[AGGIORNAMENTO AL 5.5.2010 - La Procura di Genova ha avviato la rogatoria per il sequestro di 2 milioni di euro a Montecarlo delle società di Pietro Pesce]
Qualcuno nel 2008 diceva che bisogna vedere se quanto sostenuto dall'inchiesta del pm Francesco Pinto e della Guardia di Finanza avrebbe poi trovato conferma. Qualcuno lo ripeteva anche dopo che i fatti erano divenuti evidenti con l'Ordinanza del Gip. Adesso, nonostante le fughe di notizie che in allora hanno pesantemente compromesso alcuni dei filoni di indagine, si ha la conferma che l'accusa mossa dalla Procura nei confronti del braccio destro del sindaco Marta Vincenzi, ovvero Stefano Francesca, così come nei confronti degli ex consiglieri comunali Ds (ora pd) Claudio Fedrazzoni e Massimo Casagrande, per l'uomo del cardinal Bertone, Giuseppe Profiti, e per Roberto Alessio della Alessio Carni spa, erano più che fondate...

Nella seduta del Consiglio Comunale di Genova, il 20 aprile 2010, a parte un qualche cenno di nervosismo iniziale, il partito trasversale delle speculazioni, con la sua componente "ambientalista color cemento", ha portato a casa l'approvazione del PUO (Piano Urbanistico Operativo) del progetto della Rizzani De Eccher per l'area dell'ex Marcato generale di Corso Sardegna.
Chi non conosce il funzionamento delle assemblee elettive, come il Consiglio Comunale, e delle procedure, potrebbe non aver compreso bene la portata della votazione che si è svolta nella sala rossa di Palazzo Tursi a Genova. Vediamo questa giornata con una rapida ricostruzione dell'iter di questa "porcata" e alcune delle principali criticità.
Esaminiamo dunque nel dettaglio quello che i Consiglieri Comunali (tutti) non hanno visto (o non hanno voluto vedere), stando alla discussione ed ai documenti (ordini del giorno ed emendamenti) presentati. Questo non solo ci dimostra che questa delibera la si è voluta far passare (anche con giochetti di astensioni, voti contrari o uscite dall'aula che servivano solo a salvare la faccia ma garantire che alla fine il provvedimento venisse approvato), ma anche che il Consiglio Comunale ha scelto di abdicare definitivamente al suo ruolo di controllo e indirizzo...
Continuano a divorare il territorio, il Comune di Genova dopo l'approvazione della variante per il Lido (e non solo) si appresta domani a mettere l'ultimo capio al collo della città per garantire la speculazione nell'area dell'ex Mercato Generale di Corso Sardegna. Ecco dunque qualche novità sul capitolo "Lido" e la ricostruzione dettagliata e sintetica della questione Corso Sardegna, con in coda il carteggio tra Casa della Legalità e Comune di Genova... perché non intendiamo cedere...

