
Il "Piano Casa" della Regione Liguria,
proposto dalla Giunta di Claudio Burlando sta per sommergere
definitivamente la regione con il calcestruzzo. Se già era
scandalosa la proposta del governo Berlusconi che dava il via libera
ad ampliamenti del 20%, la Regione Liguria supera ancora una volta
tutti e rilancia il via libera agli
ampliamenti per il 60%.
Un
operazione devastante che si somma ai via libera già pianificati
dagli Enti Locali e dalla Regione stessa alle cementificazioni della
costa e dell'entroterra. Se già questi progetti di nuova
edificazione avrebbero portato a divorare quel poco di spazio ed
ambiente ancora libero da costruzioni, il "Piano Casa" che la
Regione Liguria si appresta a varare è il suggello definitivo del
Partito del Cemento, promosso dal centro-sinistra di Burlando con un
centro-destra, guidato da Sandro Biasotti, che scalpita
plaudente...
Non saranno risparmiate le zone storiche, non
saranno risparmiati i siti di interesse comunitario, così come le
aree protette dell'entroterra (ad esclusione di quella di
Portovenere) di tutto il territorio ligure. L'operazione è stata
naturalmente mascherata da una serie di provvedimenti paralleli come
la "variante" al Piano Territoriale della Costa che se è vero
che bloccherà nuove edificazioni, ciò avverrà quando ormai non ci
sarà più nulla da edificare. Identico "giochetto" di ipocrisia
dell'Amministrazione Comunale di Genova che in parallelo ad una
"variante di salvaguardia" da il via libera a pesanti
speculazioni edilizie sul territorio, a partire dalla costa.
Lo
scempio delle bellezze di borghi e paesaggi, vera fondamentale
ricchezza della Liguria e straordinaria ed unica risorsa per uno
sviluppo economico centrato sul turismo di qualità, sta per
compiersi in via definitiva.
Questo provvedimento è inoltre
scellerato e devastante per un altro aspetto che nuovamente viene
ignorato: l'assetto idrogeologico del territorio. Aumentare i volumi
significa aumentare il "peso" sul territorio. Ed il territorio
ligure, come dimostrano gli stessi già gli studio geologici dei
Piani di Bacino, è ad alto rischio di frane, allagamenti,
esondazioni. Se ad oggi tali indicazioni sono state già pesantemente
ignorate con deroghe su deroghe concesse ai costruttori, un aumento
del 60% delle costruzioni esistenti comprometterebbe definitivamente
la tenuta del territorio e quindi la sicurezza degli abitanti stessi.
Da troppi anni la Regione Liguria, anche attraverso i propri uffici,
concede il via libera ad operazioni speculative devastanti violando
palesemente anche le norme, ad esempio quelle sulla Valutazione di
Impatto Ambientale, permettendo la realizzazione di "mostri" che
devastano il territorio.
Purtroppo la sete di "cemento"
delle lobby di faccendieri e immobiliaristi non ha scrupoli e la
politica, piegata da corruzione, commistioni e conflitti di interesse,
anche in quella parte che dovrebbe essere un area "sensibile" alle
questioni ambientali e di sicurezza del territorio, si mostra
pienamente, ancora, china. Nemmeno l'allarme ripetuto e dimostrato
per le pesanti infiltrazioni mafiose e della criminalità finanziaria
che stanno dietro all'ondata di cemento ed alle speculazioni
immobiliari che si abbattano sulla Liguria, dietro ad operazioni di
riciclaggio, caporalato e forniture, sono servite... anche queste
sono state colpevolmente ignorate.
Adesso è il momento di
reagire con decisione. Senza più permettere a nessuno di farsi
"paravento" di questo scempio. Il libro-inchiesta "Il Partito
del Cemento" denunciava nel dettaglio questo sistema malato che
divora il territorio, così come molte delle inchieste che noi
abbiamo promosso mettevano in evidenza le collusioni e complicità
tra faccendieri, uomini di mafia, pubblica amministrazione e
politica. Le inchieste di magistrati indipendenti hanno confermato
questo scenario ed i rapporti investigativi della Guardia di
Finanza, come della DIA e della PNA, confermano da tempo questa
pesante situazione.
