Ebbene sì quell'equilibrio che per lunghi decenni dominava la città, si è rotto. Incrinatura, dopo incrinatura, sta per crollare definitivamente. Il "patto scellerato" che pezzi delle Istituzioni, a partire dalla classe politica, aveva stretto con il "Potere" criminale subisce i duri colpi della presa di coscienza dei cittadini che non accettano più che vi siano pezzi di territorio abbandonati al controllo, ai traffici ed affari illeciti, delle mafie per salvaguardare quella sorta di pax che garantiva la "tranquillità" nelle "vie" della Genova turistica... ed a qualcuno anche pacchetti di voti e preferenze...
[nel video il servizio del TGR Liguria del 21.10.2008 sulla questione dei beni confiscati e sulla pubblica adunanza. Una sola nota è doverosa rispetto alle dichiarazioni del Questore: secondo gli stessi "criteri" da lui enunciati per classificare i soggetti mafiosi, Al Capone sarebbe Santo e probabilmente avrebbe potuto tranquillamente divenire anche lui Presidente del Consiglio, ops Sindaco di New York, visto che dal punto di vista formale non è mai stato condannato per mafia ma solo per evasione fiscale!]
Qui lo speciale sulla mobilitazione per il Centro Storico di Genova e sulla pubblica adunanza dei Liberi Cittadini con articoli, comunicati, rassegna, foto e video...
La Procura di Genova apre un'inchiesta, affidata alla Guardia di Finanza, ed anche la Corte dei Conti ci sta lavorando.
Ebbene sì, anche su questo avevamo già a lungo parlato e scritto. Nel giugno scorso abbiamo anche presentato una denuncia a carico del Sindaco di Genova per peculato. Non solo abbiamo denunciato pubblicamente quel "passaggio" tra AMT ed AMI spa che se lo avessero fatto due privati cittadini sarebbero finiti in galera all'istante. Lo abbiamo fatto pubblicando il documento integrale della scissione di AMT. Abbiamo indicato quella "vendita" curiosa all'AbitCoop della rimessa degli autobus di Boccadasse, che costituiva il tessallo di una speculazione abilmente pianificata... Ecco gli articoli ed alcuni passaggi di ciò che abbiamo pubblicato...
E' con questo titolo che la storica band marchigiana dei Gang ha intitolato il lavoro con cui ha voluto ripercorrere i canti
contadini e popolari che hanno portato le generazioni dei nostri padri e nonni
a darci un futuro migliore del loro
vissuto. Il recupero delle "radici",
con un viaggio che riporta ai sogni ed alle speranze, al sudore ed al lavoro,
che hanno mosso e permesso quelle grandi conquiste civili e sociali che ci
hanno garantito di vivere in un Paese in cui la Costituzione sanciva
solennemente i diritti inalienabili di ciascuno e l'uguaglianza di ogni uomo e
donna. Ma anche il riappropriarsi di quelle "ali" che permettevano di sorvolare il presente per comprendere che
le proprie speranze, individuali e collettive, possono salvare e scrivere il futuro...
E' una presa di coscienza quella
che sta percorrendo il Centro Storico di Genova. Genova e Bologna sono crocevia delle finanze rosse. Lungo questo asse le casse del PDS-DS (ora PD o quale Fondazione?) incassano soldi, tanti soldi. Molti di questi, guarda caso, dalle società che hanno incarichi, diretti o per appalto, dalle amministrazioni pubbliche (Enti o Società Partecipate). Non servono grandi indagini per svelare tutto questo. Basta partire da un Programma della festa de l'unità, ops dell'unitàdemocratica, vedere qualche delibera e fare qualche visura camerale.
Ma andiamo con ordine...
Non si tratta di una delle iniziative umanitarie per quei territori devastati da catastrofi o guerre, ma di un aiutino in più ad un amico della classe dirigente genovese e ligure, Aldo Spinelli. Si, sempre quello Spinelli amico di Claudio Burlando, che voci maligne vorrebbero presente agli Erzelli proprio in coincidenza con il "contromano" del governatore, ma che certamente è tra i principali indagati per l'inchiesta sul Porto e forse, a questo punto, chissà se non anche per la vicenda delle aree di Cornigliano. No, non parliamo a caso. Pubblichiamo un documento integrale, mai pubblicato da nessuno. Ma prima vediamo di ricapitolare questa "partita"...
Ne abbiamo parlato più volte dei diversi modi di intendere e fare l'Antimafia, dei tentativi (riusciti in buona parte) di normalizzazione della volontà di impegno e della speranza, riconducendo questo all'interno del "sistema" ed evitando accuratamente che determinati equilibri vengano rotti.
Ora crediamo, avendo parlato con molti in più parti d'Italia, che ci mettono, come noi, la faccia e la responsabilità in questa lotta contro le mafie, la corruzione e le collusioni che rappresentano il fulcro della commistione tra Potere legale e Potere illegale, che si debba uscire con assoluta chiarezza. Come al solito in molti lo si pensa ma alla fine serve qualcuno che ci metta la faccia e noi ce la mettiamo nella nostra miglior tradizione, per chiedere chiarezza e coerenza. Quindi partiamo, punto per punto...