La necessità di costruire un cambiamento e riappropriarsi del futuro passa dalla verità e dall'unione dei movimenti e cittadini liberi, senza lasciare più spazio ai "paraventi" dei partiti mascherati da sigle di una cosiddetta "società civile" dimostratasi funzionale solo a controllare e depistare le mobilitazioni ed i movimenti sociali lungo strade funzionali al "sistema".
Solo nell'azione concreta, credibile e coerente nei territori si può sconfiggere un sistema compromesso perché piegato da corruzione, mafie e speculazione sfrenata.
Nel compromesso non vi può essere cambiamento perché significa accettazione della ipocrisie politiche che nei fatti, con il partito trasversale degli affari, continuano nell'azione di devastazione di Diritti e Dignità. Per questo i movimenti liberi, dopo la mobilitazione "NoTav NoMafia" del 20 marzo 2010 a Torino, arrivano a Genova... per andare avanti, da nord a sud... Ecco il "manifesto" della mobilitazione del 30 maggio 2010 a Genova...
L'assessore Scidone dopo aver dimostrato di non riuscire proprio a tradurre in pratica le promesse e gli impegni assunti con la cittadinanza, risponde sulla questione dello "squadrone" della Municipale che abbiamo denunciato ieri - clicca qui -, dimostrando di non conoscere la Legge e nemmeno la Costituzione. Ecco l'articolo di Repubblica ed un analisi dei fatti riguardanti il mandato dell'assessore Scidone...
12.04.2010 - Repubblica
Operazione a Sottoripa,
gli attivisti reagiscono e vengono denunciati
Sequestro di merce a un ambulante scontro
fra Casa della Legalità e vigili
Un'operazione dei vigili urbani del Nucleo abusivismo commerciale scatena la polemica tra la Casa della Legalità e il Comune. Tutto succede nel primo pomeriggio a Sottoripa, zona Ponte Reale. Alcuni attivisti della Casa della Legalità vedono arrivare quattro uomini in borghese che, a loro dire, con modi fin troppo rudi, sequestrano senza alcun verbale né procedura d'identificazione merce esposta da una ambulante cinese di circa 60 anni. Gli attivisti intervengono sottolineando l'incongruenza di quel comportamento e chiedono chi fossero. Nasce un battibecco, gli uomini in borghese si allontanano con la merce e raggiungono a Caricamento il loro furgone. Gli attivisti chiamano i carabinieri per far identificare gli uomini in borghese. Subito dopo i vigili denunciano gli attivisti. "Non si sono qualificati e non vedo di che tipo di favoreggiamento si tratti, visto che non hanno neppure identificato la signora cinese", sottolinea Christian Abbondanza. "Il diritto di critica e di controllo dei cittadini è sacrosanto - replica l'assessore alla Sicurezza del Comune Francesco Scidone - ma interrompere e intralciare un servizio contro l'abusivismo, e distogliere da impegni molto più importanti i carabinieri credo siano comportamenti da sanzionare".
Scidone, il cancelliere dell'IdV,
che non conosce la Legge
dell'Ufficio di Presidenza
Noi lo abbiamo detto più volte che al di là delle belle dichiarazioni e degli impegni che assume nei consessi pubblici, l'assessore Francesco Scidone - cancelliere prestato alla politica dall'Italia dei Valori - non conta un fico secco in seno alla Giunta, non riesce a tradurre in pratica le promesse e gli impegni e, cosa ancora più grave, dimostra di non conoscere la Legge, finendo per tentare disperate giustificazioni dell'ingiustificabile...
Non solo non è riuscito a mantenere gli impegni presi nel percorso partecipato con abitanti e associazioni per un uso sociale rapido e centrato sulle esigenze del territorio dei beni confiscati di vico delle Mele, facendosi bloccare la delibera per tre volte da un consulente che in Giunta non vota nemmeno, ma non è mai riuscito a coordinarsi con la struttura dell'assessorato al Commercio che, di fatto, va nella direzione opposta a quella enunciata da Scidone - soprattutto, ma non solo, quando a guidare tale assessorato vi era Gianfranco Tiezzi -. Ma identica cosa si potrebbe dire con gli altri assessorati, come i Servizi Sociali... sino anche al nucleo di Polizia Municipale del centro storico...

A Genova non ci sono (per fortuna) le "ronde" volute dalla Lega e dal Governo che più del pericolo pratico rappresentano un incentivo culturale devastante alla "giustizia fai da te". Genova si fa sempre bella della sua "democraticità" e della sua Resistenza "antifascista", ma in realtà mette in pratica la demolizione dello Stato di Diritto meglio di chiunque altro. Non fa nemmeno i comunicati stampa alla "fiorentina", come l'ex sindaco Leonardo Domenici che si faceva bello delle Ordinanze anti-lavavetri nel nome della "legalità". Qui, con la Marta Vincenzi in Marchese, non parlano, lo fanno... con i deboli naturalmente, ai boss mafiosi danno albergo e licenze, quando non anche gli appalti/subappalti o gli assegni di sostegno sociale. Ecco la cronaca di una domenica a Genova, tra Piazza Caricamento e Porto Antico.
Alle ore 15 circa ci si incontra (Abbondanza e Castiglion) in Piazza Campetto con alcuni amici impegnati sulle problematiche nel centro storico in cui vivono e si impegnano, Pescino e Gobbo. Ci si dirige verso Piazza Caricamento per parlare. All'incrocio di Via Ponte Reale con i portici di Sottoripa - Piazza Caricamento, si incontra per caso un altro conoscente, Andrea, e ci si ferma a fare quattro chiacchiere. All'improvviso dietro le nostre spalle alcuni uomini (cinque), di cui alcuni di grossa stazza fisica, iniziano a strappare alcuni cartoni di una venditrice ambulante (molto probabilmente abusiva), non giovanissima e di origine orientale. La signora dice "no per favore, no", non scappa, non insulta e non aggredisce... cerca di trattenere questi cartoni con braccialetti ed occhiali. Intorno a Lei, lungo Via Ponte Reale, è un tappeto di abusivi... ed anche il Piazza Caricamento se ne vedono molti...