Ora occorre reagire, subito, come
cittadini. Entro fine mese, il 28 ottobre, la Regione Liguria si appresta ad
approvare in via definitiva il
provvedimento. Non vi è più
tempo!
Scrivete a:
Claudio Burlando
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Sandro Biasotti
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Commissione Territorio e Ambiente della Regione Liguria
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Andiamo a presidiare il Palazzo della Regione Liguria, dove si
riunirà la Commissione Ambiente, giovedì 22 ottobre, in Via Fieschi
a Genova, dalle ore 9:30 in avanti.
PER SCRIVERE A TUTTI I COMPONENTI DELLA COMMISSIONE TERRITORIO E AMBIENTE DELLA REGIONE, PER
LEGGERE IL POST DI BEPPE GRILLO CON LA LETTERA DI MARCO PREVE E
FERRUCCIO SANSA, OLTRE ALL'ARTICOLO DE "IL FATTO" E LE ALTRE NEWS - clicca qui
«La speculazione edilizia in Liguria, vede la presenza di figure estremamente
inquietanti...
La questione morale non è solo il rubare,
ma è anche l´uso
corretto delle procedure, il guardare al bene sociale...».
Adriano Sansa
TUTTI I COMPONENTI DELLA COMMISSIONE TERRITORIO E AMBIENTE
DELLA REGIONE LIGURIA
(con relativo indirizzo e-mail)
Vasconi Carlo (Verdi) Presidente
Commissione
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Gino Garibaldi (Forza Italia - Verso il PdL) Vice Presidente
Commissione
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Cola Luigi (Partito Democratico) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chiesa Ezio (Partito Democratico) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Mosca Minella (Partito Democratico)
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Basso Lorenzo (Partito Democratico)
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Bonello Franco (Partito Democratico)
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Monteleone
Rosario (Udc-Unione di Centro) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Conti Giacomo (Prc-Sinistra Europea)
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Pittaluga Giovanni B. (Gente della Liguria per C. Burlando)
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Muratore Patrizia (Italia dei Valori con Di Pietro)
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Bianchi
Tirreno (Comunisti Italiani/Sinistra Arcobaleno)
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Falciani
Graziano (Fi - Verso il Pdl)
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Saldo
Gabriele (Fi - Verso il Pdl) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Rocca
Franco (Per la Liguria nel Pdl) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Saso
Alessio (An) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Bruzzone
Francesco (Lega Nord Liguria-Padania)
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Abbundo
Nicola (Moderati per il Popolo delle Libertà)
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Macchiavello Gianni (Per La Liguria-S. Biasotti)
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Broglia
Fabio (Gruppo misto) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Gasco
Roberta (Gruppo misto) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Castè
Lorenzo (Gruppo misto) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Ronzitti
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dal blog di Beppe Grillo
Italiani più fessi che furbi
L'Italia viene distrutta ogni giorno, palmo a palmo, cementificata centimetro
per centimetro, ma, va detto, con l'aiuto di molti italiani. Più furbi che
intelligenti, più fessi che furbi. Lasceremo ai nostri figli 40 metri quadri in
più e un ambiente devastato dall'edilizia speculativa. La Sardegna, grazie a
Cappellacci, eletto a larga maggioranza dai sardi, sta
inventando le spiagge di cemento e le dune di piombo. Ora è il turno della
Liguria, Burlando, eletto dalla maggioranza dei liguri,
cementificherà quello che resta di una ex bellissima regione. In Sardegna PDL,
in Liguria PDmenoelle e, in entrambe le regioni, gli italiani, sempre presenti
quando si tratta di grano.
"Caro Grillo,
nessuno sembra
essersene accorto, ma il 28 ottobre sarà deciso il destino di una delle più
belle regioni d’Italia: la Liguria. Pochi giorni fa è toccato alla Sardegna,
dove è stato votato il piano casa del governatore Ugo Cappellacci (Pdl) che ha
cancellato i vincoli con cui Renato Soru sperava di salvare la
costa. Ma il centrosinistra non è migliore: la Regione governata da Claudio
Burlando si prepara a varare un piano casa altrettanto generoso con gli amanti
del cemento.
