Alla lista dei politici che definire
"chiaccherati" è un eufemismo si aggiunge anche Marco Melgrati.
Il suo nome lo fa la Commissione Parlamentare Antimafia. Infatti tra
i primi nomi usciti della lista dei neo eletti nei Consigli regionali
in violazione del Codice Etico dell'Antimafia vi è proprio quello
del Melgrati. D'altronde un pochetto di attenzione lui doveva pur
attirarla alla fine... fosse anche solo per una certa invidia degli
uomini della cosiddetta "cricca" di Balducci & Anemano, visto
che loro erano un gruppo e dovevano coordinarsi e accordarsi per fare
certi affari, mentre lui ad Alassio è riuscito ad incarnare in se
stesso il doppio ruolo: progettista delle speculazioni edilizie e
sindaco del Comune dove le speculazioni si consumavano e consumano.
Per lui, sponsorizzato da sempre da Claudio Scajola, si potrebbe
anche coniare un nuovo concetto meta-fisico: una cricca in un corpo
solo...
E con l'era Melgrati, Alassio ha cambiato volto... il
cemento avanzava (e avanza) ed i turisti (cioè l'economia locale)
retrocedono. D'altronde quando una località di riviera che era
conosciuta ed apprezzata per la sua bellezza, dalle colline al mare,
diventa un alveare di costruzioni, cemento ed asfalto, perché -
ancora di più in un periodo di crisi - i turisti che la
apprezzavano per la sua bellezza, dovrebbero spendere per immergersi
dal grigiore delle metropoli al grigiore di una cittadina violata?
Così mentre gru, ponteggi, escavatori e betoniere, camion e camion
per movimento terra (con presenza immancabile anche dei FOTIA della
cosca MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI, ma su loro torneremo a breve,
dopo aver depositato nuove informazioni a chi di dovere) vanno e
vengono, salgono e scendono per tutto il paesino, le pensioni e gli
hotel sono al crollo di presenze e le nuove case, ville e villette
restano praticamente tutte vuote e vergini.
E la cosa
interessante in questo Comune è che l'uomo che sventola la bandiera
del Regno, in quasi tutti i cantieri degli ultimi anni, oltre ad
essere il Sindaco (per due mandati, dopo essere stato anche
assessore, all'urbanistica... si intende) del Comune che rilasciava
le autorizzazioni agli ampliamenti e sbancamenti, le licenze edilizie
o le delibere e stanziamenti per nuove strade propedeutiche a nuove
edificazioni collinari, è anche il progettista... perché Melgrati è
l'architetto con più interessi nella colata di cemento che scende su
Alassio, di qualunque altro professionista!
Per ora ci
fermiamo qui, il video è abbastanza esplicativo, crediamo... ed
auspichiamo che le attenzioni che la Procura di Savona ha messo sulla
partita edilizia di Alassio portino a breve a nuovi provvedimenti per
tutelare il territorio (e l'economia locale, oltre all'ambiente e la
qualità della vita), così come auspichiamo che anche le Forze
dell'Ordine facciano al meglio il loro lavoro di controllo del
territorio, perché non è tollerabile che si moltiplichino gli
incendi dolosi, che nei cantieri le più elementari norme di
sicurezza non siano rispettate, che il territorio sia disseminato di
costruzioni iniziate ed abbandonate con trasformazione del territorio
in un insieme di discariche di inerti (proprio come accanto alla
villa del Melgrati, che è pure il progettista delle casette bianche
che gli svizzeri non hanno più voluto - a quanto ci è stato
riferito - e che nessuno pare voglia comprare)... così come non è
normale che certi cantieri (come quello della nuova strada) sorgano
dove vi è un territorio percorso già da incendi (c'è una Legge che
lo vieta!).
Non vorremmo pensare che oltre al Melgrati, neo
eletto in Consiglio Regionale, vi siano problemi anche tra i settori
di controllo di quella località, visto che proprio in servizio
prezzo la stazione dei Carabinieri di Alassio vi è uno dei parenti
stretti di un altro uomo di peso della politica ligure, ovvero di
Rosario Monteleone, dell'Udc e neo presidente del consiglio regionale
della Liguria che prima incassò i voti della 'ndrangheta organizzati
dal boss Domenico "Mimmo" GANGEMI, e poi ha preferito i contatti
con gli uomini di Cosa Nostra come Gianni CALVO, legato ai FIANDACA e
MAURICI. E d'altronde è proprio da Alassio che proveniva anche il
poliziotto arrestato perché cercava di far avere il passaporto al
boss pluri-condannato Carmelo GULLACE.
Ecco: aspettiamo
controlli a tappeto e sanzioni pesanti in quel territorio... anche
verso chi, operando su quel territorio, avrebbe dovuto garantire il
rispetto della legalità ed invece in questi anni ha avuto gli occhi
troppo spesso chiusi e, a quanto pare, complici!