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La mappatura della Liguria
con le famiglie di 'Ndrangheta
e le radici di Cosa Nostra.
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Quella realtà di Diano Marina
che vorrebbe oscurare i fatti,
oscurando noi. Tutta la storia.
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Le cementificazioni hanno un
prezzo come la mancata messa
in sicurezza del territorio
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La messa in sicurezza latita,
la bonifica è lontana e qualcuno
vuole anche riaprire la Discarica.
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24.09.2007 – Il Secolo XIX
Denuncia all'Unesco "Cemento sulle Cinque Terre"
di Ferruccio Sansa
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Bogliasco, scoppia la bagarre per il progetto da 24 milioni
in consiglio comunale - Centinaia di firme raccolte contro la nuova operazione immobiliare
SCAMBI D'ACCUSE e qualche violenta litigata, con l'abbandono dell'aula da parte dell'ex sindaco e capogruppo di minoranza, Adelio Peruzzi. A Bogliasco, il primo vero confronto pubblico sul mega progetto da 24 milioni di euro, destinato a cambiare il volto del paese, è andato secondo le previsioni: molto pubblico, molta tensione e la conferma che sull'argomento la polemica è solo all'inizio.
Per quanto riguarda la discussione, il momento più acceso è stato in uno scambio di colpi bassi tra l'attuale sindaco di centro sinistra, Luca Pastorino, e il suo predecessore Peruzzi. Quest'ultimo ha accusato l'amministrazione di aver sprecato 50 mila euro di denaro pubblico per fare i carotaggi (controlli geostatici) del terreno interessato al progetto. Pastorino ha risposto che l'amministrazione precedente aveva sprecato ben di più, bloccando per anni ogni decisione. Interrotto nel suo intervento, Perruzzi si è allontanato sbattendo la porta. Per quanto riguarda il pubblico, da tempo non si vedeva tanta gente al consiglio comunale. Del resto contro il progetto milionario sono state raccolte oltre seicento firme. «Noi, comunque, andiamo avanti - dice Pastorino - anche se ho intenzione di indire un'assemblea pubblica. Inoltre il prossimo 2 ottobre ci sarà un nuovo consiglio comunale sull'argomento». Il piano al centro della discussione sarà portato a termine con il sistema del project financing, cioè con i soldi dei privati. L'intervento è di quelli destinati a lasciare il segno: una piscina nuova di zecca, ma anche un palazzo dello sport, un albergo da ottanta camere, qualche villetta, un centro polivalente (commerciale e artigianale) e una strada circolare e parallela alla via Aurelia che è stata ribattezzata la "mini sopraelevata".Più ancora che le opere residenziali, ricettive e sportive, è proprio la nuova viabilità a dividere maggiormente: «Questa strada di cornice fra via Marconi e via Cavour, parzialmente realizzata con un tunnel, è devastante per il paese», sostiene Serafino Fracas, capogruppo di minoranza, già a capo della protesta di qualche anno fa (risultata vincente), quando mezzo paese si scagliò contro il progetto di costruzione di parcheggi sotto la scuola. Allora era in carica una giunta di centro destra, la cui sconfitta fu provocata in buona parte proprio da quella vicenda. Oggi alla guida di Bogliasco è Luca Pastorino, con una maggioranza di centro sinistra: «Ma l'impressione - aggiunge Fracas -è che lo stile sia rimasto lo stesso; visto che si fanno progetti di enorme portata senza alcun dibattito pubblico». A difendere il ricorso al project financing e le linee generali dell'intervento è naturalmente il sindaco: «Questo progetto rappresenta l'unica soluzione vera per risolvere in un colpo solo tutti i maggiori problemi di Bogliasco, cioè la viabilità che oggi è bloccata dalla presenza dei passaggi a livello, la piscina che è da rifare e la ricettività alberghiera che non esiste». La gara per affidare l'incarico è stata portata a termine in piena estate e sono state due le iniziative imprenditoriali sfociate in altrettante proposte. Uno dei progetti è firmato dalla Codelfa, controllata del gruppo Gavio; l'altro da una cordata formata da quattro diverse società: la Trident e la Ecoedile di Milano, la Rari Nantes e il Tennis Club di Bogliasco.
