempi ragionevoli.
E a questo fine è disponibile al
confronto anche su ciò che coinvolge la nostra responsabilità in
tema di organizzazione degli uffici, di professionalità e di
funzionamento del sistema di autogoverno.
P.Q.M.
Proclama lo stato di agitazione e
delibera la convocazione di assemblee in ogni distretto aperte a
tutti i magistrati per la valutazione delle iniziative da
intraprendere, nessuna esclusa, riservando al prossimo Cdc la
relativa programmazione.
Roma, 17 ottobre 2009
Il Comitato Direttivo Centrale dell'Anm