[il comunicato stampa ed un aggiornamento alle 21.30]
Ci associamo al Prefetto di Genova Anna
Maria Cancellieri che definisce
"episodio inquietante" il
ritrovamento dello zainetto
(dopo oltre un anno di giacenza) pieno di dinamite, una bomba 64 candelotti
(la metà di quanto usato per la Strage di Bologna del '80) pronta ad esplodere alla Stazione di Genova Principe.
Inoltre, apprendiamo da Il Secolo XIX, che
"
la tipologia dell'esplosivo - da cava - è uno di quelli
utilizzati in attentati estorsivi nel ponente e in attentati, sempre
nel ponente savonese, negli anni settanta e ottanta da bande
malavitose legate alla
'ndrangheta calabrese"...
Oggi, aggiungiamo,
sappiamo non solo che la 'ndrangheta che ha forti radici ed affari in
Liguria, ha anche costanti legami e traffici con i paesi del
sudamerica.
Premesso questo
ci lasciano quanto mai sconcertati la
dichiarazione del Questore di Genova, Salvatore Presenti, che,
apprendiamo da Il Secolo XIX, si è detto "stupito dalla mancanza
di controlli di sicurezza" ed affermato che le Ferrovie dovrebbero
dotarsi 'almeno' di uno scanner per il controllo radiografico dei
bagagli.
Le Stazioni ferroviarie sono un obiettivo sensibile
costante in quanto possibile oggetto di attentati.
Il compito dei
controlli non è competenza del personale delle Ferrovie o di civili, bensì
delle Forze dell'Ordine. Pertanto la questione richiede
non solo
indagini sull'origine di quell'esplosivo,
ma anche che vi sia subito il massimo
chiarimento, con conseguenti, immediati, provvedimenti per quanti avevano la
responsabilità di controllare e non lo hanno fatto in quella
circostanza e, visto quanto affermato dal Questore, anche in altre.
A Genova chi vuole mettere bombe e non le abbandona per strada o
lungo un binario o una banchina, ma le sistema in "deposito", può
eludere i controlli dei reparti preposti dello Stato, all'interno di
obiettivi sensibili. Questo è, drammaticamente, il punto centrale
dell'accaduto. Ci rendiamo conto della gravita della questione? Chi ha
responsabilità per l'accaduto deve essere rimosso senza attese!
Aggiornamento ore 21:30 del 02.02.2009
Il
Comitato per la
sicurezza e l'ordine pubblico ha deciso, questo pomeriggio, che la
Polizia, con il suo reparto presso le stazioni ferroviarie, le unità
cinofile antitritolo ed agenti controlleranno i bagagli in deposito
e, a campione, i passeggeri. Bene. Sino a ieri? Le tanto sventolate
misure di prevenzione anti-terrorismo dove erano?
Da un servizio
del TG5 abbiamo appreso poi che si seguono
due piste. Quella dei
gruppi anarco-insurrezionalisti e quello dello dell'
Eta. Quindi
aspettiamoci sorprese: arresteranno il soggetto della foto numero 1 o
quello della foto numero 2?
IPOTESI n° 1
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IPOTESI n° 2
|
Sulla prima si potrebbero
concentrare i sospetti di una
gita dei pensionati a Panama in cui il
soggetto si è infiltrato per prelevare lo zainenetto imbottito e
rientrara a Genova lo abbia lasciato al deposito bagagli perchè
colpita da un attacco di alzheimer.
Sulla seconda ipotesi si
potrebbe pensare che avendo finito la naftalina il soggetto si sia
dato al tritolo, da
Eta-Beta ci si può aspettare di tutto,
figuriamoci dopo un viaggio a Panama, il fuso orario disorienta anche
lui.
A parte l'ironia e le battute, c'è questo fatto del
"verbale" in spagnolo delle autorità di Panama ritrovato dentro
lo zainetto insieme all'esplosivo dopo un anno (e forse più) di
giacenza al deposito bagagli della Stazione di Genova Principe.
Allora: si tratta di un
verbale rilasciato a seguito di una
perquisizione o di un
verbale interno, tipo una segnalazione da un
ufficio all'altro delle autorità di polizia? Se si tratta del primo
sarebbe curioso, in quanto quel qualcuno che ha preparato la bomba
nel bagaglio esplosivo, ci avrebbe poi lascia dentro il proprio
recapito. Se si tratta del secondo, come sembrerebbe, è davvero
curioso che l'eventuale interessato di una comunicazione interna ad uffici di polizia lo abbia avuto e per il resto idem come nel primo caso! Infatti,
scusate: uno prepara uno zainetto pronto ad esplodere, lo lascia al
deposito bagagli, e dentro ci lascia un verbale che, comunque, lo
farebbe identificare o farebbe risalire ai suoi complici? Mah!
Purtroppo
i controlli di sicurezza scattano adesso, che è un po tardi... dopo oltre un anno, e questa risposta sarà
dura da avere. Comuque sia, quanto rivenuto
appare più che una bomba
messa per esplodere, come un segnale. Si, un segnale del
tipo... prima o poi lo trovate e quando lo trovate sappiate che
possiamo colpire.
Se è un segnale, le piste battute, stando alle
informazioni giornalistiche, come Eta e Anarco-Insurrezionalisti,
appaiono ancora più deboli. Certi segnali non sono tipici dei gruppi
terroristici o pseudo tali. Di solito chi li lancia, certi segnali, è
la criminalità organizzata (a proposito dell'autobomba parcheggiata
all'interno dell'area "protetta" e recintata della Procura di
Imperia non si sa più nulla?) e visti gli interessi che le mafie hanno in Liguria, sarebbe quanto meno una pista da battere bene, ci pare!
Ah, ma è vero, le Istituzioni, ed il Questore in primis, dicono che
casi di 416 bis in Liguria non ne abbiamo, la mafia non esiste, ce lo
eravamo scordati.
Un'altro segnale potrebbe essere, come purtroppo
questo nostre Paese ci ha abituati dolorosamente a sapere, quello
prodotto da determinati
settori di "Servizio", pronto a
scatenarsi mediaticamente o esloplodere (se è il caso) al momento giusto, magari per distogliere
attenzioni da altro o per lanciare segnali a chi dovrebbe sapere
interpretarli.
Non resta che
attendere e vedere non solo dove
porteranno
le indagini, ma, come abbiamo detto, anche vedere se
i
responsabili della pubblica sicurezza - e quindi della predisposizione dei
controlli e della vigilanza dei punti sensibili -
vengono richiamati e
puniti per la loro gravissima distrazione. Per questo non serve
attendere l'esito delle indagini su chi e perchè avrebbe messo quei
candelotti di dinamite pronta ad esplodere in un bagalio depositato
alla Stazione!