
Da quando è esploso il caso di
corruzione in atti giudiziari al Tribunale di Imperia (gennaio 2011),
ci domandavamo come fosse possibile che si arrestasse un autista
(Giuseppe FASOLO) e non il principale indagato, ovvero il Presidente
del Tribunale di Imperia, Gianfranco BOCCALATTE...
Se infatti la Procura di Torino aveva
assunto gli elementi di prova sul sistema di corruzione volto
all'adozione di provvedimenti "graditi" ad esponenti della
criminalità organizzata, e l'indagine era arrivata ad una svolta, il
pericolo di inquinamento delle prove e di reiterazione di questo
gravissimo reato non era certamente e specificatamente solo per
l'autista FASOLO ma anche (e probabilmente soprattutto) per
l'indagato "eccellente", il BOCCALATTE.
Appariva quindi anomala quella
situazione in cui il "tramite" del reato di corruzione in atti
giudiziari fosse agli arresti, mentre chi quei provvedimenti, oggetto
della corruzione, adottava o faceva adottare, era libero. Anzi: non
solo libero, ma anche nelle sue piene funzioni, visto che il CSM ha
aspettato mesi per affrontare il caso, senza poi arrivare ad alcun
provvedimento risolutivo.
Quando BOCCALATTE, a gennaio, venne
interrogato - ed il suo autista arrestato - , lo stesso prese alcune
settimane di ferie, mentre sulla possibile assunzione di
provvedimenti da parte del CSM si parlava di "sospensione".
Era infatti marzo 2011 quando il CSM
aprì un procedimento disciplinare su BOCCALATTE per aver
addomesticato provvedimenti di prevenzione a carico di esponenti
della criminalità organizzata, e quello che, al massimo, si
apprendeva potesse succedere era un trasferimento del BOCCALATTE in
altra sede per "incompatibilità ambientale".
Nel frattempo BOCCALATTE è tornato al
suo posto... il CSM non ha adottato alcun provvedimento, mentre -
reggendo l'impianto accusatorio - restava in carcere il FASOLO.
Quindi BOCCALETTE ha chiesto l'aspettativa che gli è stata concessa,
come concesso dal CSM era stato il trasferimento richiesto dallo
stesso BOCCALATTE a Firenze.
Ora, ovvero il 19 maggio 2011, la
Procura di Torino ha richiesto ed ottenuto dal GIP l'arresto (ai
domiciliari) per il giudice BOCCALATTE. La domanda è: perché solo
ora? Ovvero: se vi erano gli elementi per trarre e tenere in arresto
il FASOLO (autista e quindi semplice "tramite") come poteva
restare in libertà (e nelle sue funzioni) il BOCCALATTE (giudice,
presidente del Tribunale di Imperia)?
PS
Il CSM su certi procedimenti
appare molto lento, estremamente cauto... come nel caso del
BOCCALATTE accusato di corruzione in atti giudiziari (a vantaggio di
esponenti della criminalità organizzata), mentre quando si tratta di
esprimere un giudizio su un magistrato integerrimo che ha esercitato
il diritto di critica sancito dalla Costituzione in merito agli
attacchi portati all'Indipendenza ed Autonomia della Magistratura dal
Potere Esecutivo, questo stesso CSM, si mostra assai rapido e
risolutivo nel condannare (come nel caso di Adriano Sansa).
Ne avevamo già parlato di questo -
clicca qui - indicando lo strano "strabismo" del CSM sulla
Liguria (e non solo) e non ci appare che sia cambiata la situazione
visto che, ad esempio, magistrati che si accompagnano pubblicamente
con note prostitute o con massoni legati alla politica (in entrambi i
casi operanti nel medesimo territorio del magistrato) non vengono
minimamente richiamati ad un comportamento consono alla tutela del
prestigio del Potere Giudiziario; così come nulla viene fatto nei
confronti di magistrati con funzioni direttive che, di fatto, non
operano con il proprio Ufficio, a fronte di emergere di elementi
inconfutabili, sulle emergenze investigative relative alla
criminalità organizzata, rendendosi anche protagonista di vicende
quantomeno preoccupanti e "curiose".
Che vi siano magistrati che, con i
propri Uffici, hanno prodotto pesanti inerzie in merito a
procedimenti a carico di personaggi potenti della criminalità
organizzata e finanziaria, è un dato di fatto inconfutabile e che
non possono certo essere risolti con dichiarazioni sui rischi di
infiltrazione nel "futuro" (visto tra l'altro, così, si dimostra
ulteriormente l'inerzia totale sul "presente"), ma questo pare
essere un tema che al CSM non interessi affatto, così come anche non
pare voler essere approfondito dalla Procura competente.