Due notizie: Cosa Nostra "all'opera" nel Metrò di Genova e condanna di 30 anni
per il delitto di mafia nel centro storico genovese consumato lo scorso anno.
Partiamo dalla prima. Le indagini della DDA di Caltanissetta hanno evidenziato
alcuni degli affari nel "grande" Nord delle cosche di Cosa Nostra.
Dall'autostrada Valdastico di Vicenza alla tratta TAV Milano Bologna, sino ai
lavori per la Metropolitana di Genova (quella più corta e più costosa del mondo),
i cui lavori sono seguita da imprese piccole piccole come Ansaldo e Impregilo.
Ma come: nessuno se ne era accorto? Il sindacato, la Cgil che, come scritto da
Il Sole 24 Ore in quei cantieri era di casa con la Fillea di Venanzio Maurici
che accompagnava Marta Vincenzi prima della sua elezione a Sindaco, non ha mai
notato nulla? Ma che stranezza... Comunque la DDA di Caltanissetta, con i reparti
investigativi, ci sta proprio lavorando su questo Metrò... ora aspettiamo gli
sviluppi... che si annunciano a stretto giro!... [con rassegna stampa da Il Secolo XIX del 27 -28-29 novembre 2008]
La seconda. Si tratta della condanna a 30 anni di carcere per Umberto Pinino
(uomo di Cosa Nostra) in quanto colpevole dell'omicidio di Pino Alessi (uomo di
famiglia ‘ndranghetista), avvenuto lo scorso anno nel centro storico di Genova
(zona della Maddalena). Fummo gli unici a parlare di omicidio di mafia sino a
quando a confermare la nostra "classificazione" è stata la DIA nella sua
Relazione semestrale.
Tutto a posto, quindi... la mafia qui a Genova ed in Liguria non c'è... è solo una
nostra ossessione paranoica, segno di pesante squilibrio mentale di noi noti
criminali destabilizzanti... qui va sempre tutto bene!
27.11.2008 - Il Secolo XIX
Genova, allarme mafia nella metro
Anche la costruzione della metropolitana di Genova è finita nell'inchiesta
della Dda (direzione distrettuale Antimafia) di Caltanissetta sull'utilizzo di
calcestruzzo con percentuali troppo basse di cemento.
L'ipotesi degli investigatori nisseni è che, vinti gli appalti, la
Calcestruzzi Spa e la Italcementi Spa (entrambe di Bergamo) abbiano fornito
quantitativi di calcestruzzo di qualità difforme da quanto previsto dai
capitolati d'appalto per le opere pubbliche. Gli inquirenti ipotizzano il reato
di frode e hanno disposto verifiche e perizie per accertare la stabilità delle
strutture così costruite e, quindi, l'esistenza di eventuali pericoli.
In relazione all'inchiesta sono stati sequestrati:
i lotti 9 e 14 dell'autostrada Valdastico (Vicenza);
il tribunale, il porto Isola e la diga foranea di Gela;
la strada a scorrimento veloce Licata-Torrente Brami;
lo svincolo di Castelbuono-Pollina dell'autostrada A20 (Palermo-Messina)
e sono state perquisite alcune sedi dell'Italcementi, con specifico riferimento
alle cementerie di Porto Empedocle (Agrigento), Isola delle Femmine (Palermo) e
Calusco D'Adda (Bergamo); controlli sono stati eseguiti anche nella sede di
Area Sicilia a Palermo e nello stabilimento di deposito di Catania per
acquisire atti utili a verificare se vi sia stata una corretta registrazione
dei dati sulla fornitura di cemento alla Calcestruzzi.
Non solo: a essere coinvolti sarebbero addirittura alcuni cantieri della
Tav, la linea ferroviaria ad alta velocità, in particolare la Milano-Bologna,
la Roma-Napoli (terzo e quarto lotto).
Per tutti questi casi, gli inquirenti vogliono accertare l'eventuale
esistenza di una «strategia aziendale» finalizzata a un «sistematico risparmio
del cemento nelle forniture di calcestruzzo destinate alla realizzazione di
opere pubbliche»; nel frattempo, sono stati posti sotto sequestro preventivo
beni materiali che costituiscono la Calcestruzzi, il cui valore è calcolato
intorno ai 600 milioni di euro.
