Un Carabiniere di Quartiere fuori servizio incrocia il latitante che fa le spese natalizie a Genova Pegli, chiama i colleghi e lo arrestano. Era latitante dal luglio scorso, quando all'allora DDA di Genova guidata da Vincenzo Scolastico (ora facente funzioni di procuratore capo a Genova) pensavano fosse scappato in Canada.
Noi lo avevamo scritto che invece era a Genova (o, al massimo per qualche tempo, in Piemonte), così come avevamo anche pressato sulla comunità perché lo segnalasse, affiggendo locandine con le foto del Garcea e l'invito a costituirsi perché tanto lo si sarebbe preso (articolo e video 1 - video 2). Avevamo anche fatto un appello in calabrese al figliolo del boss, Davide Garcea, così come avevamo fatto notare che era gravissimo che ci siano voluti tre mesi per far scattare il sequestro dei beni intestati al boss ed al figlio, come il bar Go di Sestri Ponente, base fondamentale per le attività della "famiglia".
Mentre qualcuno (alla DDA genovese) che prima diceva che per lui non c'era pericolo di fuga affermava lo dava ormai per sfuggito in Canada, era tranquillo per le vie di Genova. Si era accorciato i capelli... ed aveva perso qualche chiletto dai tempi delle cene elettorali in cui presentava la candidata prediletta dell'Idv... si è bruciato anche i polpastrelli per modificare le impronte digitali. Per fortuna un agente dell'Arma lo ha riconosciuto e non ha perso tempo e così la latitanza è finita.
Adesso speriamo che si convinca che non ha scampo... speriamo che parli dei rapporti con i politici di cui abbiamo ampiamente documentato così come dei dei rapporti con imprese, anche quelle del torinese che abbiamo segnalato a chi di dovere e che lo vedrebbero ben collegato ad un avvocato dell'Udc. Speriamo anche che parli e confessi l'assetto dell'organizzazione comune 'ndrangheta-cosa nostra a Genova, quella che vedeva operare lui e gli altri 'ndranghetisti insieme agli uomini dei Calvo-Fiandaca-Maurici. Anche il figliolo Davide, che conosce bene gli affari della cosca del papino-neo-galetto, speriamo che capisca che non c'è scampo... non c'è via d'uscita se non si sceglie di collaborare con lo Stato.
E non si dica che la famigliola sua, con il Davide, non sapevano dove era... visto che l'Onofrio stesso all'arresto si è detto dispiaciuto per non poter passare il Natale in famiglia... Se era tutto pronto per il Natale perché non lo avete consegnato cari famigliari? Su Daviduzzo, cambia strada, "... Fhanni vidiri cà nascisti masculu..." almeno una volta nella vita!
I mafiosi possono, devono e vengono schiacciati... perché sono dei signori nessuno ed anche se scappano un pochino poi li si prende e l'unica cosa che vedranno solo le mura della cella, dicendo "ciao ciao" ai loro affari ed ai loro beni, perché li si può lasciare letteralmente in mutande!
Ormai, cari GARCEA, siete finiti, come avevamo detto e scritto... almeno dimostrate di avere un briciolo di dignità e liberativi la coscienza, fate vedere di avere un pochino di coraggio da uomini e confessate, raccontate tutto, tanto ormai è chiaro anche a voi che siete finiti!

Confindustria Sicilia ha fatto alcuni passi avanti contro le mafie. Ed altrove? Non solo al Sud, ma anche al Nord non vi è stato alcun seguito, se non qualche dichiarazione sporadica di alcuni. Sentiamo spesso affermare, dagli esponenti nazionali di Confindustria, che in Italia serve legalità... spesso abbiamo anche sentito chiedere pulizia e rigore alla "politica". Ma oltre alle dichiarazioni?
C'è stato il "Protocollo di Legalità" firmato il 10 maggio scorso tra Confindustria e Ministero dell'Interno [il testo integrale - clicca qui] e vi è stata l'adozione del Codice Etico di Confindustria [testo integrale - clicca qui ], dove vi sono impegni precisi. Ma drammaticamente non basta.
La situazione è sempre più devastante (leggi qui) e gli ultimi dati sulla mappa del riciclaggio pubblicate da Il Sole 24 Ore (leggi qui) confermano che non vi è tempo da perdere, soprattutto al Nord...

La Massoneria non è più, da tempo, quella di Mazzini e Garibaldi. Ed in Italia la Massoneria è stata strumento ed è strumento di affermazione di un Potere diverso da quello dello Stato. Vuoi di volontà straniere (a partire dall'UK), vuoi del grande Potere finanziario internazionale, vuoi dei Poteri criminali nel vero senso del termine, mafiosi ed eversivi.
La pagina mai chiusa della Loggia Massonica P2 di Licio Gelli, strumento di intreccio di Potere criminale che vedeva l'allora Cosa Nostra - dominante tra le mafie italiane - sedere al tavolo dei convenuti, si è evoluta ed ha fatto ricchezza dei punti deboli che permisero di scoprirla e colpirla. In parallelo, e sempre di più, è stata la 'Ndrangheta ad usare, attraverso "i santisti", la massoneria per costruire e rafforzare rapporti e collaborazioni (un "dettaglio" sfuggito a Saviano nel suo monologo sulla 'ndrangheta).
Le inchieste in cui è emerso ed emerge il peso della Massoneria nella "colonizzazione" da parte delle mafie delle regioni del centro-nord Italia sono molteplici. E' nell'ambito dei rapporti massonici che gli uomini di mafia, i fratelli di sangue, consolidano le alleanze con i professionisti, i colletti bianchi e, spesso, anche con uomini dei settori di controllo, come agenti delle forze dell'ordine e magistrati, per garantirsi sodali e coperture per il grande riciclaggio, il controllo di appalti e concessioni pubbliche...

[AGGIORNAMENTO, AL 23.11.2010, IN CODA] L'Avvocato Andrea Milani ci scrive (la lettera è riportata integralmente in coda) per dirci che "I richiami suddetti accomunano falsamente la Biella Scavi ai loschi figuri di cui in indagine da Voi riportata, ledendo l'onore ed il decoro dell'azienda e delle sue risorse; mi preme inoltre segnalare come le trscrizioni pubblicate (donde non è lecito ipotizzare un coinvolgimento della società da me assistita, essendo citata da quei loschi figuri di cui sopra senza comunicazione alcuna con la Biella Scavi o sue risorse), siano provento del reato di rivelazione del segreto d'ufficio, essendo atti d'indagine allo stato secretati; col che il loro utilizzo e la loro pubblicazione, oltre a diffamare la mia assistita, costituiscono anche altro reato".
Ma l'avvocato Andrea Milani dovrebbe sapere che le Ordinanze di Custodia Cautelare non sono atti secretati ed accusare qualcuno di violare il segreto istruttorio, quando questa violazione non vi è, costituisce reato di calunnia...




