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La mappatura della Liguria
con le famiglie di 'Ndrangheta
e le radici di Cosa Nostra.
VAI ALLA MAPPATURA
Quella realtà di Diano Marina
che vorrebbe oscurare i fatti,
oscurando noi. Tutta la storia.
VAI ALLO SPECIALE

Le cementificazioni hanno un
prezzo come la mancata messa
in sicurezza del territorio
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La messa in sicurezza latita,
la bonifica è lontana e qualcuno
vuole anche riaprire la Discarica.
VAI ALLO SPECIALE
La famiglia Fotia è famiglia di Africo... ed famiglia di 'ndrangheta. In Liguria i Fotia sono la SCAVO-TER, quindi imprenditori che si son fatti da soli. Operano principalmente in quel ponente dove il racket incendia i mezzi nei cantieri, ma non in quelli dei Fotia, dei Fazzari & Gullace (o degli amici Mamone, Guarnaccia e Stefanelli). No, quando gli appalti e le concessioni le hanno loro, tutto fila liscio, anzi di più, perché vi è come una rincorsa da parte delle Pubbliche Amministrazioni, sino alla Regione Liguria, a far sì che tutto vada sempre nel verso giusto. Ma da quando alla Procura di Savona è arrivato, al posto di Vincenzo Scolastico (ora alla DDA di Genova dove pare attenda il pm Alberto Landolfi - che dice che la mafia in Liguria non c'è ma si dice voglia entrare nell'Antimafia in Liguria-), il dott. Granero qualche problema i signori ce l'hanno... a pertire dall'attenzione che adesso viene posta su certi affari tra concessioni, appalti/subappalti e forniture...
Pubblichiamo la trascrizione di un delirante minestrone di menzogne di Antonio Di Pietro sulla questione della candidata in Liguria dell'Italia dei Valori - Lista Di Pietro alle elezioni regionali 2010, Cinzia Damonte, su cui si è profuso l'impegno di promozione e raccolta voti del boss della 'ndrangheta Onofrio GARCEA.
Di Pietro mente ed è quindi necessario non solo rispondergli e smontare le menzogne punto su punto, ma anche porsi due domande: perché nega i fatti? cosa c'è dietro a questo arrampicarsi sugli specchi per sostenere l'indifendibile?
La questione dell'influenza della 'ndrangheta alle elezioni genovesi e liguri non è una novità, Di Pietro dal 2 maggio 2009, tra l'altro, ha in mano un estratto del rapporto della GdF (peraltro ampiamente pubblicato in rete oltre che dagli organi di stampa) che gli consegnammo a Bologna, dove compare proprio il nome di GARCEA, unitamente ai MAMONE, STEFANELLI ed altri. In allora lo avvisammo che uno dei punti di contatto politica-cosche era dirigente divenuto dell'IdV in Liguria, lui (Di Pietro) disse "abbiamo ritenuto opportuno così" ed oggi, a Genova, la 'ndrangheta fa votare per l'Italia dei Valori.
Leggete voi la dichiarazione di Di Pietro e la risposta. Riflettete e valutate i fatti, buona lettura...
La risposta di Di Pietro è stata di difesa di Cinzia Damonte per quanto noi ed altri (Repubblica, Espresso, MicroMega, il Fatto) abbiamo denunciato (vedi qui). Di Pietro ha scritto sul suo blog che la Damonte proviene dalla società civile, nel senso che è nuova alla politica e che c'è solo "una foto". Di Pietro che non è un ingenuo e che se non è un fesso prima di scrivere si è informato bene (altrimenti che credibilità ha?) dice delle falsità assolute.
La prima cantonata di Di Pietro è di Cinzia Damonte novella della politica proveniente dalla società civile. Infatti la Damonte non viene dall'impegno sociale, ma dai partiti, dalla politica e dall'amministrazione pubblica. Si era candidata in una lista civica senza riuscire ad essere eletta, quindi si candida alle successive elezioni con la lista ad Arenzano dei Ds che porta Luigi Gambino a Sindaco. Poi scoppiano i casini delle concessioni edilizie e Gambino la nomina assessore all'urbanistica. Quando il Comune di Arenzano rischia lo scioglimento coatto vi sono le dimissioni che portano allo scioglimento anticipato e si torna al voto. La Damonte è di nuovo candidata con Gambino ed i Ds, viene rieletta e torna assessore all'urbanistica. Poi passa a Sinistra Democratica, una formazione più piccola dove è più facile emergere. Dove sia quindi una novella della politica ci piacerebbe davvero capirlo!
