Si allarga ulteriormente l'inchiesta avviata dalla procura di Genova nel
2006 sugli appalti per l'assegnazione delle mense scolastiche del comune. Ora
coinvolge anche la Asl
2 savonese, mentre emergono ulteriori dettagli, da palazzo di giustizia...
sul
coinvolgimento degli indagati (sarebbero una ventina) i cui uffici e le cui
abitazioni ieri sono state perquisite a lungo dagli uomini della Guardia di
Finanza, intervenuti su richiesta del Pm Francesco Pinto dopo che le prime
indiscrezioni sulla richiesta di custodia cautelare erano trapelate sui
giornali. Secondo quanto ricostruito dallo stesso Pinto, i due attuali
assessori della giunta Vincenzi, Paolo Striano e Massimiliano Morettini, e il
portavoce del sindaco, Stefano Francesca, sarebbero stati pronti ad agevolare
l'imprenditore Roberto Alessio, titolare della "Alessio Carni", per
la fornitura di carne nelle mense del comune. In cambio, secondo l'accusa,
avrebbero ricevuto una sorta di "ricompensa". Si parla di una
consistente mazzetta di cui i quattro, Striano, Morettini, Francesca e
Alessio avrebbero parlato in un incontro a pranzo qualche mese fa. Alessio era
stato introdotto in Liguria da Claudio Fedrazzoni, avvocato, fino all'anno
scorso consigliere comunale a Genova dei Ds. Sarebbe stato lui ad aiutarlo a
partecipare a una gara d'appalto da 15 milioni di euro per le mense della Asl 2
di Savona. Per vincere, secondo quanto avrebbe ricostruito il pm Pinto, sarebbe
stato però necessario l'intervento anche di altre due persone di spicco finite
nell'inchiesta, ovvero Giuseppe Profiti, all'epoca direttore delle finanze
della Regione Liguria, e Alfonso Di Donato, direttore amministrativo della Asl
2. Anche gli uffici di Fedrazzoni e di Di Donato, ieri, sono stati perquisiti a
lungo dalla Finanza. Sulla vittoria della gara d'appalto da parte della
"Alessio Carni", però, fece ricorso un'altra società, la "Pedus
Service", che da tempo aveva in appalto la fornitura di carne nelle mense
della Asl savonese. Sul fronte genovese, nei guai è finito anche un altro
avvocato, Massimo Casagrande, anch'egli fino all'anno scorso consigliere
comunale dei Ds. Secondo indiscrezioni Stefano Francesca, Claudio Fedrazzoni e
Casagrande sarebbero stati i veri collanti con la ditta Alessio, tanto che il
pm Pinto è pronto a accusarli di associazione a delinquere. Striano e
Morettini, nel loro ruolo di assessori, avrebbero avuto il compito di
segnalare alla ditta di Alessio eventuali gare d'appalto "appetitose"
bandite dal comune, per agevolarne la vittoria. I contatti iniziali
erano stati facilitati dal fatto che, dopo la vittoria delle elezioni,
sembrava che Morettini potesse essere nominato assessore alla scuola. La
diversa decisione del sindaco di assegnargli la delega ai giovani avrebbe
complicato le cose, ma non fermato i rapporti tra gli indagati e
l'imprenditore Alessio.