Rimasto senza due suoi alfieri, per lui fondamentali (Franco Zunino all'ambientee Cassini all'agricoltura), Claudio Burlando ha visto in Armando Ezio Capurro l'uomo perfetto per il futuro. Lo ha incoronato nella sua lista civica "noi con Burlando", sottraendolo alla candidatura per l'Italia dei Valori - Lista Di Pietro, ma si sa tra alleati non è mai un problema cedere gli uomini migliori per concorrere insieme verso un roseo futuro. Ed è così che con le ultime elezioni regionali - quelle che in Liguria hanno visto anche in azione nel condizionare il voto la 'ndrangheta - del 28 e 29 marzo scorsi, Ezio ArmandoCapurro non è solo divenuto consigliere regionale, ma è dato in pole position per un assessorato nella nuova giunta di Claudio Burlando.
La 'ndrangheta non è ottusa come la politica ligure e forse per questo riesce ad identificare e consolidare rapporti con gli uomini dei diversi schieramenti e partiti, trasversalmente, per fare i suoi affari (e come abbiamo visto anche l'Idv non è un partito impermeabile, anzi).
Non sono ottusi e se sentono puzza di bruciato cambiano qualche cavallo, così da garantirsi quel che vogliono, attraverso le connivenze e contiguità dei candidati e politici non chiacchierati o compromessi.
Così come prevedibile, quindi, dopo la denuncia pubblica della Casa della Legalità sulla campagna elettorale per Cinzia Damonte, candidata dell'Idv, da parte del boss Onofrio Garcea, hanno cambiato cavallo e mollato l'ormai "bruciata" Damonte (che invece Di Pietro continua a difendere).
Se questa novità è, diciamo, scontata, quello che è sensazionale è che si è aperto l'effetto "domino", che conferma le fondamenta compromesse, poggiate su ricatti incrociati e tipici atteggiamenti e metodi mafiosi, per cui c'è un qualcuno che sta al gioco sporco ma se scoperto e accantonato ci mette cinque minuti a sputtanare i suoi compari per cercare di intimidirli o per far capire che non conviene loro scaricare chi, del gruppetto, è caduto in disgrazia. Vediamo con ordine...
Pubblichiamo la trascrizione di un delirante minestrone di menzogne di Antonio Di Pietro sulla questione della candidata in Liguria dell'Italia dei Valori - Lista Di Pietro alle elezioni regionali 2010, Cinzia Damonte, su cui si è profuso l'impegno di promozione e raccolta voti del boss della 'ndrangheta Onofrio GARCEA.
Di Pietro mente ed è quindi necessario non solo rispondergli e smontare le menzogne punto su punto, ma anche porsi due domande: perché nega i fatti? cosa c'è dietro a questo arrampicarsi sugli specchi per sostenere l'indifendibile?
La questione dell'influenza della 'ndrangheta alle elezioni genovesi e liguri non è una novità, Di Pietro dal 2 maggio 2009, tra l'altro, ha in mano un estratto del rapporto della GdF (peraltro ampiamente pubblicato in rete oltre che dagli organi di stampa) che gli consegnammo a Bologna, dove compare proprio il nome di GARCEA, unitamente ai MAMONE, STEFANELLI ed altri. In allora lo avvisammo che uno dei punti di contatto politica-cosche era dirigente divenuto dell'IdV in Liguria, lui (Di Pietro) disse "abbiamo ritenuto opportuno così" ed oggi, a Genova, la 'ndrangheta fa votare per l'Italia dei Valori.
Leggete voi la dichiarazione di Di Pietro e la risposta. Riflettete e valutate i fatti, buona lettura...
La risposta di Di Pietro è stata di difesa di Cinzia Damonte per quanto noi ed altri (Repubblica, Espresso, MicroMega, il Fatto) abbiamo denunciato (vedi qui). Di Pietro ha scritto sul suo blog che la Damonte proviene dalla società civile, nel senso che è nuova alla politica e che c'è solo "una foto". Di Pietro che non è un ingenuo e che se non è un fesso prima di scrivere si è informato bene (altrimenti che credibilità ha?) dice delle falsità assolute.
La prima cantonata di Di Pietro è di Cinzia Damonte novella della politica proveniente dalla società civile. Infatti la Damonte non viene dall'impegno sociale, ma dai partiti, dalla politica e dall'amministrazione pubblica. Si era candidata in una lista civica senza riuscire ad essere eletta, quindi si candida alle successive elezioni con la lista ad Arenzano dei Ds che porta Luigi Gambino a Sindaco. Poi scoppiano i casini delle concessioni edilizie e Gambino la nomina assessore all'urbanistica. Quando il Comune di Arenzano rischia lo scioglimento coatto vi sono le dimissioni che portano allo scioglimento anticipato e si torna al voto. La Damonte è di nuovo candidata con Gambino ed i Ds, viene rieletta e torna assessore all'urbanistica. Poi passa a Sinistra Democratica, una formazione più piccola dove è più facile emergere. Dove sia quindi una novella della politica ci piacerebbe davvero capirlo!
La seconda cantonata, quella sulla singola foto di cui parla Di Pietro la vediamo per ultima, dando spazio, a questo punto ad una panoramica più ampia sulla Damonte ed il suo contesto, così che sia chiaro quanto sia devastante la questione politica apertasi e che Di Pietro non vuole affrontare, perché, lo dice lui, va tutto bene così!
Procediamo quindi a vedere e approfondire, ed innanzitutto constatiamo che...