Dopo il successo del libro-inchiesta "Il Partito del Cemento", scritto con Ferruccio Sansa, il coraggioso giornalista de "la Repubblica" inizia a scrivere del cemento ligure su un nuovo blog.
In Italia dire la verità è reato. Ormai questo è chiaro. Ed infatti il nuovo
Governo Berlusconi ci riprova a tappare la bocca ad Adriano Sansa, dopo la
vergognosa azione dell'ex Ministro Castelli di alcuni anni fa. E' dai tempi dei
"pretori d'assalto" che provano a piegargli la schiena, i governi di centro-destra
come quelli di centro-sinistra, così come hanno cercato di fermare le sue
inchieste, come, per fare solo due esempi, quella che vedeva coinvolto il
cardinal Siri e la Diocesi in una speculazione edilizia nel cuore di Genova, per
non parlare della prima grande inchiesta sulle tangenti ai ministri per lo
scandalo petroli... L'Antimafia, secondo noi, è soprattutto concretezza, partendo dal fatto che bisogna sporcarsi le mani per poter incidere nel cambiamento sociale e culturale, e parallelamente sostenere l'azione di contrasto dei reparti investigativi e giudiziari. Quando ci si limita a parole, anche belle e sonanti, questo non serve a sconfiggere le mafie. Essere generici non aiuta, anzi rischia di creare polveroni pericolosi e controproducenti. Secondo noi per contrastare efficacemente le collusioni, l'insabbiamento, la corruzione, le contiguità e complicità, come anche l'infiltrazione nell'economia "legale" e negli appalti pubblici, servono attacchi precisi, documentati... svolgendo un corretto e preciso lavoro di osservazione dei fatti, degli atti, di raccolta di segnalazioni...
L'intimidazione per le mafie è una costante, proprio come lo è per il Potere. Possono lavarsi i colletti delle camice, possono farsi dottori, manager, politici, imprenditori e amministratori, possono nascondere quelle macchie di sangue delle banconote, ma il vizio dell'intimidazione non lo perdono mai! Proprio come non lo perde, questo vizio, quel Potere corrotto e colluso, e chiunque di questo sia espressione... ogni qualvolta si sentano puntare addosso attenzioni non gradite, cedono all'istinto, alla loro cultura di impunità. Chi lavora per loro assume, inesorabilmente questo stesso modus operandi, pronto a piegare i principi alla necessità di asservimento a cui è chiamato, quando non invece si pone chino per desiderio di assecondamento del desiderio del potente...
Non siamo a Palermo o Caltanissetta. Non siamo nemmeno a Locri o Lamezia Terme. Nemmeno a Caserta o Napoli. Siamo a Genova, anzi nel cuore della città, a meno di 200 metri dal Porto Antico.
Vi ricordate quei beni confiscati nel 2005 in Vico delle Mele di cui abbiamo a lungo parlato nell'autunno scorso, durante la mobilitazione per far sì che il boss Rosario Caci di Cosa Nostra che li aveva rioccupati venisse fatto sloggiare?
Bene ci sono novità. Probabilmente non c'è niente da fare negli alti Uffici del Comune non vogliono proprio mettersi contro la "decina" dei gelesi di Cosa Nostra legata al clan di Piddu Madonia, fortemente radicata in Centro Storico e soprattutto a Rivarolo (le roccaforti della classe dirigente "eletta" di questa città e regione), che dopo il duro lavoro del giudice della DDA Anna Canepa e dei reparti investigativi che l'aveva debellata, ora si è riorganizzata perfettamente, già quando era ancora vivo Emmanuello Daniele, che a Genova si era sempre trovato bene e che per Caci è sempre stata una persona "squisita"!
Infatti il boss Rosario Caci dopo essere stato costretto a lasciare il bene confiscatogli più di due anni prima, dimora in un albergo indicatogli dal Comune di Genova a spese del Comune! Non solo.
Il Caci, dalle informazioni giunteci, continua ad impedire che si realizzino i lavori di restauro dell'appartamento confiscatogli. Come? Semplice va e minaccia gli operai.
Il nuovo Prefetto di Genova, Anna Maria Cancellieri - che non è come il predecessore Romano - ha immediatamente disposto che gli operai vengano scortati dalle Forze dell'Ordine, per non dare segnali di cedimento. Il Comune, invece, continua a pagare l'alloggio alberghiero al boss e compagnia... un bel riconoscimento come il "grifo d'oro" a quando?
Ci domandiamo anche se qualcuno, vista la grande capacità di movimento e di intimidazione del Caci, abbia mai pensato di chiedere una verifica sulla sua invalidità al 100%.
Per leggere lo speciale sui beni confiscati di Vico delle Mele e sulla proposta di gestione su cui ancora attendiamo una risposta (non siamo mica boss di Cosa Nostra d'altronde, solo semplici cittadini)... clicca qui