27.11.2008 - Il Secolo XIX
Uccise il cognato, 30 anni di carcere a Pitino
Umberto Pitino, accusato di aver ucciso a coltellate il cognato Pino Alessi
- trovato morto nel pomeriggio del 21 aprile 2007 in via Posta Vecchia, nel
centro storico di Genova - è stato condannato a 30 anni di carcere nel processo
di primo grado, celebrato in mattinata.
Pitino fu arrestato il 14 maggio del 2007; contro di lui, noto alle forze
dell'ordine anche per il passato di collaboratore di giustizia, oltre ai
risultati dell'esame del Dna, c'era anche il fatto che il 20 aprile, giorno
dell'uccisione di Alessi, si trovava a Genova e presentava numerosi tagli alle
mani, il cui sangue è risultato compatibile con quello trovato su una maniglia,
su uno sgrassatore e sui muri nella casa della vittima.
in particolare, Pitino presentava, al momento dell'arresto, una sutura al
pollice destro eseguita la sera stessa del delitto in un ospedale di Trieste,
nelle cui vicinanze il pregiudicato siciliano abita da tempo con la moglie e i
figli.
28.11.2008 - Il Secolo XIX
Cemento scadente, si indaga sulla metro Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Anche la Metropolitana finisce nel mirino dei Pm antimafia di Caltanissetta.
È l'inchiesta sulle società Italcementi e Calcestruzzi, accusate di frode in
commercio per aver fornito, sempre secondo le accuse dei magistrati, materiale
di pessima qualità, se non addirittura pericoloso, ai loro committenti in tutta
Italia.
Lo sviluppo è confermato dai carabinieri di Caltanissetta, che in questi
mesi hanno lavorato fianco a fianco con il Gico della guardia di Finanza: «Dai
documenti in nostro possesso risulta che anche il calcestruzzo venduto per la
costruzione della metropolitana di Genova fosse adulterato. Questo dicono le
carte, ora servono riscontri oggettivi».
Qui il colpo di scena: «Nelle prossime settimane saremo a Genova per
effettuare carotaggi e campionamenti di materiale da sottoporre agli esperti
della procura».
Di una situazione nazionale davvero preoccupante parla il procuratore della
Repubblica di Caltanissetta Sergio Lari: «I dati che sono emersi dalle
investigazioni hanno fatto affiorare un quadro estremamente allarmante, anche
su opere pubbliche che sono in fase di esecuzione sul territorio nazionale».
Tanto che ieri sono stati messi sotto sequestro (ma per ora con la facoltà di
utilizzarli) due lotti dell'autostrada A31, a Valdastico, nel vicentino.
Nei mesi scorsi, i
magistrati hanno ordinato il sequestro del palazzo di giustizia di Gela, del
Porto Isola-Diga Foranea di Gela, la strada a scorrimento veloce
Licata-Torrente Brami, lo svincolo di Castelbuono-Pollina sul tratto
autostradale A/20 Palermo-Messina e, per ultima, l'autostrada Valdastico. Dagli
accertamenti tecnici sono emerse irregolarità nel calcestruzzo fornito dagli
impianti dell'azienda in tutte le regioni. Anche alla Tav Milano-Bologna, alla
Tav Roma-Napoli (terzo e quarto lotto), al Metrobus di Brescia, e al passante
autostradale di Mestre sull'A4. I pm antimafia ipotizzano per ora un
«allungamento del calcestruzzo» finalizzato alla creazione di fondi neri.
I periti della procura antimafia hanno evidenziato «significativi scostamenti tra i dosaggi contrattuali di
cemento con quelli effettivamente impiegati nella produzione dei conglomerati
forniti all'impresa incaricata dei lavori di realizzazione».
Insomma: molta acqua, poco cemento. Con il rischio che il materiale
utilizzato possa deteriorarsi facilmente, aumentando il pericolo di crolli. E
anche questa è un'ipotesi ribadita dal procuratore nisseno: «Dobbiamo evitare
che si prosegua con la costruzione di opere pubbliche che potrebbero presentare
profili di non staticità». Lari insiste: «Già in due casi emergono dati
macroscopici di diversità tra il cemento fornito e quello utilizzato».
La tranche genovese dell'inchiesta.
Nel marzo scorso, in totale segretezza, la direzione distrettuale antimafia di
Caltanissetta ha fatto sequestrare dai finanzieri una ponderosa documentazione
nella sede di Metrogenova, il consorzio di imprese che ha eseguito lavori nella
metropolitana con il subappalto ricevuto da Ansaldo.
