
Le
indagini della Procura vanno avanti. E' uscito
il libro-inchiesta "
Il Partito del Cemento".
Due giorni fa l'amministrazione comunale ha dichiarato, per voce del Sindaco
Vincenzi-Marchese, la retromarcia sulla nuova
strada di Sant'Ilario ed ha "ridimensionato"
le
palazzine ad Albaro. Il Comune ha anche ammesso che per il
"Summer Festival"
la spesa del Comune è di 1.250.000 euro, a fronte di un contributo degli
sponsor di poco più di 130mila e del fatto che 2/3 degli eventi del calendario
sono già pagati dai fondi di altri enti e istituzioni pubblice, fondazioni e
ministeri, come già negli anni passati. Non c'è ancora un prospetto
dettagliato, però, che spieghi che fine hanno fatto questi soldi pubblici.
Ieri, poi,
il Comune di Genova ha chiamato ufficialmente la Casa della
Legalità. L'iniziativa è stata di
Nando Dalla Chiesa. L'occasione era la
riunione di questa mattina per presentare la prima tornata di appuntamenti per
"Genova
città dei diritti" e raccogliere idee per il seguito, tutto da organizzare...
Noi siamo andati. C'erano diverse associazioni, diversi Municipi ed il
Conservatorio.
Il programma della prima tornata comprende alcuni incontri per noi importanti,
come la cerimonia di ringraziamento per l'attività svolta concretamente da
Don
Andrea Gallo in favore degli "ultimi" (17 luglio - ore 11:30 Palazzo Tursi), l'incontro
"Alla Fonte del Diritto. La Costituzione dopo 60 anni" con
Gherardo Colombo (17
luglio - ore 16 Palazzo Tursi) , il ricordo di Paolo Borsellino "Il diritto e i
suoi testimoni" con
Anna Canepa,
Giancarlo Caselli e
Francesco Forgiane (19
luglio - ore 21:30 Palazzo Tursi). Ma anche, tra gli altri, gli appuntamenti
sulle violazioni al
Diritto durante il G8 di Genova (21 e 22 luglio), sui
"Nuovi
schiavi" (24 luglio) e quello su
"Diritti e Responsabilità" con Nando Dalla
Chiesa, Don Luigi Ciotti e Giunio Luzzatto (25 luglio - ore 18:30 a Palazzo
Rosso).
Noi abbiamo dato il
nostro sostegno a questi appuntamenti. Abbiamo anche
condiviso con i Municipi l'esigenza di realizzare la seconda fase puntando ad
incontri nelle
periferie (ed in queste anche il
Centro Storico) perché lì si è
rotto il senso del Diritto, della comunità e del senso civile, con conseguenze tragiche come
quelle che abbiamo visto a Begato nelle scorse settimane o con l'impossibilità,
ad esempio, di camminare e giocare per i bambini del centro storico, dove il
territorio è, fuori dai circuiti turistici, abbandonato allo spaccio ed allo
sfruttamento della prostituzione. Abbiamo anche proposto, ad esempio, di
impegnarsi molto sul
diritto all'infanzia, con iniziative ludiche nelle strade;
come anche per promuovere
la creatività, ad esempio, degli artisti nomadi con
le loro musiche piene di allegria e voglia di vivere.
Il senso per noi è (e deve essere):
parliamo dei Diritti ma concretizziamoli anche. E di qui l'altra proposta che
abbiamo avanzato, quella per i
diritti dei trans, iniziativa sempre più
necessaria quando qualcuno mette nello stesso piano lo sfruttamento della
prostituzione, con la "tratta", ed i diritti dei diversi a non essere esclusi
(e costretti ad una vita "clandestina"), come anche di chi sceglie liberamente
di prostituirsi. Su questo abbiamo ri-proposto di partire dall'esperienza
maturata a Torino con il Gruppo Abele ed un protocollo di intesa tra società
civile e Istituzioni per affrontare in modo "responsabile" la questione.