Un disastro senza rimedio, che, però, si può ancora fermare.
Tace la sinistra, tace la destra, forse perché da queste parti entrambe sono
amiche del mattone. Tacciono i cittadini che purtroppo non sanno: la
Regione Liguria voterà un documento che va ben oltre le
aspettative del governo Berlusconi. Nessuno ne aveva parlato fino a pochi giorni
fa, quando Bruno Lugaro ne ha scritto sul Secolo XIX. Eppure
basta studiare il piano presentato dalla Commissione e soprattutto gli
emendamenti proposti da sinistra e destra (leggete qui). Le case sotto i 100
metri cubi potranno aumentare il volume fino al 60%, le altre potranno crescere
fino al 30%. Ma non basta: potrà essere aumentata la cubatura di capannoni
industriali, artigianali e agricoli. Ed è soltanto l’inizio. Leggendo il
documento approvato dalla commissione e gli emendamenti voluti dal
centrosinistra e dal centrodestra (il firmatario è un imprenditore immobiliare)
si scopre che c’è ben di peggio: i benefici saranno concessi anche agli immobili
condonati. Insomma, un danno civile e sociale, oltre che urbanistico. Chi ha
costruito senza rispettare le leggi potrà adesso usufruire anche dei benefici
concessi dalla Regione. Invece di punire chi non rispetta l’ambiente, si è
deciso di premiarlo. E gli edifici abusivi? Si è pensato anche a loro. Il testo
base li escludeva, ma ecco che il consigliere Luigi Cola (ex
sindaco di Cogoleto, Pd) chiede di correggere: saranno esclusi soltanto quelli
costruiti “in totale difformità o con variazioni essenziali”, insomma
quelli davvero molto abusivi. Basta? Neanche per sogno: non sono risparmiati
nemmeno i parchi dell’Entroterra. “Basterà un permesso degli enti parco per
aumentare la cubatura delle case”, come spiega il Verde Carlo
Vasconi.
Ma il colpo di grazia, spiega Vasconi, è quello che
colpirà le zone che gli urbanisti chiamano aree-anima. Anima, un nome non
casuale, perché questi sono luoghi preziosi, che però non sono sottoposti a una
tutela totale. Anche qui potranno agire indisturbate le ruspe basta che siano a
più di 300 metri dalla costa.
E per la Liguria sarà davvero la fine, perché
da troppo tempo alcuni di quelli che governano questa terra hanno deciso di
spremerla, di concederla ai signori del cemento come una baldracca. Una escort,
si direbbe oggi. Sinistra o destra non importa: negli ultimi anni è stato dato
il via libera alla costruzione di tre milioni di metri cubi di nuovi edifici
lungo le coste.
Provate a immaginare concretamente che cosa succederebbe se
tutte le case sotto i 100 metri cubi crescessero del 60%. Le alture liguri che
dominano il mare si ricoprirebbero di cemento. Le case, migliaia di quelle
costruzioni che rendono unica la Liguria, sarebbero deformate con aggiunte
posticce. Provate a immaginare: dove oggi la vista si affaccia sul mare, domani
potrebbe sbattere contro un nuovo muro.
Ma che cosa si può fare? Niente,
sembrerebbe. Il centrosinistra ligure ha sempre avuto tanti amici nel mondo del
mattone e questo piano ne è la dimostrazione definitiva. Il centrodestra è
entusiasta… ma in fondo non sorprende. Insomma, chiunque vinca le elezioni
regionali del 2010 non cambierà nulla. Claudio Burlando o
Sandro Biasotti non fa differenza, la Liguria, verrebbe da
dire, è comunque spacciata.