Il rapporto di collaborazione con Calcestruzzi inizia nel 1998. Poi c'è una
seconda fornitura regolata da un contratto firmato nel 2006. Dalla datazione
dei documenti, ora acquisiti dagli investigatori, è possibile risalire alle due
tratte in cui potrebbe esser stato utilizzato il calcestruzzo "adulterato".
La prima, uno dei primi lotti terminati, è quella che va dalla stazione
ferroviaria di Principe a Palazzo San Giorgio, la fermata di piazza Cavour. La
seconda è ancora in via di costruzione e dovrà congiungere piazza De Ferrari,
il pieno centro della città, con la stazione ferroviaria di Brignole.
«Anche in questi casi - insistono i carabinieri del reparto operativo di
Caltanissetta - dai nostri documenti emergono significative anomalie nelle
forniture di cemento e i materiali effettivamente utilizzati. La procura non ha
ancora ritenuto di utilizzare lo strumento del sequestro, così come in altri
casi in Italia, ma di attendere la valutazione dei periti sui campionamenti.
Diverso il caso dell'autostrada di Vicenza: lì i campionamenti erano già stati
fatti». Le discordanze nelle forniture di cemento hanno così convinto i
magistrati a proseguire con le indagini e la cattiva qualità del calcestruzzo è
stata confermata anche dalle prime analisi dei periti. Che hanno anche messo in
guardia contro fenomeni di degrado "precoce" dei materiali utilizzati anche per
la realizzazione di importanti commesse pubbliche.
La Calcestruzzi, con una nota arrivata nella serata di ieri, ha espresso «la
propria serenità in ordine agli accertamenti in corso da parte della Procura ed
alla correttezza della documentazione». Gli avvocati hanno ribadito che, alla
fine delle indagini, «risulterà chiara la correttezza del comportamento
dell'azienda».
Ansaldo e Metrogenova: «Sinora è tutto a posto»
«Il materiale della Calcestruzzi spa? Sono le aziende civili in appalto, a
gestire le forniture. Ma, che io sappia, abbiamo usato questo materiale un po'
ovunque, senza mai avere problemi di sorta in sede di verifiche di stabilità».
Gianfranco Medri è da anni il volto di Ansaldo e della complicatissima
grande-piccola opera della metropolitana di Genova. Responsabile del progetto
per conto dell'azienda che decenni fa vinse una commessa tutt'altro che
semplice, sentì puzza di bruciato già mesi fa, quando si iniziò a parlare della
Calcestruzzi e dell'inchiesta di Caltanisetta senza nominare il metrò genovese.
«Mi informai con le imprese in appalto, per conoscere i dettagli della vicenda
- spiega Medri - ho sempre avuto risposte confortanti, risposte suffragate da
prove sul campo che certificavano la bontà del materiale utilizzato. Nessuno,
d'altra parte, si sognerebbe di costruire una metropolitana lasciando qualcosa
al caso». Marco Babusci è il presidente di Metrogenova, il consorzio di imprese
che ha in appalto da Ansaldo i lavori nelle gallerie. «Nel marzo scorso la
Procura ci chiese di acquisire una serie di documenti sul nostro rapporto con
la Calcestruzzi spa - spiega - fornimmo tutte le carte, sia quelle dei
contratti sia quelle in cui rendevamo conto dei test sui "cubetti" di
calcestruzzo effettuati secondo le norme imposte dalle leggi nazionali». Poi a
Genova di questa storia non si seppe più nulla. Nessun sequestro, nessun
carotaggio, nessuna comunicazione ulteriore. Fino a ieri. «Abbiamo utilizzato
questo calcestruzzo per tutti i tipi di lavorazioni che richiedono l'impiego
del cemento - continua Babusci - sia nei pozzi che nelle gallerie, il cemento
che si vede dai treni nel tratti tra le stazioni di Principe e San Giorgio è
proprio quello fornito da questa azienda. Firmammo, con loro, due contratti,
nel 1998 e nel 2006. Ma in sede di verifica strutturale tutto è sempre risultato
a posto».
L'esperto sul caso metro: «Più acqua, meno cemento»
Mauro Mezzina, ingegnere, professore di prima fascia all'Università del
capoluogo pugliese, autore di libri specialistici ("Costruire con il cemento
armato", edito da Utet) è considerato uno dei massimi esperti dell'argomento. A
lui abbiamo chiesto di spiegare, con parole semplici, com'è composto il
calcestruzzo e dove si può annidare una "truffa".
