
Si squarcia il velo sulla 'ndrangheta nel Tigullio, nei suoi rapporti con la politica ed oltre...
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La mappatura della Liguria
con le famiglie di 'Ndrangheta
e le radici di Cosa Nostra.
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Quella realtà di Diano Marina
che vorrebbe oscurare i fatti,
oscurando noi. Tutta la storia.
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Le cementificazioni hanno un
prezzo come la mancata messa
in sicurezza del territorio
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La messa in sicurezza latita,
la bonifica è lontana e qualcuno
vuole anche riaprire la Discarica.
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Ennesima conferma sulla centralità della Valpolcevera a Genova per i traffici criminali viene dagli 8 arresti effettuati dalla Squadra Mobile di Genova, diretta da Gaetano Bonaccorso, sabato 26 giugno, tra Genova, Lodi e Calabria.
La droga era l'ecstasy destinata alle discoteche della Riviera, probabilmente quelle legate agli amici degli 'ndranghetisti Nucera e Bruzzaniti che dominano il Tigullio, dove di droga ne scorre a fiumi tranne quando arrivano i controlli, quasi ci fosse un sol levante che segnala il pericolo e la roba "svanisce". Ed il gruppo aveva nella propria disponibilità anche armi, tre pistole con silenziatore...

Le mafie per riciclare e gestire i propri traffici hanno saputo ramificarsi su tutto il territorio nazionale ed a livello internazionale. La Liguria da decenni ha visto l'infiltrazione, ormai sta vivendo una realtà in cui le mafie si sono radicate nei territori, entrando e condizionando l'economia locale così come anche il voto e quindi alcune scelte delle pubbliche amministrazioni. Hanno saputo radicarsi sfruttando la mimetizzazione in quei luoghi dove era consistente la presenza della comunità delle loro terre di origine, ma anche offrendo "risposta" alle richieste di "mercato". Chi compra droga alimenta le mafie; chi compra la merce contraffatta alimenta le mafie; chi gioca d'azzardo alimenta le mafie; chi compra sesso a pagamento da persone sfruttate alimenta le mafie... così come le pubbliche amministrazioni e le imprese che richiedono lavori a basso costo, con lavoratori in nero gestiti dai "caporali", alimentano le mafie; le pubbliche amministrazioni e le imprese che per risparmiare usano le forniture depotenziate e scadenti gestite dalle cosche, alimentano le mafie; le pubbliche amministrazioni e le imprese che per smaltire rifiuti tossici o effettuare finte bonifiche si serve dei "servizi" delle società dei clan, alimentano le mafie. Ecco alcuni esempi di come si è aperta la porta delle riviere e dell'intera Liguria alle organizzazioni mafiose...
Il 23 giugno scorso con l'Operazione META i Carabinieri del ROS hanno eseguito l'ordinanza di custodia cautelare del GIP di Reggio Calabria, su richiesta della DDA, che ha inflitto un colpo pesantissimo alle cosche della 'ndrangheta attive nel territorio di Reggio Calabria oltre che nelle regioni del nord. 42 sono gli affiliati per cui è stato disposto l'arresto a cui si devono aggiungere altri trenta indagati. L'accusa mossa dalla Procura è principalmente di associazione di stampo mafioso, procurata inosservanza della pena, favoreggiamento, turbativa libertà degli incanti, trasferimento fraudolento di valori, estorsione,... con gli uomini delle cosche CONDELLO e DE STEFANO - LIBRI, ALVARO e TEGANO' è stato anche individuato il Sindaco di San Procopio, Rocco PALERMO.
Con l'operazione è stato anche colpito il patrimonio della cosca, con un sequestro di beni per un valore di oltre 100 milioni di euro.
L'indagine parte nel 2006 quando furono eseguiti 34 arresti a carico di soggetti incaricati di sostenere la latitanza e di attività estorsive, di soggetti dediti del riciclaggio con imprese attivate in Emilia Romagna. In quell'occasione si fece terra bruciata intorno all'allora latitante Pasquale CONDELLO, detto il "supremo", che venne poi arrestato nel 2008. Da questa "decapitazione" della 'ndrangheta reggina gli inquirenti hanno proseguito acquisendo informazioni tali da permettere di ricostrauire l'intero assetto dell'oganizzazione, partendo dagli equilibri interni e dalla "sinergia" tra i CONDELLO ed i DE STEFANO - LIBRI, precedentemente contrapposte.