Detto questo, data la nostra disponibilità a lavorare in questa direzione,
abbiamo ricordato
ciò che pensiamo dell'Amministrazione comunale, noi, unici, a
denunciare pubblicamente e nelle sedi opportune, le storture e gli illeciti. Non
solo. Abbiamo detto che per noi
questi appuntamenti sono importanti perché rappresentano l'impegno solenne del Comune a tradurre poi in
pratica quei diritti su cui si va a parlare nei diversi incontri. Ad esempio,
se si firma pubblicamente un protocollo di intesa tra Comune, con il Sindaco, e
la Comunità Islamica per la
libertà di Fede, significa che poi il Comune deve
permetterla concretamente (e contribuire quindi) alla realizzazione di una
moschea, con tutte le necessarie garanzie di controllo - come in ogni ambito -,
a Genova, sottraendo alla "carboneria" (sempre difficile da controllare!) un
diritto inalienabile ai mussulmani come ad ogni altro fedele di altre
religioni.
Altro esempio? Semplice: se si ricordano le
vittime delle mafie e l'importanza
della
lotta alla mafia, poi devono seguire scelte amministrative chiare (anche a Genova ed in Liguria) ed
intransigenti contro le contiguità e connivenze che permettono il riciclaggio, contro l'infiltrazione mafiosa nel territorio, nell'economia, negli
appalti pubblici, nel tessuto della cosiddetta "società civile" e nelle
Istituzioni. Altrimenti sono solo parole di facciata, per rifarsi un po' di
credibilità.
Noi quindi ci siamo e poi chiederemo conto e denunceremo le eventuali incoerenze
di una politica che sino ad oggi ha messo in evidenza una caratteristica
inequivocabile: grandi dichiarazioni, solenni proclami e poi nulla, se non l'esatto
opposto, come Genova dimostra con la "vecchia" e "nuova stagione".
Andiamo avanti e vedremo... la nostra coscienza critica non ci permette e
permetterà mai di cedere a compromessi e quindi se ci si chiama, noi ci siamo
con questa nostra "particolare" caratteristica, piaccia o meno, soprattutto
quando si parla di Diritti! Si sappia quindi da subito:
non ci prestiamo e non
ci presteremo ad alcun compromesso morale, altrimenti diventeremo incoerenza e
porteremo insulto a quanti hanno dato la vita per la legalità e la giustizia
sociale. Quindi noi ci siamo e non cambiamo di una virgola il nostro "cammino".
PS
E' dai tempi dell'
Amministrazione Sansa che non c'è un iniziativa
ufficiale per le vittime della mafia a Genova. Da allora in avanti, gli unici
appuntamenti per la memoria e l'impegno in occasione delle stragi di Capaci e
Via D'Amelio sono state organizzate da noi (e prima dall'associazione
liberaMente di Adriano Sansa), grazie alla collaborazione del Porto Antico, a "Calata
Falcone Borsellino e loro compagni di sacrifico". Il segnale che Nando Dalla
Chiesa ha portato è importante. Per questa ragione
chiediamo che il Comune di Genova sia pienamente partecipe di questo
ricordo e quindi anche dell'impegno, perché altrimenti sarebbe solo retorica.
Chiediamo quindi che
il Consiglio Comunale approvi urgentemente due atti:
1)
dichiararsi contrario ad ogni forma
di grazia a condannati, come ad esempio Bruno Contrada, per associazione
mafiosa o concorso esterno, perché la lotta alla mafia deve essere coerente
e rigorosa, senza cenno alcuno di cedimento;
2)
conferire la cittadinanza
onoraria a Pino Masciari, testimone di giustizia, che ha interpretato in
modo concreto lo spirito di sacrificio di Paolo e Giovanni e di tutte le altre
vittime della mafia, denunciando gli 'ndranghetisti ed il sistema di collusione
politico-massonico-mafiosa che piega la terra di Calabria.