Gli assessori Massimiliano Morettini e Paolo Striano e l'addetto alla
comunicazione istituzionale del Comune di Genova Stefano Francesca hanno
rimesso il proprio mandato nelle mani del sindaco Marta Vincenzi nel corso di
una riunione di giunta straordinaria, alla quale hanno preso parte anche i
segretari dei partiti di maggioranza...
Il sindaco Marta Vincenzi ha accettato, riservandosi di decidere in seguito,
con l'evoluzione dell'inchiesta, che cosa fare della loro disponibilità. È
quanto emerso in una conferenza stampa convocata oggi dal sindaco dopo le
perquisizioni della Guardia di Finanza negli uffici del Comune nella
disponibilità dei due assessori e del consulente del Comune.
«In questo momento non ho elementi per valutare - ha detto Vincenzi -. Spero
che questa inchiesta abbia un esito il più rapido possibile e mi riservo di
dare corso o meno alla remissione del mandato a seconda di quello che accadrà.
Questa situazione mi preoccupa e mi addolora ed ho bisogno di capire cosa è
successo, ma non ho intenzione di lasciarmi andare a reazioni scomposte o
demagogiche dando in pasto qualcuno alle prime pagine dei giornali».
LE PERQUISIZIONI. In mattinata le Fiamme Gialle hanno perquisito le
abitazioni e gli uffici degli assessori comunali ai Giovani e alla città
educativa, Morettini, ed allo Sport, Striano, coinvolti nell'inchiesta
coordinata dal pm Francesco Pinto su presunti casi di corruzione e turbativa
d'asta. È stato inoltre perquisito l'ufficio del responsabile delle relazioni
pubbliche, politiche ed istituzionali del Comune Stefano Francesca, braccio
destro del sindaco.
I finanzieri hanno passato al settaccio anche gli uffici della Regione che
furono di Giuseppe Profiti, professionista legatissimo alla Curia, fino all'11
gennaio 2008 direttore generale delle risorse umane e finanziarie della Regione
Liguria. Già vicepresidente dell'Ospedale Galliera di Genova, Giuseppe Profiti
è oggi presidente dell'Ospedale Bambin Gesù di Roma.
Al centro dell'indagine, in corso da più di un anno, sarebbe un presunto
giro di mazzette pagate dal titolare di una ditta piemontese di catering per
aggiudicarsi i servizi delle mense scolastiche. Non sarebbero al momento in
esecuzione ordinanze di custodia cautelare.
Intanto secondo quanto emerso sarebbero sei le richieste di custodia
cautelare in carcere chieste dal Pm Francesco Pinto al gip nell'ambito
dell'inchiesta sugli appalti per le mense del Comune di Genova. Le ipotesi di
accusa, ora al vaglio del Gip Roberto Fucigna, sono corruzione e turbativa
d'asta in concorso; per tre indagati c'e anche quella dell'associazione per
delinquere.
Le richieste di custodia cautelare sarebbero motivate in un documento di
circa 600 pagine, nella maggior parte delle quali sarebbero riportate
intercettazioni telefoniche. La nuova inchiesta, secondo indiscrezioni, sarebbe
scaturita da precedenti indagini culminate nell'inchiesta denominata «Mensopoli»
in cui figurano cinque imputati già rinviati a giudizio e a suo tempo
arrestati.
«Ad ora abbiamo - ha dichiarato Marta Vincenzi, che oggi era impegnata in un
convegno a Santa Margherita Ligure- un decreto di perquisizione per gli uffici
legati agli appalti delle mense. Lasciamo le porte aperte alla Guardia di
Finanza che sta facendo i suoi accertamenti. Ma non vuol dire che chi ha
ricevuto la visita della Finanza sia automaticamente colpevole».
Il sindaco ha anche sottolineato che «in questo mio primo anno di
amministrazione non sono stati fatti appalti per le mense scolastiche». Marta
Vincenzi ha poi ribadito che la condotta dell'Amministrazione sarà improntata
alla massima trasparenza. Secondo quanto emerso, i finanzieri avrebbero
condotto accertamenti anche in alcuni uffici dello staff del sindaco.