La seconda cantonata, quella sulla singola foto di cui parla Di Pietro la vediamo per ultima, dando spazio, a questo punto ad una panoramica più ampia sulla Damonte ed il suo contesto, così che sia chiaro quanto sia devastante la questione politica apertasi e che Di Pietro non vuole affrontare, perché, lo dice lui, va tutto bene così!
Procediamo quindi a vedere e approfondire, ed innanzitutto constatiamo che...

Ricordate il senatore Di Girolamo con il boss Pugliese della 'ndrangheta, in posa, uno accanto all'altro? Bene. Pesavate che questo fosse solo un caso isolato? Pensavate che potesse avvenire solo in alcune parti del Paese? Pensavate male. Le mafie fanno affari, li fanno nei territori, a partire dai piccoli Comuni per salire, passando dalle Regioni. Non guardano al colore politico, le mafie... I boss sono pronti ad allearsi con chi accetta di lavorare per gli interessi delle cosche. La recente denuncia di Angela Napoli sul nuovo asse in Calabria tra centrodestra e 'ndrangheta lo hanno confermato. La 'ndrangheta può condizionare il voto, così come Cosa Nostra e le Camorre. E non c'è nessun partito che possa tirarsi fuori e dire io non c'entro... nemmeno l'Italia dei Valori di Di Pietro. Ed è così che dopo l'ombra della 'ndrangheta sulle elezioni amministrative a Genova nel 2007, adesso si ha la prova immortalata nei fotogrammi della Casa della Legalità, su come la 'ndrangheta influenza il voto per le elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010 in Liguria.
Ieri sera...
Non hanno scampo i mafiosi, uno dopo l'altro finiscono dentro, lo sappiano e ci pensino... ma soprattutto ci pensino anche quei "professionisti" che curano gli interessi dei mafiosi, al sud come al nord, e ci pensino i cittadini che possono, collaborando con i reparti dello Stato, far spazzare via una volta per tutte la holding mafiosa.
Oggi è stata la volta di Pasquale MANFREDI, 33enne, tra i cento latitanti più pericolosi d'Italia. Quando scattò l'Operazione PANDORA riuscì a sottrarsi all'arresto, ma nelle prime ore di questo 16 marzo 2010, a Crotone, in Via Kennedy, l'esponente di spicco della cosca NICOSCIA-MANFREDI di Isola Capo Rizzuto, è stato arrestato dalla squadra mobile di Crotone e dallo SCO. Il MANFREDI, killer della 'ndrangheta, responsabile anche degli omicidi di Carmine ARENA e Pasquale TRIPODI, ha tentato di fuggire anche questa volta, dal tetto, ma è finito dove doveva finire: in carcere! Adesso il suo nick su Facebook, "Scarface", non gli servirà più per tenere i contatti con i suoi sodali. Finisce così anche questo signore degno, come gli altri mafiosi, del peggior disprezzo sociale. Fine corsa quindi a Crotone, ma attivo, con la cosca, tra la via Emilia e il west, dove hanno trovato terreno fertile, visto il radicamento in terra emiliana e di Lombardia, a Pavia, dove avevano allestito anche una scuola di guerra.
Del Pasquale MANFREDI si parla ampiamente nel libro "Tra la via Emilia e il Clan". In particolare nel quinto capitolo "Emilia, terra di 'ndrine, estorsioni, armi e droga" che approfondisce, grazie alle risultanze delle attività investigative e giudiziarie, le attività criminali e di inquinamento ed infiltrazione nell'economia delle famiglie mafiose degli ARENA e NICOSCIA, e che parte così: "E' il 20 novembre 2009 quando il Gip di Catanzaro fa scattare l'Operazione contro le cosche della 'ndrangheta degli ARENA e NICOSCIA, da lungo tempo radicate nel nord Italia...".
Pubblichiamo qui di seguito alcuni brevi estratti di questo lungo capitolo del libro (disponibile nella sezione dei legalitabooks)...