Edoardo Meoli
23.09.2007 – Il Secolo XIX
L’inchiesta - Slot e Videopoker – 98 miliardi di euro di evasione, tra mafia e partiti
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19.09.2007 – Il Secolo XIX
L’inchiesta - Slot e Videopoker – 98 miliardi di euro di evasione, tra mafia e partiti
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dopo le polemiche
Sì in Regione al residence di Corniglia
Il 7 agosto, nel pieno delle vacanze, la giunta ha dato l'ok a 42 villette con piscina nel Parco delle Cinque Terre
di Ferruccio Sansa
GENOVA. Una delibera passata inosservata. Firmata dalla giunta regionale il 7 agosto, in piene vacanze. Così i lavori per la costruzione del residence con 42 villette e piscina davanti al mare di Corniglia possono cominciare. Il progetto, che ha diviso il centrosinistra e il mondo ambientalista, ottiene il via libera della Regione. Stabilisce la delibera 998: «Su proposta dell'assessore alla Pianificazione territoriale e urbanistica, la Giunta approva il progetto di recupero paesistico ambientale... avente contenuti e valore di strumento urbanistico attuativo». Insomma, si parte. E i primi rilievi sarebbero già cominciati.
Un atto che susciterà senza dubbio polemiche. Il progetto al centro della disputa, prevede la costruzione di decine di villette per un totale di 1.542 metri quadrati , cinquemila metri cubi e 120 posti letto in luogo dell'ormai cadente Villaggio Europa. Due le linee che si affrontavano: la prima chiedeva l'acquisto del terreno da parte del Parco o della Regione e quindi la demolizione degli edifici esistenti, con il recupero dell'area. La seconda sottolineava la difficoltà di questa operazione e proponeva di ricostruire il complesso realizzando, però, edifici più rispettosi dell'ambiente. Questa è stata la scelta della Regione.
Una decisione che ha avuto l'appoggio anche del presidente del Parco Nazionale delle Cinque Terre: «Il problema - spiega Franco Bonanini - è che il vecchio complesso è frutto di un condono. Non solo: i vecchi bungalow stanno ormai cadendo a pezzi e quell'area dev'essere recuperata e resa sicura perché ci passa un sentiero di grande importanza, come quello che collega Manarola a Corniglia». Ma non era possibile acquistare l'area e abbattere l'esistente? «Era difficile, perché il contratto di vendita con cui le Ferrovie hanno ceduto l'area prevedeva il mantenimento degli insediamenti».
Opposta l'opinione degli ambientalisti duri e puri, che annunciano ricorsi. «Parole, parole, parole. Intanto la realtàè che il cemento arriva anche nel cuore delle Cinque Terre. Senza infrastrutture, senza parcheggi per sessanta auto che in quella zona hanno un grande impatto»è la critica di Claudio Frigerio, coordinatore del circolo Verdi Ambiente e Società delle Cinque Terre. «Macché turismo sostenibile, questa è un'operazione di speculazione. Legittima, per un privato, ma non vedo perché gli enti pubblici si debbano ricordare di quella zona soltanto quando ci sono interessi immobiliari in gioco. Possibile che tutti i progetti di riqualificazione debbano cementificare? No, si può e si deve recuperare senza costruire. Il Ponente ligure è saturo e cementificato e così si punta sul Levante. Per non dire dei rischi idrogeologici di quell'area...» conclude Frigerio.
Già, la costruzione del nuovo complesso nel cuore delle Cinque Terre nasce dopo un giallo. S'è parlato di «sbavatura di penna», di «un errore formale». Una cosa è sicura: la zona dove dev'essere realizzato il nuovo complesso del costo di nove milioni di euro, sulle carte di Provincia e Regione fino a poco tempo fa era segnata come inedificabile a causa delle frane secolari che precipitano dai costoni.
Ma all'improvviso le mappe vengono corrette. Niente frane, la zona diventa di nuovo edificabile. Il primo atto è del 27 aprile 2006, parte dalla Provincia della Spezia, area 7 "gestione suolo", ed è diretta al dipartimento pianificazione territoriale della Regione. Si scrive che «effettuate le verifiche del caso, anche sul terreno, è stata conseguentemente eseguita la modifica puntuale delle classi di suscettività al dissesto suggerita».
Cos'è accaduto? Che il 13 aprile la Provincia , dopo una segnalazione ricevuta dalla Regione esattamente un mese prima, ha modificato la cosiddetta "carta del dissesto". C'era un errore, un errore formale - questa la spiegazione - che aveva inserito l'area del villaggio tra quelle a massimo rischio. Quelle in cui non è assolutamente possibile costruire per il pericolo di frane. Un errore formale, per gli enti locali: un tratto di pennarello sbavato. La Provincia così fa calare la classe di rischio. Abbastanza perché gli oppositori del progetto parlino di «un'area per incanto diventata edificabile». Adombrando gravissimi pericoli per la stabilità della zona e per l'incolumità di chi dovesse frequentare il nuovo insediamento. A complicare la situazione arriva, il 19 maggio 2006 da un altro ufficio della Regione una relazione del geologo Daniele Bottero. Le conclusioni? «Il progetto esaminato è in contrasto con i vincoli edificatori imposti dal piano di bacino e si deve esprimere allo stato attuale un parere negativo circa la fattibilità dello stesso».
dal sito DemocraziaLegalità
La questione dei lavavetri a Firenze, anzi la questione dell'ordine pubblico a Firenze, del degrado insomma, della sicurezza sociale per cui Cioni Graziano si è creato un assessorato ad hoc.
