[nell'ordine da sinistra: di spalle uno dei Pellegrino, Chicco Iacobucci (pdl), Giovanni Tagliasco (assessore pdl), Giovanni Bosio (sindaco) Giulio Viale (ex assessore Lega) ed un altro dei fratelli Peleggrino]
Nonostante la "parata"
del sindaco Giovanni Bosio alla fiaccolata
"accendiamo la
legalità" a Sanremo, dove "Libera" si è spinta sino a far
fare anche un intervento contro le mafie al Bosio, il Prefetto di
Imperia, alla fine, ha costituito la Commissione di Accesso che ha
già iniziato il suo lavoro presso gli uffici del Comune di
Bordighera...


Intanto a Bordighera dove il Bosio ha varato una
nuova Giunta è scoppiata la lite con l'ex assessore della Lega Nord,
Giulio Viale. Infatti il Viale in un intervista a Il Secolo XIX
attacca Bosio e gli altri amministratori (alleati) perché hanno
accettato il patto con le cosche in cambio di pacchetti di voti.
Bosio gli replica dicendo che però quegli stessi voti li ha chiesti
anche il Viale per la candidatura della figlia alle Europee (e
divenuta recentemente sottosegretario del Governo Berlusconi).
Ecco
questa "dialettica" è davvero esemplare di cosa sia oggi la
politica!
Viale, se è vero che si era accorto che le cosche
della 'ndrangheta avevano condizionato il voto, perché non ha
denunciato questo gravissimo fatto ed è rimasto assessore fedele
alla maggioranza con il Pdl ed il Sindaco Bosio, zitto zitto (ovvero
omertoso!) sino a quando non sono scattati gli arresti del clan dei
Pellegrino e non è stata richiesto al Prefetto di avviare l'iter per
lo scioglimento dell'Amministrazione comunale per infiltrazione
mafiosa? Se lo sapeva ed è rimasto fedele al patto del silenzio che
copriva il condizionamento mafioso su quel Comune è complice quanto
il Sindaco e gli altri assessori che, addirittura, cercavano di
isolare e smentire i propri colleghi che invece avevano raccontato
gli atteggiamenti intimidatori ai Carabinieri ed alla Procura.
Bosio
in risposta risponde al Viale, in sintesi, dice che le dichiarazioni
di Viale fatte oggi dimostrano che questi è un "opportunista
ipocrita", come dire: lo sapevi anche tu ma ti andava bene!
Ma
come avevamo già detto il Comune di Bordighera non è certamente
l'unico Comune, sia nell'imperiese tanto meno se guardiamo anche a
savonese e provincia di Genova, dove servirebbe con urgenza (prima
che certe carte svaniscano nel nulla) l'invio di Commissioni di
Accesso per mappare l'infiltrazione mafiosa e quindi procedere con
gli scioglimenti (in fretta anche perché chi sa di essere stato
eletto con il voto delle cosche potrebbe far decadere
l'amministrazione così da andare ad un commissariamento ordinario e
scongiurare l'arrivo delle Commissioni di Accesso).
Sulle realtà
delle province di Savona e di Genova continuiamo a mantenere il
massimo riserbo, visto che le Prefetture stanno operando sulle
informative da noi trasmesse, ma sulla realtà dell'imperiese una
cosa dobbiamo dirla.


Dalle intercettazioni e risultanze
investigative contenute negli atti legati all'Operazione "Il
Crimine" sono emersi chiaramente i contatti tra Moio Vincenzo e le
cosche calabresi. E Vincenzo Moio è stato uno dei più importanti
portatori di voti alle scorse elezioni comunali a Ventimiglia, quelle
per intenderci che hanno fatto eleggere Gaetano Scullino. Del sindaco
Scullino Moio è stato sino allo scorso anno anche il vice. Ed in
quel Comune è stato assunto, con un concorso ad unico partecipante -
a quanto segnalatoci -, il figlio di Fortunato Barilaro, considerato
esponente apicale della 'ndrangheta nell'imperiese ed a cui gli
stessi Pellegrino chiedevano autorizzazione persino per la scelta del
legale di uno di loro. Inoltre quel Comune ha visto molteplici
episodi di violazioni urbanistiche non notate, così come l'operare
senza freno sul proprio territorio delle società legate a cosche
mafiose, come, su tutte, quelle dei Pellegrino.
Nell'imperiese
dopo la Porto di Imperia spa (su cui abbiamo già parlato
abbondantemente e su cui è intervenuta di recente anche la Polizia
Postale per sequestrare i documenti che permettono di ricostruire
tutta la rete di subappalti dei lavori, tra cui quelli alle società
di mafia!) è proprio a Ventimiglia dove vi è una delle società
pubbliche che, pur gestendo soldi pubblici ed essendo gestita
direttamente dal Comune, è un enorme buco nero. Si tratta della
Civitas su cui la trasparenza degli atti di gestione (incarichi e
spese) è una vera e propria chimera (pure l'opposizione pare non
volerci mettere troppo il naso, visto l'assordante silenzio). E
Ventimiglia è una delle aree su cui - quando mai troveranno i
soldi - sorgerà una delle "zone franche" che, come è
risaputo, è manna per le organizzazioni criminali ed i faccendieri.
Ed allora: una Commissione di Accesso anche al Comune di Ventimiglia
non sarebbe forse opportuna? Che ne dirà (e farà) il Prefetto di
Imperia?