Abbiamo appreso che vi era un progetto delle cosche della Piana di Gioia Tauro per uccidere l'on. Angela Napoli. Da sempre sosteniamo la coerenza, determinazione e competenza dell'on. Napoli nell'azione antimafia. Testimoniare la semplice solidarietà non lo riteniamo sufficiente. Così come non lo era quando nel bersaglio delle cosche mafiose sono stati Beppe Lumia o Saro Crocetta, o ancora i magistrati da Caltanissetta a Reggio Calabria, da Palmi a Gela... ed i giornalisti come Lirio Abbate.
Essere vicini ad Angela Napoli significa proseguire in prima persona - mettendoci la faccia e l'impegno concreto - l'azione di contrasto civile alle organizzazioni mafiose, alle collusioni ed alle complicità (sociali, politiche ed economiche), senza alcun tentennamento.
Recentemente Angela Napoli ha denunciato pubblicamente quelle "trattative" politica-mafia che stavano disegnando nuovi "assi" di potere in Calabria in vista delle elezioni regionali prossime. Questa sua denuncia, prova tangibile ulteriore della sua indipendenza di valutazione e impegno antimafia, ha certamente colpito nel segno ed ha dato fastidio proprio a quanti stavano (e stanno) stringendo patti con i boss della 'ndrangheta per garantirsi pacchetti di voti alle elezioni per eleggere il nuovo Presidente e Consiglio Regionale della Calabria, così come per condizionare il voto anche in altre regioni, a partire dal nord, dove la comunità calabrese subisce una pesante influenza delle cosche.
Per questo non diamo una semplice solidarietà formale ad Angela Napoli, non ci limitiamo a testimonianza o parole... ma, come Casa della Legalità, prendiamo impegno ad agire con ancora maggiore energia, nell'azione antimafia civile, nelle inchieste e nella collaborazione con i reparti investigativi dello Stato e la Magistratura per contribuire a colpire le mafie, sino a sconfiggerle, insieme ai loro complici, al sud ed al nord, senza fermarsi davanti ad alcun "santuario" e assumendoci la responsabilità di indicare senza strabismi e sconti quegli elementi di collusione mafia-politica-economia.
Il 27 febbraio 2010 esce il primo I-BOOK della collana "Quaderni dell'Attenzione" promossa dalla Casa della Legalità e da Led.it.
63 “famiglie"
Camorra, 'Ndrangheta e Cosa Nostra,
l'arrivo e l'alleanza delle mafie dell'est...
si mimetizzano, delinquono, riciclano
insieme alla criminalità finanziaria,
alla spregiudicatezza di taluni “imprenditori”
e le complicità dei colletti bianchi...soffocano economia, libertà, dignità e ambiente.
Non solo il braccio “armato” delle mafie,
ma il contesto di collusioni, complicità,
contiguità e convivenze del “sistema emiliano”...
dal vecchio Raul alle Coop sino all’arrivo dei Pizzimbone, gli amici di Dell’Utri
Nel volume anche due ampi capitoli che legano l'Emilia Romagna alla Campania e ci raccontano di collusioni e di affari sporchi, dalla vicenda di Nicola Cosentino a quella di Vincenzo De Luca.
Il libro è curato da Christian Abbondanza e Antonio Amorosi, con prefazione di Ferruccio Sansa.
La presentazione si tiene a Bologna, sabato 27 febbraio 2010, alle ore 21, presso la Sala Conferenza di Via dello Scalo 21 a Bologna.
Interverranno i due autori del libro: Christian Abbondanza, Presidente Casa della Legalità e della Cultura - Onlus, Antonio Amorosi, Assessore alla casa e alle politiche abitative del Comune di Bologna dal 2004 al 2006 e con la partecipazione di: Ivan Cicconi
esperto in infrastrutture e lavori pubblici e autore di numerosi saggi in tema di corruzione e gare d'appalto tra cui si ricorda "Le grandi opere del Cavaliere" [vai all'evento su Facebook]
Leggi l'indice del libro e le info per averlo...