Da questa "mappatura" dell'organizzazione si era individuato l'"organismo decisionale" che le guidava le due cosche, al cui vertice stava il Pasquale CONDELLO, affiancato da Giuseppe DE STEFANO ed altri esponenti apicali delle famiglie, tra cui Pasquale LIBRI che aveva il compito di assicurare il rispetto dei patti tra gli ormai ex opposti fronti.
Pare proprio che non la vogliano capire, o meglio sanno ma fanno finta di nulla e si inventano una "Fiaccolata per la Legalità". Questi sono i politici in Liguria e questa è l'antimafia da corteo, cioè l'ipocrisia totale: prima gli danno quello che vogliono e poi fanno le parate contro.
Alcuni giorni fa abbiamo scritto un analisi attenta della situazione ligure, basata su fatti noti da anni. E' un esposizione ancorata alle risultanze delle inchieste e delle attività investigativa, non su opinioni o suggestioni. E' stata pubblicata dal sito de Il Secolo XIX leggibile a tutti. Ma i partiti, i politici hanno fatto finta nulla e sulla situazione del Ponente ligure hanno partorito un topolino... un topolino già morto: una "fiaccolata" da fare tutti insieme appassionatamente per dirci che si fa lotta alla mafia. Sono ridicoli, anzi vergognosi... e con questa ipocrisia sono anche pericolosi.
Ed ecco perché, schematicamente, con qualche esempio...
Con le ultime operazioni antimafia in Liguria chi sosteneva che questo territorio fosse "indenne" da certe presenze è stato smentito. Vi è però il rischio che le mafie riescano a "deviare" le attenzioni su alcuni sacrificabili per tutelare quello che per loro conta: gli affari.
Leggendo l'Ordinanza del Gip di Sanremo a carico degli esponenti della famiglia PELLEGRINO si comprende che si è davvero all'inizio dell'offensiva giudiziaria contro gli 'ndranghetisti - rileggi quanto abbiamo pubblicato ieri -. Un'azione che dovrebbe muoversi passo dopo passo e che impedirà a lor signori di approfittare di un unica complessiva imputazione.
I primi particolari emersi in merito all'Operazione antimafia di ieri nell'imperiese confermano che i reati contestati sono tipici reati di stampo mafioso: dalle estorsioni alle minacce arrivando anche sfruttamento della prostituzione.
Nella notte tra il 12 e 13 giugno, coordinati dalla Procura di Sanremo, sono entrati in azione un centinaio di agenti dell'Arma dei Carabinieri con l'ausilio anche di due elicotteri e di unità della Guardia di Finanza, in uno scenario che non era quello della Locride o di Palmi, bensì quello tra Sanremo, Ventimiglia e Bordighera.
Gli 'ndranghetisti qui sono "imprenditori", ben inseriti negli appalti pubblici, con licenze ed affari di primo piano. Sono i tre fratelli PELLEGRINO, ovvero Roberto, Maurizio e Giovanni; due fratelli VALENTE, Teodoro e Domenico; Francesco VALENTI; Rocco DE MARTE e Francesco BARILARO...
La mafia non è un ectoplasma, ma è fatta di soggetti ben identificabili e, visto che la mafia fa affari, ha anche delle società ben note e cosiddetti imprenditori capaci di infiltrarsi nell'economia legale con i capitali illeciti, le intimidazioni, ma anche corrompendo chi è necessario. E se questa è la mafia, qui al Nord, in Liguria, significa che qualcuno gli ha aperto la porta, perché altrimenti non avrebbero avuto possibilità di aggiudicarsi appalti e/o subappalti, concessioni e licenze.
