Clamorosa indagine su un presunto giro
di tangenti per i servizi delle mense scolastiche. Tra gli indagati
Stefano Francesca, Giuseppe Profiti, Massimiliano Morettini, Paolo Striano e
Massimo Casagrande. Il Pm Francesco Pinto ha formulato sei richieste di
custodia cautelare in carcere per corruzione, turbativa d'asta e
associazione per delinquere... Re
Bufera giudiziaria sul comune di Genova.
La Guardia di finanza ha effettuato delle perquisizioni in alcuni uffici
di palazzo Tursi nell'ambito dell'inchiesta su presunti casi di corruzione. In
base all'attività investigativa ordinata dalla procura di Genova è possibile
indicare i primi indagati nella clamorosa inchiesta che lambisce il Comune del
capoluogo ligure. Si tratta di Stefano Francesca, portavoce e "braccio
destro" del sindaco di Genova Marta Vincenzi (l'ufficio di Francesca a
Palazzo Tursi è stato perquisito a lungo), di Giuseppe Profiti, professionista
legatissimo alla Curia di Genova, ex direttore generale della Regione Liguria
(i suoi ex uffici sono stati controllati dalle Fiamme Gialle), poi
vicepresidente dell'ospedale cattolico genovese Galliera e oggi neo presidente
dell'ospedale cattolico Bambin Gesù di Roma. Gli altri indagati sono gli
assessori comunali Massimiliano Morettini (Pd) che ha le deleghe per il
decentramento e Paolo Striano (Pd) che ha le deleghe per lo sport.
Infine, è stato perquisito lo studio legale dell'avvocato Massimo Casagrande,
ex consigliere comunale dei Ds durante la precedente giunta guidata da Giuseppe
Pericu.
Arrivano le prime dimissioni.
La bufera giudiziaria che si è abbattuta sul Comune di Genova ha già prodotto i
primi effetti politici. Infatti, mentre è in corso la conferenza stampa del
sindaco Marta Vincenzi, hanno già rimesso le deleghe il suo portavoce, Stefano
Francesca, e i due assessori indagati come lui:Massimiliano Morettini e Paolo
Striano, entrambi del Pd.
La vicenda. Al centro
dell'indagine, in corso da più di un anno, ci sarebbe un presunto giro di
mazzette pagate dal titolare di una ditta piemontese di catering per
aggiudicarsi i servizi delle mense scolastiche. Secondo quanto si apprende da
fonti giudiziarie, le richieste di custodia cautelare in carcere chieste dal Pm
Francesco Pinto sono sei. Al momento, tuttavia, non sarebbero ancora in
esecuzione. Le ipotesi di accusa sono corruzione e concorso in turbativa
d'asta. Tre indagati sono anche accusati di associazione per delinquere. Il Gip
Roberto Fucina dovrà analizzare ora circa 600 pagine di atti, di cui la maggior
parte sono intercettazioni telefoniche. Secondo indiscrezioni la nuova
inchiesta sarebbe scaturita da precedenti indagini culminate nell'inchiesta
denominata "Mensopoli" in cui figurano cinque imputati già rinviati a
giudizio e a suo tempo arrestati.
Vincenzi: "Massima
trasparenza". Il sindaco Marta Vincenzi, che sarebbe
estranea all'inchiesta, spiega di non aver nulla da temere e dice: "Se
qualcuno ha sbagliato la pagherà". I finanzieri avrebbero condotto accertamenti
anche in alcuni uffici del suo staff. "Ad ora abbiamo un decreto di
perquisizione per gli uffici legati agli appalti delle mense - conferma il
primo cittadino attraverso il suo ufficio stampa -. Lasciamo le porte aperte
alla Guardia di Finanza che sta facendo i suoi accertamenti. Ma questo non vuol
dire che chi ha ricevuto la visita della Finanza sia automaticamente
colpevole". Il sindaco ha anche sottolineato che "in questo mio primo
anno di amministrazione non sono stati fatti appalti per le mense
scolastiche". Vincenzi ha poi ribadito che la condotta
dell'Amministrazione sarà improntata alla massima trasparenza e ha convocato
una conferenza stampa tutt'ora in corso.
La maggioranza chiede chiarezza.
"A questo punto occorre fare presto per accertare la realtà delle
cose", ha dichiarato l'assessore ai lavori pubblici, Mario Margini.
Giorgio Guerello, presidente del consiglio comunale ed ex assessore allo Sport
della passata giunta Pericu, ha spiegato di aver saputo quanto sta accadendo dalla
stampa. "Sono colpito - ha detto -. Sarebbe triste se quanto si scrive
fosse vero. E' giusto che la magistratura faccia il suo corso".
L'opposizione attacca.
Di diverso tono i primi commetni dell'opposizione di centrodestra. "È un
esempio della decadenza della nostra città", ha affermato Alberto
Gagliardi. "Ho sempre fatto opposizione contro il malgoverno a Genova - ha
proseguito il consigliere di Forza Italia -, ma non avevo mai pensato ad un
possibile intervento della magistratura. Se la magistratura interviene
significa che le cose sono più gravi di quelle che immaginavo".