Ricordate il senatore Di Girolamo con il boss Pugliese della 'ndrangheta, in posa, uno accanto all'altro? Bene. Pesavate che questo fosse solo un caso isolato? Pensavate che potesse avvenire solo in alcune parti del Paese? Pensavate male. Le mafie fanno affari, li fanno nei territori, a partire dai piccoli Comuni per salire, passando dalle Regioni. Non guardano al colore politico, le mafie... I boss sono pronti ad allearsi con chi accetta di lavorare per gli interessi delle cosche. La recente denuncia di Angela Napoli sul nuovo asse in Calabria tra centrodestra e 'ndrangheta lo hanno confermato. La 'ndrangheta può condizionare il voto, così come Cosa Nostra e le Camorre. E non c'è nessun partito che possa tirarsi fuori e dire io non c'entro... nemmeno l'Italia dei Valori di Di Pietro. Ed è così che dopo l'ombra della 'ndrangheta sulle elezioni amministrative a Genova nel 2007, adesso si ha la prova immortalata nei fotogrammi della Casa della Legalità, su come la 'ndrangheta influenza il voto per le elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010 in Liguria.
Ieri sera...

Dopo i conflitti alle famiglie siciliane a Genova, a partire da Terra di Nessuno con la famiglia CANFAROTTA e 5 milioni di beni sequestrati per arrivare alle misure di prevenzione a carico di Antonino LO JACONO, numero due clan di Piddu MADONIA, nella sua "terra" dell'alta Valpolcevera, la struttura della "decina" che faceva capo a Daniele EMMANUELLO continua ad evolversi...
Atto secondo, in attesa delle risposta alle 10 domande pubbliche

Giovanni Paladini arriva nell'Italia dei Valori nel 2008. Ci arriva ed è boom di tessere. Dopo l'arrivo del suo gruppo giungono nel partito di Di Pietro migliaia di tesserati, ed in Liguria gli iscritti passano dall'ordine delle centinaia a quello delle migliaia.
Da dove viene Paladini? Dalla Margherita, per cui è, in quel momento, uno dei consiglieri regionali in Liguria, insieme all'altro uomo politico di peso, Rosario Monteleone (ora nell'Udc, ma anche lui sempre fedelissimo, come Paladini, a Claudio Burlando con il suo blocco di potere)...