Nel ponente ligure da decenni si dice che c'è la mafia, vi erano anche al vaglio centinaia di nominativi su cui si evidenziava l'esigenza di misure quali la sorveglianza speciale, ma tutto restava fermo, nonostante i rapporti dei reparti investigativi. Vi è l'infiltrazione conclamata nel giro del Casinò così come in quello del commercio e quello del movimento terra, dell'edilizia, dei lavori pubblici e delle forniture. Ne abbiamo parlato più volte, ma si continuava col dire che erano presenza "invisibile", quando andava bene, oppure, quando era peggio, che si indicavano "noti imprenditori"...
Partiamo proprio dal tentativo di corrompere un giudice messo in atto dai Mamone, ed in particolare da Gino Mamone. Questi, attraverso Domenico Casagrande, dell'Outlet di Savignone, voleva scoprire se vi era la possibilità di corrompere il sostituto procuratore Francesco Pinto, ovvero il pm titolare delle diverse inchieste che riguardano la sua principale società, la Eco.Ge e lui stesso per associazione a delinquere finalizzata alla turbativa di incanto al fine di "controllare" l'assegnazione degli appalti e subappalti di demolizioni e bonifica nelle aree della Acciaierie di Cornigliano, oltre che per corruzione finalizzata all'ottenimento del via libera del Comune di Genova per la realizzazione del progetto (dell'arch. Vittorio Grattarola) nell'area dell'ex Oleificio Gaslini, quella relativa alle false fatturazioni con creazione di fondi neri da utilizzare per corrompere, ma anche per filoni che portano alla Stoppani tra Arenzano e Cogoleto...
Pubblichiamo integralmente il comunicato stampa
relativo all'Operazione "COSA MIA" con cui la DDA di Reggio
Calabria ha colpito alcune delle principali cosche attive
nell'infiltrazione degli eterni lavori dell'autostrada Salerno Reggio
Calabria, e che ha visto anche procedere ad arresti anche nel nord,
come in Liguria, tra Ceriale e Sanremo. Cogliamo l'occasione per
ringraziare del lavoro svolto la DDA e gli agenti dei reparti
investigativi che hanno condotto l'Operazione...
L'ultima inchiesta della stagione di Exit-Files, l'unica trasmissione che ha ridato un senso al "giornalismo di inchiesta" ed ha dimostrato che si può fare informazione in modo indipendente e senza strabismi, come abbiamo già detto e scritto dopo le prime puntate su Tav e Calabria e che confermiamo senza alcun dubbio dopo le altre su il Vaccino, la Chiesa, la Sicilia, le Bonifiche, San Marino. Ecco la presentazione della puntata dedicata a traffici e rotte di veleni:

L'AZIENDA
CHE HA
RESISTITO
ALLA
'NDRANGHETA,
DENUNCIANDO,
COSTRETTA
ALLA
CHIUSURA
PER LE
OMISSIONI
DEL COMUNE
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"SARZANA.
Tra sinistra,
'ndrangheta,
speculazioni
(e l'omicidio
in famiglia)"
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al 15 MARZO 2015
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DOSSIER SU
"SLOT & VLT
le inchieste,
la storia,
i nomi e cognomi"
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"DIANO MARINA
LA COLONIA"
QUELLA STORIA
CHE QUALCUNO
VUOLE
NASCONDERE
RICOSTRUITA
ATTRAVERSO
ATTI E DOCUMENTI
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DOSSIER SU
"TIRRENO POWER ED
I SUOI COMPLICI"
nel disastro doloso
(ambientale e
sanitario)
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SIAMO DI NUOVO
OPERATIVI ONLINE
(IN ESILIO DIGITALE)
Dal 29 dicembre si è
lavorato sodo per
salvare i dati e portare il
sito in sicurezza all'estero.
Abbiamo cercato, già che
si doveva operare sul sito,
di rinnovarlo e migliorarlo.
Ci sono ancora alcune cose
da sistemare e lo faremo
nei prossimi giorni.
Ma intanto si riparte!
Andiamo avanti.
f.to i banditi
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DOSSIER SU
"PEDOFILIA
E OMERTA'
Savona,
chi sapeva ed
ed taciuto su don
Nello Giraudo?"
con documenti
dell'inchiesta su
don Nello Giraudo
e documenti interni
della Chiesa
- formato .pdf -
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