Tanta gente, molti “buchi”, in tanti sensi. E' questa la caratteristica della giornata ligure di Matteo Renzi per la sua campagna elettorale per le primarie del centrosinistra. Lui, che ha anche fatto delle cose serie e positive con la sua amministrazione del Comune di Firenze (pensiamo al blocco delle cementificazioni), si circonda dei signori del “buco”, in Liguria. I signori del cemento e non solo... Forse che lo spirito “gggiovane” lo abbia spinto più che in elezioni primarie ad una caccia al tesoro? Vediamo... ricostruendo tutto attraverso le notizie che sono da tempo in rete e quindi che un buon politico avrebbe potuto verificare prima.
Primo appuntamento in Liguria del Renzi è ad Arma di Taggia.
Arma di Taggia è uno dei punti nevralgici della “colonizzazione” 'ndranghetista. Arma di Taggia ricorre spesso nelle intercettazioni dell'indagine MAGLIO, e, più nello specifico, in riferimento ai pacchetti di voti che la 'ndrangheta controlla. Non è un territorio qualsiasi, dunque. Due Comuni vicini hanno visto le Amministrazioni sciolte per condizionamento e infiltrazione mafiosa (Bordighera e Ventimiglia). Un centrosinistra che ha accettato di buon grado il “patto” che determinava chi vinceva con i pacchetti di voti della 'ndrangheta in quel Comune e in quell'altro... con uomini della 'ndrangheta candidati un po' con le liste del centrosinistra ed un po' con quelle del centrodestra...
Arma di Taggia è un fulcro di questo scenario dove la 'ndrangheta ha il suo peso per stabilire chi può e chi non può essere eletto. Uomo chiave, già individuato, proprio a Taggia, è LA ROSA Vincenzo, che “garantisce” un controllo di migliaia di voti tra Ventimiglia ed Arma di Taggia... Hanno appoggiato e garantito voti ad Eugenio Minasso per la Regione (ora è in parlamento), quelli della 'ndrangheta di
Arma di Taggia, che Alessio Saso, tramite il medico Giovanni Sajetto (consigliere provinciale ad Imperia) volle con lui per le elezioni regionali del 2010. E' proprio ad Arma di Taggia dove Saso apre il point elettorale, dove si incontra con gli 'ndranghetisti, dove ci passeggia insieme... dove è sancito il "patto" con il capo del "locale" di Genova, il fruttivendolo Mimmo GANGEMI.
Ad Arma di Taggia c’è anche il Golf Club “Castellaro”. Qui si sono festeggiate le nozze il 19 giugno 2010 della figlia di Vincenzo MOIO (affiliato alla 'ndrangheta, già vicesindaco con Scullino a Ventimiglia e poi candidato con la lista di Bertaina, uomo di Burlando, alle Provinciali). E qui è arrivata la “delegazione” 'ndranghetista, con in prima fila il BELCASTRO Domenico, poi arrestato nell'operazione IL CRIMINE...
E, questa presenza, questa ingerenza della 'ndrangheta, palpabile... prima ancora che ritrovata negli Atti del ROS, il sindaco di Arma di Taggia, Genduso, non l'ha mai notata... non l'ha mai denunciata o combattuta... Un “buco” abnorme nella politica che evidenzia quantomeno la più totale sottovalutazione, il più perverso negazionismo, se non altro, se non peggio, che ha permesso alla 'ndrangheta di assumere sempre più “potere” in quel territorio... in questa provincia... in Liguria.
E tra Arma di Taggia e Castellaro c'è poi un luogo, un “buco”, che meglio di ogni altra cosa testimonia che la 'ndrangheta fa quel che vuole, trova sempre strade aperte, porte spalancate. E' la vecchia cava di Rocca Croaire. Adibita a discarica. Lì ci sono salite file di camion di movimento terra, alla faccia dei limiti di transito lungo le strade... E quei camion avevano principalmente due nomi: PELLEGRINO e FOTIA. Due imprese, due famiglie, due terminali attivi più che mai delle cosche della 'ndrangheta. I primi esponenti imperiesi della cosca SANTAITI-GIOFFRE', ed i secondi terminale savonese della cosca dei MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI, spesso uniti insieme nei cantieri, come nel caso di quello a Varazze, della cooperativa rossa ABIT-COOP.
Ed anche sui conferimenti in questa cava... come il sindaco Catitti di Castellaro, anche il Genduso, non nota nulla e così tutto scorre come qualcuno vuole che scorra...
Con Genduso c'è un poi un altro “buco” pesante nella politica e gestione del Comune. E' quello della MILLENIUM.
Qui, pur essendo a conoscenza, sia il Genduso sia la società AREA 24 [era solo il novembre 2007, vedi qui], del dettaglio che la MILLENIUM fosse una società con “capitale” in Lussemburgo, e con proprietari coperti da società fiduciarie, non hanno mosso dito... anzi informato, come se nulla fosse, rilascia il permesso a costruire [vedi qui]. Tutto andava bene per Genduso...