Ci scrive il geometra Achille FRONTINI in merito a quanto contenuto nel volantino distribuito a BUCCINASCO dalla Casa della Legalità e dal titolo "Quando hai la mafia in casa". Nella sua nota il geometra FRONTINI "precisa necessariamente e doverosamente a chiarimento morale e professionale della Sua persona che : per le imputazioni ascrittegli, il Tribunale del Riesame di Milano in data 04 Dicembre 2009 ha escluso le aggravanti relative ad aver commesso il fatto di aver agevolato l'attività del soladizio criminoso Barbaro-Papalia , nonchè l'esclusione di aver commesso falso su atto facente fede fino a querela di falso".
A Pavia le cosche della 'ndrangheta avevano una "scuola di guerra", lì provavano le armi dai bazooka, a kalasninkov, passando per fucili e pistole che facevano comunella nel loro arsenale all'esplosivo C4. Tra Lombardia e Emilia Romagna le cosche di Isola Capo Rizzuto facevano i classici movimenti terra, inquinavano l'economia, facevano estorsioni, progettavano e organizzavano omicidi di mafia... trafficavano droga. Poi per ripulire e reinvestire il denaro sporco c'è sempre il classico mattone. E dove scendevano gli uomini e donne della cosche della 'ndrangheta? A Genova e alla banca genovese per eccellenza, naturalmente e non è una novità visto che uno degli uomini che spuntava fuori nell'Ordinanza "Cento anni di storia" che ha decapitato i PIROMALLI, era un funzionario della CARIGE di Genova.
In questo caso vi sono due mutui avuti dagli istituti bancari di Genova, UNICREDIT e CARIGE, ed uno alla CARIGE, la banca genovese, a Milano... Banche tanto attente e pignole nel chiedere garanzie su garanzie ai poveri cristi, davanti ad esponenti di cotanta "garanzia" hanno emesso questi mutui...
[nel video le dichiarazioni del giovane immigrato a cui hanno sparato a Rosarno e poi quelle dei BELLOCCO, zietto e zietta dell'Antonio arrestato e ri-arrestato in pochi giorni, da cui emerge la menzogna, la mistificazione e l'arroganza tipica della famiglia di 'ndrangheta, le interviste sono state effettuate prima dell'Operazione Vento del Nord]
Nel pubblicare questo video e mettendo online integralmente l'Ordinanza VENTO DEL NORD contro i Bellocco tra Rosarno e Bologna (formato .pdf - clicca qui), vogliamo anche tornare sui fatti di Rosarno, su cui sono già intervenute la Casa della Legalità di Lamezia Terme e di Locri, sottolineando alcuni punti.
Partendo dal presupposto che nulla avviene - soprattutto una rivolta con uso di armi, capace di conquistare l'attenzione mediatica nazione -, in territori controllati dalla 'ndrangheta, senza che le 'ndrine dominanti non abbiano, quanto meno, autorizzato se non direttamente voluto, si pone una questione...


L'AZIENDA
CHE HA
RESISTITO
ALLA
'NDRANGHETA,
DENUNCIANDO,
COSTRETTA
ALLA
CHIUSURA
PER LE
OMISSIONI
DEL COMUNE
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"SARZANA.
Tra sinistra,
'ndrangheta,
speculazioni
(e l'omicidio
in famiglia)"
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"SLOT & VLT
le inchieste,
la storia,
i nomi e cognomi"
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"DIANO MARINA
LA COLONIA"
QUELLA STORIA
CHE QUALCUNO
VUOLE
NASCONDERE
RICOSTRUITA
ATTRAVERSO
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"TIRRENO POWER ED
I SUOI COMPLICI"
nel disastro doloso
(ambientale e
sanitario)
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SIAMO DI NUOVO
OPERATIVI ONLINE
(IN ESILIO DIGITALE)
Dal 29 dicembre si è
lavorato sodo per
salvare i dati e portare il
sito in sicurezza all'estero.
Abbiamo cercato, già che
si doveva operare sul sito,
di rinnovarlo e migliorarlo.
Ci sono ancora alcune cose
da sistemare e lo faremo
nei prossimi giorni.
Ma intanto si riparte!
Andiamo avanti.
f.to i banditi
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DOSSIER SU
"PEDOFILIA
E OMERTA'
Savona,
chi sapeva ed
ed taciuto su don
Nello Giraudo?"
con documenti
dell'inchiesta su
don Nello Giraudo
e documenti interni
della Chiesa
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