O forse no. Perché questo piano casa giova a
pochi, ai soliti amici degli amici imprenditori del mattone. Ai furbetti che
sognano di arricchirsi aggiungendo un piano alla propria casa, alla faccia
dell’interesse generale. Ma gli altri? Il cemento non porta soldi. Arrivano
denari per pochi e posti di lavoro che svaniscono alla fine dei cantieri.
Intanto la Liguria si mangia la sua più grande ricchezza: l’ambiente, che
sostiene la principale industria della regione, il turismo. Non solo: calerà il
valore degli immobili con un danno per i proprietari liguri, ma anche lombardi e
piemontesi. Già, anche per una questione di soldi questo piano andrebbe
bocciato.
Ma poi c’è l’ambiente, una parola che in fondo significa il luogo
dove noi tutti viviamo insieme. Che vuol dire qualità della vita nostra e dei
nostri figli. Che ci ricorda il dovere di conservare il passato, ma anche di
pensare al futuro.
Per questo la decisione che verrà presa in Liguria
riguarda tutta l’Italia. Se lasciamo sola questa terra, poi a chi
toccherà?
Ma qualcosa si può, si deve ancora fare. Adesso, sennò sarà troppo
tardi. Questi sono gli indirizzi mail di Claudio Burlando (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.),
di Sandro Biasotti, il suo avversario alle prossime elezioni (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.), di Luigi Cola, il deputato del
Pd recordman degli emendamenti (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.),
di Nicola Abbundo, l’imprenditore immobiliare del Pdl che si batte per il piano
(Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.). Gente di sinistra e di destra, perché qui
non è questione di colori politici.
Se tutti gli amici del blog, non soltanto
i liguri, scrivessero a chi dovrà compiere questa scelta, potremmo ancora
sperare di cambiare qualcosa. Di salvare la Liguria e un po’ anche noi
stessi".
Marco Preve e Ferruccio Sansa,
giornalisti e autori del
libro “Il partito del cemento”
da "Il Fatto" del 20.10.2009
CEMENTO SUL DESERTO
La Liguria ha il record italiano di case vuote ma la Regione concederà ampliamenti oltre il 50%
di Pino Giglioli e Carlo Tecce
Adesso gli amici del cemento hanno due patroni da celebrare: San Ugo Cappellacci, il 16 ottobre, e San Claudio Burlando, il 28 ottobre. La prima data, ricorderanno i libri di storia urbanistica, celebra l'approvazione del piano casa sardo che in un colpo cancella l'èra Soru e spinge il limite di edificabilità praticamente sul bagnasciuga. La seconda, invece, ricorderà il giorno in cui una giunta di centrosinistra varerà un piano casa che farebbe impallidire perfino il Cavaliere. Qui dove ci sono migliaia di case vuote.
IL PIANO. "Il destino del paesaggio ligure si gioca il 28 ottobre", avverte Carlo Vasconi. Il consigliere regionale dei Verdi, in veste di presidente della VI Commissione ha in mano le bozze del piano casa che sta per essere approvato e indica alcuni emendamenti: "Ampliamenti di immobili residenziali fino al 75%, tanto per cominciare. Poi possibilità di ampliare del 20% anche gli insediamenti agricoli, artigianali e industriali". Vasconi fa parte della maggioranza, ma soffre, e si vede: "Sono compresi negli aumenti perfino gli immobili condonati, un segnale tremendo per chi ancora crede nella legalità. La giunta di centrosinistra è andata molto oltre il centrodestra, molto più in là di Berlusconi. Questo è un piano casa che sembra scritto apposta per le lobby del cemento". Attaccano gli ambientalisti, ma anche esponenti politici dello stesso centrosinistra: "É il peggior piano casa d'Italia", sostiene Roberto Della Seta, capogruppo Pd nella commissione Ambiente del Senato. É già toccato alla Sardegna amministrata da Cappellacci, pochi, però, si aspettavano che ad ampliare ulteriormente i limiti suggeriti da Berlusconi fossero regioni di centrosinistra. Una in particolare, la Liguria, come ha annunciato Bruno Lugaro sul "Secolo XIX".