Lui autorizza AREA 24 (che con i fondi pubblici copre anche la fidejussione per la MILLENIUM). AREA 24 procede con l'incarico alla MILLENIUM per un’operazione edilizia: un autosilos nella ex stazione ferroviaria di Arma di Taggia. La MILLENIUM alla fine scava e, scavando la terra, fa anche un “buco” finanziario spaventoso. Il disastro totale. Finisce sull'orlo del fallimento. Lo evita in “zona Cesarini” per un accordo con un’impresa creditrice che così ritira l'istanza di fallimento. Ma l'opera resta ferma, immobile. Altri fornitori restano a secco, così come chi aveva già comprato il box... Il Comune è nel caos... Genduso era stato informato ma è finito in buca perché anche qui lasciò scorrere tutto come a qualcuno andava bene che andasse...
Scrive il Secolo XIX: “La Millenium Sviluppo Immobiliare Srl, oggi amministrata dal savonese Mauro Cartasegna, è la società che nell’agosto 2010 aveva acquistato alla simbolica cifra di 1 euro dall’I.R (già Millenium Capital Holding Spa di Giuliano Gavinelli), dichiarata fallita nella stessa estate, il ramo d’azienda relativo appunto alla realizzazione dell’autosilo di Arma, i cui lavori, avviati nel 2007, sono fermi da oltre due anni. Con l’intera operazione finita al centro di un intricato contenzioso tra le varie parti in causa, ossia Comune, Banco di San Giorgio, ditte fornitrici e subappaltatrici, e i promissari acquirenti dei box auto incompiuti, che hanno versato anticipi fino a 50 mila euro e che oggi si ritrovano con un pugno di mosche in mano, e soprattutto Area 24: l’attuale presidente, Giuseppe Argirò, ha contestato al cda in carica nel 2008 di aver stipulato assieme alla Millenium il mutuo da 6 milioni con il Banco di San Giorgio, trattenendo una quota di un milione e 482 mila euro. Mentre il solo Tullio Russo viene indicato quale responsabile di avere firmato un atto preliminare di compravendita di 18 box da Millenium Sviluppo Immobiliare nel novembre 2010, ossia quando la situazione era già compromessa, con l’obiettivo sembra di far arrivare del denaro nelle casse della Millenium, sperando che i lavori potessero così ripartire. Cosa che non è avvenuta. Area 24, dunque, rischia di dover rispondere per l’intero importo di 6 milioni, oltre gli oneri finanziari e di mora, in ragione della coobbligazione con la Millenium.”
Vincenzo Genduso si mostrò soddisfatto del ritorno in pista della MILLENIUM... Ma come, se prima (dopo il disastro, ovviamente) ne diceva peste e corna, ora, è contento? Sì, perché potrà fare ciò che non ha fatto, auspica. Ma non basta ancora, c'è un'altra “buca” presa dall'Amministrazione Comunale di Genduso con la MILLENIUM. Visto il disastro del cantiere fermo, Genduso fa un’ordinanza per realizzare una bella pista ciclabile in mezzo al cantiere. Sì, avete capito bene (vedere foto a lato e articolo) la pista ciclabile passa nel mezzo del cantiere della MILLEMIUM. L'impresa, ovviamente, presenta ricorso al TAR contro tale ordinanza... ed il Comune di Arma di Taggia finisce un'altra volta in buca: non si costituisce in giudizio davanti al TAR e perde la causa. Genduso dice che non sa come sia possibile che non si siano costituiti perché voleva costituirsi... Ma se non sa lui come è andata, chi può saperlo? Forse per sapere cosa è successo in questa lunga partita con la MILLENIUM, non ci resta che attendere la chiusura dei fascicoli aperti sia in Procura sia alla Corte dei Conti...
Ecco, Genduso è il primo uomo-simbolo della visita ligure di Matteo Renzi. Questo Genduso... ad Arma di Taggia lo invita, lo accoglie e lo abbraccia... Davanti ad una folla accorsa per lui, il Renzi si presenta con cotanto amministratore pubblico: Vincenzo Genduso. Dalle cronache che abbiamo letto dell'intervento del Renzi non si è notato alcun passaggio sulla “bazzecola” della colonizzazione mafiosa che condiziona politica, economia e pubbliche amministrazioni. Nonostante fosse in quella “roccaforte” della 'ndrangheta, ovvero ad Arma di Taggia, e nonostante due Comuni vicini con amministrazioni sciolte per condizionamento e infiltrazione mafiosa. Niente. La priorità della lotta alle mafie per Renzi non esiste... il copione è altro... e così prende la sua prima “buca” ligure anche “il rottamatore” che afferma: "Con Genduso possiamo fare delle belle cose e dare un contributo all'Italia" (vedi qui)... Quando una giornalista pone la domanda sulla questione “chiave” del Ponente: “rispetto alla situazione dei Comuni sciolti (per mafia, ndr) tu cosa ne pensi? Insomma non è facile credere alla politica quando succedono queste cose”, la risposta di Renzi è questa: “A maggior ragione occorre affermare lo spazio e il ruolo per una nuova generazione, che abbia il coraggio di superare le vecchie degenerazioni.”.
Se il "cambio gerenazionale" è la soluzione onestamente la vediamo nera, anche perché qualcuno il cambio generazionale lo ha già fatto... E' la 'ndrangheta... ed ha giovani leve di neo professionisti a disposizione, come ogni inchiesta mette in luce, come anche qui, nell'estremo Ponente ligure.
Segue la 2° ed ultima parte: A Savona tra i maxi "buchi" made in Berruti