Di seguito, in merito all'articolo che pubblicammo il 14 ottobre 2009 "Italia dei Valori, news dalla Liguria", abbiamo ricevuto una diffida che, naturalmente, pubblichiamo con risposta punto per punto ed aggiungendo 10 domande all'On. Giovanni Paladini (Italia dei Valori - Lista Di Pietro) aspettando una sua risposta, e ribadendo che noi siamo pronti a rispondere in ogni sede...

Leggiamo su "Il Secolo XIX web" che: "Il Pd ligure - ha detto Basso (segretario regionale e candidato, ndr) - è sceso in piazza a fianco del popolo viola per difendere la Costituzione italiana..." Infatti proprio in Liguria il Pd candida Michele Fossa, piduista, già assessore alla sanità della giunta di Alberto Teardo. Ma che facce hanno??? E' davvero curioso vedere il popolo "libero" e "indipendente" scendere in piazza contro il "regime piduista" con chi resuscita i piduisti! Insieme al PD, sinistre varie vi era anche l'Idv di Di Pietro, che già cercò di canidare a Genova un alto esponente della P2, coinvolto nel tentato Golpe Borghese, alias Filippo De Jorio (e poi ne candidò uno in Sardegna, Giuseppe Aleffi).
Tra gli slogan nazionali della manifestazione di oggi ricorrevano, inoltre, quelli che richiavano Sandro Pertini... ma Pertini si scagliò senza mezzi termini contro il clan Teardo (che poi sarà condannato) mentre Craxi lo difendeva e proprio quando scoppiò lo scandolo P2 disse (senza tentennamenti e senza sconti nemmeno ai socialisti di Savona, tra cui Teardo): "Nessuno può negare che la P2 sia un'associazione a delinquere".
Intanto il popolo continua a bere e mangiare popcorn come al cinema e non si accorge che i due POLI non sono alternativi ma semplicemente COMPLEMENTARI, dove non arriva l'uno arriva l'altro, tenendo fede al copione che li mostra in pubblico sulle barricate ed in privato nella grande comune orgia del Potere.
E visto che l'illegalità è patrimonio condiviso dai due schieramenti - e basterebbe leggere le carte che escono dalle inchieste (tutte e non solo una parte, non solo le parti che fanno comodo) dalla Liguria, alla Puglia, dalla Campania alla Toscana e così via - si dovrebbe capire che stando dentro al "sistema" le cose non le si cambia. Pensate un attimo se mai un medico, davanti ad una grave patologia dicesse al paziente, per farlo stare tranquillo di non curarsi, che poi tutto passa? Il paziente davanti alla "favoletta" avrebbe un solo destino: la morte!
Chissà poi cosa direbbero se scoprissero che Claudio Burlando, candidato alla Presidenza della Regione Liguria (senza primarie ed acclamato dalle nomenklature che passano dall'Udc a Rifondazione & C, passando per l'Italia dei Valori e la cd. "società civile") oltre ad essere il nome ricorrente nelle indagini locali (Sanità, Appalti, per arrivare agli amici (suoi) come i Mamone) è anche coinvolto in un indagine della Procura di Milano per il Porto di Lavagna del vecchio Jack Roc Mazreku?
Pare anche che il popolo che scende in piazza per il "rispetto delle regole" si sia anche scordato che la vergogna delle firme taroccate per la presentazione delle liste alle prossime regionali, in Liguria, non è solo quella del Pdl e alleati, ma anche del Pd e alleati.
Di seguito alcune nostre rifressioni di questi giorni che spiegano perchè non abbiamo aderito ad alcuna manifestazione ed una nota di uno degli esponenti del Popolo Viola di Genova che si è ritrovato in piazza partiti e politici che cercavano di mettere la loro etichettina ed inglobarsi la mobilitazione di quandi sono scesi in piazza da cittadini indipendenti e liberi... forse i Partiti e politici locali erano convinti che anche a Genova ci fosse un Mascia pronto ad assecondare gli interessi di partito... e certamente ce ne sono di Mascia, tra i politici e gli emissari di partito, innestati in questo movimento, ma hanno vita un po' dura per i loro disegni, speriamo non solo oggi. Bisognerà solo vedere se il popolo Viola di Genova saprà affermare la propria indipendenza e tenere (o mettere) fuori dalla porta partiti e politici (e colonizzatori mascherati)...