Questione spinosa, questione nevralgica, che tocca le corde più vibranti degli umori popolari. Piatto ricco per il consenso e, deve avere pensato il Cioni che ormai nulla ha più da perdere ( in politica), mi ci ficco.
Due parole su 'il Cioni': uomo di polso, sempre in prima linea nelle battaglie difficili, talune sacrosante come la chiusura del centro storico,la ztl allargata, e talaltre devastanti tutte concentrate nei due mandati Domenici, tutte appoggiate dalla frangia ex democrista, tutte difese a spada tratta da tutti e dico e ripeto tutti i diessini in giunta, in provincia, nelle sezioni. nelle case del popolo, al bar e dal giornaliaio.La tramvia, le grandi opere per la circolazione , tunnel inutili , tuboni che forano la collina di Fiesole, parcheggi scambiatori in cui si scambiano solo i favori tra coppie e single goderecci, ovonde e financial projet sempre più arditi che hanno sostanzialmente regalato la città a vari imprenditori ( neppure troppo vari. la Baldassini e Tognozzi, la Tognozzi senza Baldassini, la Baldassini Tognozzi e Pontello, e poi Ligresti , Caltagirone, Fusi, e la Pontello senza tutto il resto...) in cambio della costruzione di case dello studente a chilometri dalle Università, cittadelle universitarie a chilometri dalla stazione e da ogni altro civile insediamento compreso le case dello studente; scavi archeologici cementificati per lasciare il posto a Grandi, Grandissimi Uffizi che sembrano sempre più centri commerciali per paccottiglie d'autore e gadget di iniziative culturali ridicoli ma arguti mezzi per dispensare prebende e per comparite in tv. E poi Centri commerciali che sembrano, e sono, schifezze con la pretesa triste di modernità arrugginita sulle enormi strutture metalliche. E il marchio rosso su campo bianco a ricordarci che il rosso comunque prevale sul colore dei soldi nella nostra , rossa rossa regione.
Domenici e Cioni, il ticket D'Alemiano che con la ribalderia di certi 'grandi innovatori' e la complicità gaudente del margheritame e dell'associazionismo 'dei migliori' anzi, per correttezza, senza che l'associazionismo 'dei migliori' proferisse verbo, ha permesso che la Firenze Parcheggi ( privata, privatissima gestrice della sosta, in mano alle banche e alle assicurazioni) si fagocitasse il territorio pubblico con tanto di armigeri vestiti come sceriffi da operetta a sorvegliarlo, fino a quando - nel silenzio- l'unione europea li ha costretti a rimpastare il rimpastabile per renderla in parte pubblica. Cioni Graziano, per tutti "i'sindaco"( e non è un complimento...) da molti anni, dagli anni in cui nella confusione generata da mani pulite si decise l'elezione diretta dei sindaci e si giocò anche a firenze la carta della società civile con il mansuo musicologo Primiciero di cui il Cioni fu tutore e ombra, in attesa della rentree una volta sopiti gli animi. Animi sopiti, restaurazione compiuta arriva da Roma il Domenici, "il sindaco che ti guarda negli occhi" diceva un suo manifesto nella prima campagna elettorale, mentre te lo butta ner....dice il popolino. Maledetti toscani. Cioni è li, pronto esecutore creativo del corso 'nuovo' dei Ds, quello che ricorda il via del Corso, quella del Psi, per capirsi.
Grazie a Berlusconi gli anni 2001/2005 scorron lieti per l'ammistrazione fiorentina, il 'mostrocattivissimo' al governo garantisce, fa il palo insomma, mentre il sacco della città prosegue: il centro storico si svuota, ammorbato da una politica punitiva fino all'accanimento per chi continua a volerci abitare pur non essendo americano , studente fuori sede, miliardario , nobile o extracomunitario, poichè si suppone che se non sei che un bischero italiano con un reddito medio tu non possa, e non volglia, comprarti una casa di 70mq a 500mila €, nè affittarti un posto letto a nero a 300/400€ ma c'è l'uso di cucina, nè tantomeno affittarti un seminterrato o un fondo commerciale cui è stata cambiata la destinazione d'uso, o una bughigiattolo scrostato e senza vetri con fogna a vista per 1000€ mensili fore più che meno. E allora te ne vai dal centro per trasferirti in quel bel palazzone di che , sul cartello c'è il disegno sarà bellissimo persino con il laghetto e il ponticello, pensa.., stanno costruendo in periferia, vicino al centro commerciale con l'insegna rossa, vicino a un niente pieno di promesse per i Ligresti, i Caltagirone, i Baldassini e i Tognozzi.