«Il calcestruzzo - spiega Mezzina - è una miscela di tre componenti: acqua,
inerti (ghiaia, sabbia) e legante, cioè il cemento. Il rapporto tra i tre
elementi è ottimale quando il risultato è un prodotto con una percentuale di
"vuoti" ridotta. Con "vuoto" si intende lo spazio che rimane libero tra i vari
granuli. Il risultato finale dev'essere una miscela compatta, che garantisca
una resistenza ottimale». Prosegue l'ingegner Mezzina: «La valutazione
principale per misurare la buona composizione del calcestruzzo è il parametro
acqua-cemento. Meno cemento c'è, quindi meno legante è presente, più decade la
"qualità meccanica" del calcestruzzo, cioè la sua capacità di sostenere le
sollecitazioni. Negli anni passati succedeva spesso per cattiva cura. Il
calcestruzzo veniva immerso in contenitori e poi sospinto con delle pompe, per
fare i getti, attraverso le tubazioni. Per farlo scorrere meglio, si utilizzava
più acqua. Con risultati pessimi. Ma il risparmio sul cemento, che è il
componente più costoso, può anche essere attuato per trarne profitto».
29.11.2008 - Repubblica
Metropolitana, cemento sotto accusa formato .pdf - clicca qui
29.11.2008 - Il Secolo XIX
Metrò: allarme in Comune per l'indagine sul cemento
Per la metropolitana di Genova, le conseguenze economiche dell'inchiesta
giudiziaria siciliana sul calcestruzzo «rischiano di essere pesanti». È il
timore di Renzo Vaccaro, dirigente del Comune, responsabile dei lavori di
costruzione della metropolitana. «Sto vivendo questi giorni con ansia»,
confessa. L'inchiesta della procura di Caltanissetta sulle società Italcementi
e Calcestruzzi minaccia, sostiene Vaccaro, di aumentare i costi, e allungare i
tempi, per la realizzazione della metro genovese.
Dai documenti in possesso dei carabinieri risulta, come è noto, che anche il
calcestruzzo venduto a suo tempo per la costruzione della metropolitana
genovese fosse adulterato, allungato con altre sostanze e quindi di qualità
scadente. «Se le perizie dei prossimi giorni lo confermeranno, i lavori di
costruzione della metropolitana slitteranno, inevitabilmente».
Non solo. «Il danno economico sarebbe rilevante. Una galleria costruita con
cemento di alta qualità può durare trecento anni. Ma se i risultati delle
indagini diranno che abbiamo usato del cemento contraffatto, tra vent'anni sarà
necessaria una manutenzione straordinaria dei tunnel. I costi, insomma,
rischiano di moltiplicarsi».
Quello che Vaccaro non riesce in alcun modo a spiegarsi è come il cemento
contraffatto sia potuto passare inosservato. «I controlli sono rigidi,
severissimi. Ogni cento metri cubi di calcestruzzo, il direttore dei lavori fa
eseguire delle verifiche. Non riesco a capire chi, e in che modo, possa avere
introdotto questo materiale. Se è davvero successo quello che i giornali hanno
scritto, vuol dire che c'è una mano occulta e criminosa, che lavora nell'ombra
e manomette il nostro operato».
Su un punto, però, il Comune non ha dubbi: la sicurezza degli utenti non è a
rischio. «I tunnel dovrebbero essere meno a rischio rispetto a strutture in
tensione, come i ponti», dice il vicesindaco Paolo Pissarello. Lo conferma
Vaccaro: «Nelle gallerie, il livello di sicurezza è per natura alto. Anche se
fosse stato impiegato del cemento contraffatto, non ci sarebbe nulla da temere.
Le gallerie non crollerebbero comunque. Le strutture in tensione, come le scale
o le solette sono invece state rigorosamente testate una ad una. Con le dovute
prove di carico. Il pericolo, anche lì, è uguale a zero».
Di rischi, per ora, non ce ne sono. I cittadini, rassicura Vaccaro,
possono viaggiare tranquilli. Il problema, semmai, è economico. «Spero che le
perizie dimostrino che il cemento da noi utilizzato è tutto di ottima qualità.
Nel qual caso i tunnel gallerie potranno tranquillamente durare diversi secoli
senza bisogno di manutenzione. In caso contrario, tra vent'anni dovremo già
provvedere alla manutenzione. Per quanto riguarda l'immediato: entro la fine
dell'anno dovremmo completare la galleria tra Brignole e De Ferrari. Spero che
non ci siano rallentamenti».
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