SPREMUTA. La stessa Liguria che negli ultimi anni ha già spremuto ogni centimetro quadrato ancora libero dal cemento e, come la Sardegna, campa con il turismo. Negli ultimi anni, infatti, giunte di centrodestra (Sandro Biasotti) e centrosinistra (Claudio Burlando) hanno dato via libera a progetti per oltre tre milioni di metri cubi di nuove costruzioni, mica pochi, soprattutto se concentrati sulla costa, una striscia di terra profonda poche centinaia di metri. Case e moli: nel giro di dieci anni Biasotti e Burlando hanno approvato la costruzione di decine di nuovi porticcioli turistici, raddoppiando di fatto i posti barca da 14 mila a quasi 30 mila. La Liguria detiene ormai il record di un ormeggio ogni 47 abitanti. Il 28 arriverà il voto decisivo. Le novità più contestate dovrebbero passare senza problemi all'esame dell'aula. Vasconi riassume il piano: "Saranno ammessi aumenti fino al 60% (che arriveranno al 75% per chi realizza migliorie architettoniche, energetiche e antisismiche) per gli immobili residenziali sotto i 150 metri cubi, del 40% sotto i 200. Sarà possibile costruire stanze e nuovi piani, con quelle aggiunte posticce che hanno effetti orrendi sul paesaggio". Ma i parchi dell'Entroterra? "Gli ampliamenti saranno possibili, ma ci vorrà il permesso del Parco". I centri storici? "Occorrerà il via libera del Comune". Nessuna clemenza, nemmeno un panorama fermerà le ruspe: "Nelle aree definite zone-anima, cioè quelle di grande pregio paesistico, ma con vincoli meno stringenti, si potranno ampliare i volumi fino al 60%, purché le costruzioni si trovino ad almeno 300 metri dal mare. Un disastro, perché la bellezza della nostra regione, quella che noi liguri amiamo e che richiama i turisti, dipende proprio dall'integrità delle zone-anima". E' previsto anche un aumento del 20% dei volumi per edifici artigianali, agricoli e industriali (con una soglia, però, ancora da definire). Ci sono delle esclusioni: condomini, fabbricati abusivi, aree inondabili o a rischio frana. A Sanremo ricordano un episodio denunciato dalla Stampa un anno fa: nel 2008 il Comune votò compatto - con il sì della maggioranza di centrosinistra e il solo voto contrario della Lega - la trasformazione in zona edificabile di un'area che appena 20 anni prima era stata definita "frana attiva".
A nulla valgono le proteste di chi fa notare che la Liguria detiene il record italiano di case vuote (65.000) in rapporto agli abitanti e soprattutto di spopolamento (secondo i dati della stessa Regione la popolazione nei prossimi 20 anni scenderà a poco più di 1,4 milioni, quasi 200 mila in meno di oggi).
L'ASSESSORE. Colate di cemento? Nessuna, solo illusione ottica, per l'assessore all'urbanistica, Carlo Ruggeri: "Il piano era necessario. Il testo approvato in giunta non prevede alcuno scempio. Chi vuole ampliare sino ai 200 metri cubi può usufruire del 30%, poi abbiamo previsto delle fasce. Noi vogliamo aiutare chi possiede poco, non chi ha tanto: non daremo oltre il 10% per i 1.000 metri cubi". E chi prevede misure antisismiche, pannelli solari? "Potrà usufruire di una premialità, ovvero dei bonus, un altro 10%, per chi ha meno di 200 metri cubi si potrà arrivare al massimo, proprio al massimo al 40%. Il 75? Non esiste". Eppure all'articolo 4 del disegno di legge, oltre il 10% per gli ambientalisti, si prevedono due "ulteriori" 5%: ovvero 20 in totale e, per chi vuole ampliare 200 metri cubi, è a disposizione un bel 50% e non 40. E per le case condonate? "Noi abbiamo escluso i condoni gravi e meno gravi, certo dobbiamo appurare la legittimità del comma. Se lei compra da me una casa condonata sei anni fa, qual è il problema? Lei non ha un problema. Ci sono una trentina di emendamenti, vedremo". Ruggeri è infastidito: "Non mettiamo in giro false notizie. Chi dice queste cose? Della Seta?".