Il centro si svuota, io sono rimasta e sotto di me son arrivati 15 senegalesi, piano terra due stanze, pagano 300€ cadauno a una agenzia Immobiliare, vendono le borse in Via dei Calzaiuoli e la notte alle 3 friggono le cipolle nella corte perchè non hanno la cucina.
Il Cioni Graziano, assessore alla sicurezza è il loro miglior nemico; ogni sera i venditori di 'falsi' invadono le strade più note, il ponte Vecchio e le logge famose, ogni sera comincia la recita, ogni sera uguale, regia di Cioni , star i venditori e la polizia, comparse i turisti. L'azione è sempre la stessa, i venditori stendono la mercanzia, fitti fitti uno vicino all'altro, borse firmate, orologi, occhiali , cineserie varie, improvvisamante si sente un fischio e i lenzuoli si avvolgono sulla merce, veloci ma con i gesti sapienti e quasi indolenti di chi interpreta un ruolo, la macchina delle forze dell'ordine fa capolino e fende le comparse che si spostano senza sorpresa, senza domande, i venditori intanto sono nelle stradine nascoste e si sentono ridere o discutere aspettando per rientrare in scena che la macchina abbia girato l'angolo. tra mezz'ora la prossima ronda, tra mezz'ora un altro noisissimo inutile ciak.
Miglior nemico, dicevo, uno che fa 'tanto puzzo' ( tanta scena insomma) perchè è del 'puzzo'che ha bisogno, ha bisogno di clamore di sembrare, di apparire e di consolidare non certo se stesso , mai nessuno a Firenze lo voterebbe sindaco tanto è detestato, quasi come i gobbi (tifosi juventini) tutti li odiano e neppure si ricordano il perchè...,Cioni è in missione , come al solito, per conto del Partito, della realpolitik diessina, del Partito Stato, il partito padrone della città, il partito moloch che tutto crea e soprattuto molto distrugge, ponendo le problematiche attuali (immigrazione, legalità...), nodali per il futuro, come biechi giochi di potere , materiale umano e sociale svilito a mezzo e di conseguenza futuro negato alla nostra società agonizzante.
Ma perchè I'Cioni, si è deciso a passare dalla sceneggiata all'azione forte e dura e pura? Perchè il puzzo non basta più, perchè la paura del mostrocattivissimoBerlusconi è scemata e la fiducia nel 'si dice Premier' Prodi è precipitata, ma sopratutto perchè un altro nemico è comparso all'orizzonte; un nemico pericoloso perchè gli è figlio e fratello, perchè sa quello che lui sa e ha partecipato, silente e conseziente spesso attivo e paludente, a tutti i giochi, a tutti i compromessi, a tutte le scelte al disegno completo e di questo, il nemico, conosce fatti e antefatti: la sinistra democratica insomma.
Nemico infido come una serpe coltivata in seno, nemico che conosce punti deboli e garantisce la coabitazione pacifica solo in cambio di una parte , di una fetta, di un pezzettino di potere. Cioni sa che il nascituro Partito Democratico toscano non puo venire al mondo con pesanti debiti sulla groppa, la gestazione è già dura, il parto sarà lungo e lungo il travaglio, chè il neonato venga al mondo puro e limpido come l'acqua di Publiacqua altro ente compartecipato
(Caltagirone) voluto dalla giunta Domenici che garantisce le bollette idriche piu alte d'italia ai Fiorentini, i quali meno consumano piu pagano ,unici al mondo, credo.
Riassumendo : i lavavetri si sono trovati in mezzo a una bella lotta : Partito Democratico vs. Sinistra Democratica, due fratelli in lite, due figli dello stesso padre in lotta , per una eredità cospicua e quasi garantita a patto che si riesca a nascondere il proprio passato, la propria storia di amminstratori invisi alla città, con un polverone , un clamor di man con elle che confonda il vero con il falso, il fare e il blaterare, il prima e il dopo, il come e il perchè. Cioni 1, Sinistra Democratica 0. Rifondazione e altri squalificati per ingenuità molesta.
*In fiorentino: Chiacchiere, ciarle, stessa radice di ciarlatanerie
dalla Comunità di S.Benedetto al Porto (sito) l'articolo di Don Andrea Gallo pubblicato su Il Secolo XIX
Sindaco, dimmi chi escludi e ti dirò chi sei
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Abbiamo cercato, già che
si doveva operare sul sito,
di rinnovarlo e migliorarlo.
Ci sono ancora alcune cose
da sistemare e lo faremo
nei prossimi giorni.
Ma intanto si riparte!
Andiamo avanti.
f.to i banditi
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E OMERTA'
Savona,
chi sapeva ed
ed taciuto su don
Nello Giraudo?"
con documenti
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don Nello Giraudo
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