Dritti verso il baratro, questo il futuro che hanno scritto i caimani. Pensare
che il problema sia solo Silvio Berlusconi, in Italia, significa non capire
l'origine del problema, proprio come è perversamente - e inconsapevolmente -
essere complici del "sistema" pensare - o voler ostinarsi a sperare e credere -
che l'oligarchia politica italiana (da destra a sinistra) possa curare la
malattia. Questo semplicemente perché la malattia è il "sistema" stesso, è la
stessa oligarchia politica...
La campagna elettorale appena trascorsa ha evidenziato che tutti coloro - entrambi gli schieramenti - hanno, al di là delle dichiarazioni, cercato
disperatamente i voti delle mafie. Le candidature (ovvero le "nomine") sono
servite a lanciare segnali di disponibilità alla contiguità, al compromesso,
cioè alla complicità, da una parte e dall'altra. La lobby delle "scalate" è
tornata in Parlamento, confermata da entrambi i poli. La lobby del cemento, ad
esempio, nella Liguria più teardiana che mai, ha visto il trionfo dell'asse
Scajola-Burlando, con la conferma di Zunino nel Pd e la new entry al Parlamento
di Orsi del Pdl.
Le cosiddette elezioni hanno dimostrato che il "sistema" tiene, ovvero che gli
italiani sono contenti di questo proliferare di "caimani" che porta dritti al
disastro. Chi ha ceduto alle clientele per cercare di assicurarsi la
"sopravvivenza". Chi pensa che "basta che ci sia qualcosa per tutti, anche se
nel Palazzo rubano come prima". Chi si accontenta di non decidere e delega il
"meno peggio" che poi è sempre al fianco del "peggio". Chi è interessato solo
alle partite del Campionato, ad Amici, fiction e reality. Chi ha scelto di
chiudersi nel fortino, egoisticamente pensando "morte tua, vita mia". Gli
italiani hanno votato ed hanno scelto.
Ma il disastro è imminente, non c'è scampo. Il sistema dell'informazione, i
media, sono pressoché totalmente asserviti. Sono rare e isolate le eccezioni.
Finché non si sarà tutti completamente travolti si penserà a tirare a campare,
a supplicare favori che sarebbero diritti inalienabili e chiudersi sempre più
nel proprio "fortino", sempre più spinti al "cannibalismo" sociale.
Tutto è andato come "loro" avevano previsto. Il disegno eversivo di Licio Gelli
e della sua P2 si sta definitivamente compiendo. La legalità, l'etica della
responsabilità, la giustizia sociale, sono ormai considerati "ostacoli" dalla
maggioranza degli italiani. La
Costituzione è stata nei fatti stravolta dai ladroni che
hanno occupato il tempio. La stravolgeranno, lo faranno in un Parlamento che
non rappresenta la volontà popolare perché figlio di una legge truffa.
C'è però un virus che ancora è presente nel Paese. Sono coloro che ancora si
collocano fuori da questo "sistema". Sono le variabili indipendenti, i non
allineati. Unica speranza, forse, di cambiamento. Ma attenzione: la
"normalizzazione" è avviata e gli avvoltoi rischiano di travolgere anche
questa.
Da sempre in Italia i grandi movimenti popolari sono stati "normalizzati" dal
sistema. Le ultime esperienze del passato recente, quelle dei "girotondi", sono
state neutralizzate. I partiti li hanno invasi, si sono scelti i "referenti",
hanno sezionato la "società civile" tra i buoni pronti al compromesso ed i
cattivi che rigettavano la compromissione. Quel movimento è morto, ha generato
mostri ed eliminato gli "scomodi". Ha visto isolare e screditare quella parte
sana della cosiddetta società civile ed ha premiato quei soggetti organici al "sistema".
Il "sistema" tollera, ed anzi alimenta, quei pezzi di "società civile" che
fanno la voce grossa, che si mobilitano, ma che alla prova decisiva si mostrano
organici e fedeli al "sistema". Questi "pezzi" sono strumento essenziale del
Potere per indirizzare l'opinione pubblica e incanalarla, tenerla costantemente
sotto stretto controllo, perché arrivi solo e sempre sino a quel limite che non
mette in discussione il "sistema". Facciamo qualche esempio, così per capirsi
meglio.