PROTESTA. Inizia una settimana decisiva, il testo già di per sé violento con l'ambiente potrebbe inasprirsi, e quindi il presidente Claudio Burlando vuole silenzio intorno. Comincia con il non rispondere al telefono. L'opposizione sollecita un'approvazione rapida, qui dove la trasversalità politica spunta sulle beghe: "Abbiamo perso anche troppo tempo", spiega Biasotti.
Se destra e sinistra sembrano compatti, il Pd e la maggioranza si sfaldano all'interno. I consiglieri delusi di centrosinistra si confidano: "Erano state presentate due versioni del piano. Una, più restrittiva, della maggioranza, un'altra del Pdl con primo firmatario Nicola Abbundo, imprenditore, guarda caso del settore immobiliare. Stranamente gli emendamenti presentati da Luigi Cola, consigliere del Pd e già sindaco di Cogoleto attivissimo nel concedere permessi edilizi, hanno recepito le principali richieste del centrodestra. Sono tutti d'accordo". Se la politica sembra aver già deciso, il popolo dei blog si mobilita. Il sito della Casa della Legalità ha lanciato un appello: "Sommergiamo di mail la Regione. Per fare un favore ai costruttori, qui si distrugge l'ambiente" Il destino del paesaggio ligure sembra già segnato: i candidati alle prossime elezioni regionali del 2010 saranno Claudio Burlando e Sandro Biasotti (gli stessi del 2005, alla faccia del rinnovamento). Chiunque sia eletto, vincerà il mattone.
Il Governo dimentica il piano casa le Regioni si scatenano
Il piano casa del governo che doveva risollevare i costruttori dalla crisi e cementificare i sogni degli italiani, a sette mesi dall'intesa quadro Stato-Regioni, si sta rivelando un attentato all'ambiente. I lavori sono partiti in 13 regioni e con regole diverse. La provincia autonoma di Bolzano consente aumenti di oltre il 60% per case di almeno 300 metri cubi. La Toscana è stata la prima ad approvare la legge, ma le richieste presentate sono state meno di 70: sono disponibili ampliamenti di 70 metri cubi per edifici uni-bifamiliari o fino a 350mc, ma i possibili vantaggi interessano a pochi. In Veneto offrono più 40% in caso di demolizione o ricostruzione e addirittura il 50 per la delocalizzazione. Il Lazio ha esagerato (più 60% per la riconversione turistica) e il governo l'ha bloccato, stessa sorte per la Basilicata. Invece con la Puglia - che aveva istituito l'obbligo di parcheggi "proporzionati" - il governo ha addirittura aperto il conflitto alla Consulta. La Serdegna di Ugo Cappellacci, invece, non risparmierà nemmeno le coste.
PD: DELLA SETA, 'LOBBY CEMENTO' PARTITO NEL PARTITO
PIANO LIGURIA IL PIU' CEMENTIZIO D'ITALIA
(ANSA) - ROMA, 20 OTT - "La vicenda del piano casa della Liguria, il più 'cementizio' d'Italia, è solo l'ultima conferma che nel Pd c'è una 'lobby del cemento' che opera come partito nel partito, dettando spesso scelte e comportamenti contrari ad un'idea avanzata, sostenibile, riformista di sviluppo del territorio". E' quanto afferma Roberto Della Seta, senatore Pd e capogruppo in Commissione Ambiente.
"Talvolta per convinzione, molto più spesso per legami d'interessi, troppi eletti - aggiunge Della Seta - e amministratori del Pd, non solo in Liguria, sostengono un'urbanistica tutta basata su sempre più cemento e sempre meno regole. Questa visione non solo ha prodotto danni significativi all'ambiente e al territorio, ma penalizza il futuro anche economico di un Paese come il nostro che vede nel paesaggio una delle sue risorse più preziose, e ostacola lo sforzo del Pd - conclude - per affermare le ragioni di una politica trasparente, che coltiva l'interesse generale e non quello di pochi". (ANSA).