La tutela dell'ambiente. Ci sono realtà di associazioni ambientaliste che
concordano e pianificano con il "sistema" le proprie mobilitazioni. Si spingono
le persone a mobilitarsi su alcune questioni marginali (quelli di minor
interesse politico-economico) ed il sistema sta al gioco, accoglie anche qualche
"rivendicazione", mentre sulle grandi speculazioni l'accordo prevede di tacere,
di smorzare ogni protesta, bloccare ogni denuncia. Poi ci sono le nomine negli
Enti, gli incarichi e appalti, che vanno a premiere i dirigenti di quelle
associazioni allineate, a sigillo della compromissione clientelare.
La lotta alle mafie. Ci sono realtà associative che fanno a parole della lotta
alle mafie la propria bandiera e poi nella realtà concreta non muovono dito per
contrastare culturalmente e socialmente le mafie. Fanno grandi convegni o
inventano nuove mobilitazioni, urlano slogan e parole decise, e poi non
denunciano i fatti, i nomi, le commistioni e complicità, non smascherano quella
zona grigia su cui le mafie fondano la propria forza, quando non addirittura
diventano esse stesse parte di quella zona grigia. Anche queste agiscono
organicamente al "sistema" e ne divengono strumento per isolare e colpire
quanti non si allineano al "sistema".
Oggi quel virus è rappresentato da quei pezzi ancora attivi della "società
responsabile" (come la chiama don Luigi Ciotti). E sono anche quel movimento
dei meetup di Beppe Grillo, e delle prime liste civiche nate da questa
esperienza.
I Meetup, come quelle associazioni e quei variegati soggetti della "società
responsabile", sono le uniche variabili indipendenti in Italia oggi. Sono
l'unico strumento che può far prendere coscienza alle persone della stato di
"sudditi" in cui si è costretti. Infatti, finché gli italiani non saranno
coscienti, cioè convinti da una riflessione, dal metabolizzare e comprendere,
quelle informazioni che il "sistema" gli tace e nega, non si può pensare ad una
vera azione di "liberazione". Solo con la presa di coscienza consapevole si può
far riottenere (o ottenere) la fiducia in se stessi e nel cambiamento che
trasforma i "sudditi" in cittadini. Ma come ci ha insegnato Paulo Fraire, in
"La pedagogia degli oppressi", il "sistema" sa benissimo tutto questo,
comprende pienamente il potenziale della presa di coscienza dei "sudditi"
(oppressi) e quindi mette in moto ogni azione necessaria a normalizzare, e per
far credere che solo con il "sistema" stesso (e agendo dentro il "sistema") si
può cambiare e migliorare.
Quindi attenzione, perchè gli avvoltoi sono in agguato, anzi - purtroppo -
bisogna dire che sono già all'azione. Uomini e donne di partito che cercano di
usare questo movimento per la propria parte e per le proprie carriere personali,
per tutelare quel "sistema" di cui sono parte integrante. Avvoltoi che si
impossessano di gruppi per "normalizzarli", renderli organici a quel "sistema"
di cui se non ne fanno già parte, lì contraccambierà con qualche carica, nomina
o appalto.
Gli avvoltoi sono entrati, cercano di usare Beppe Grillo e quella grande
maggioranza di persone che con i Meetup vogliono dare il loro impegno per costruire
un cambiamento. Gli avvoltoi si nutrono della speranza, la risucchiano. Sono
gli anticorpi del "sistema", sono opportunisti senza scrupolo, sono agenti ben
guidati. Se prevarranno loro, con il loro falso impegno ed attivismo, con i
loro volti angelici, quel popolo della speranza sarà depredato. Se non li si
ferma, tutti gli sforzi, ad esempio, di quei meetup che hanno promosso le liste
civiche dal Nord-Est al Sud fuori da sistema - per rompere il sistema e per
entrare nelle Istituzioni da cittadini liberi non condizionabili - saranno resi
vani.
Quelle ragazze e quei ragazzi che si impegnano onestamente nei meetup, come
quegli adulti che in questo nuovo strumento di incontro e azione hanno riposto
la loro speranza, devono essere rispettati. Devono essere aiutati
autenticamente e sostenuti nella loro azione.
Gli avvoltoi invece vogliono nutrirsene per garantire al sistema la
"normalizzazione" anche di questa straordinaria mobilitazione che, davvero, può
essere il fulcro attorno al quale si ritrova quella "società responsabile" per
lavorare e costruire giorno per giorno, l'informazione sui fatti, la
coscientizzazione, l'impegno civile e, quindi, la rottura del "sistema".