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La mappatura della Liguria
con le famiglie di 'Ndrangheta
e le radici di Cosa Nostra.
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Quella realtà di Diano Marina
che vorrebbe oscurare i fatti,
oscurando noi. Tutta la storia.
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Le cementificazioni hanno un
prezzo come la mancata messa
in sicurezza del territorio
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La messa in sicurezza latita,
la bonifica è lontana e qualcuno
vuole anche riaprire la Discarica.
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Scajola si è dimesso non per l'inchiesta giudiziaria (solo all'inizio - leggi qui il rapporto della Guardia di Finanza) ma perché i fatti erano (e sono) innegabili. Questa si chiama "responsabilità politica", quindi indipendente da quella "giudiziaria" che sarà verificata dalla Magistratura.
L'appartamento affacciato al Colosseo comprato con gli assegni di Anemone è un fatto inconfutabile che non hanno permesso nemmeno la classica arrampicata sugli specchi. Non vi era quindi, a disposizione di Scajola, alcuna difesa in grado di reggere davanti all'evidenza dei fatti.
Fortunatamente si è dimesso perché era indecente se avesse, anche solo per un giorno ancora, tentato di mantenere l'incarico pubblico...
I DATI, LA DELIBERA E L'ARTICOLO DI GIGLIOLI
[AGGIORNAMENTO AL 5.5.2010 - La Procura di Genova ha avviato la rogatoria per il sequestro di 2 milioni di euro a Montecarlo delle società di Pietro Pesce]
In Italia si urla spesso alla censura e si promuovono mobilitazioni di giornalisti che scrivono puntualmente su quotidiani, settimanali e che sono spesso ospiti (fissi o quasi) di trasmissioni televisive (oltre che via web). Questi però non fanno informazione indipendente, anche se su reti Rai, fanno militanza e piegano l'informazione al "sistema", al "gioco" delle parti che altro non sono che complementari e che si fondano sul reciproco riconoscimento. Questa è cattiva informazione che devia l'attenzione dei cittadini, che deforma la realtà e la piega all'esigenza di una parte (e quindi anche dell'altra). E' una deriva dell'informazione (cosiddetta anti-regime o di "resistenza") che sempre più spesso cede alla logica "giudiziaria", guardando al tutto sotto il profilo della "responsabilità penale" e non quindi agli elementi ed i fatti che anche (ma non solo) per inchieste giudiziarie, dovrebbero chiamare i cittadini (e quindi la stampa ed i media) ad una valutazione sulla "responsabilità politica" che è, resta e deve restare, distinta da quella giudiziaria e penale (per quelle stesse ragioni che spiegava Paolo Borsellino agli studenti di Bassano del Grappa). Di questa "informazione" di sistema si parla, si discute... provoca quell'eterno dividersi del popolo che meglio di altri venne raffigurato da Guareschi, tra i Don Camillo ed i Peppone... ieri con quelle ideologie, oggi su altro, ma sempre su divisioni fittizie, che portano a guardare, pensare ed agire dentro le logiche che il "sistema" stesso vuole, per alimentare la sua capacità di tenere il tutto nel più assoluto controllo. Ed a questo serve quell'abile uso, in una funzionale spartizione concordata, delle diverse fonti di informazione (stampa, tv e web... oltre alla piazza) che, in uso o in funzione di questo o quel politico o guru, può continuare a manipolare, plagiare ed orientare l'opinione pubblica - e quindi anche i movimenti - dove meglio è a lui e loro conveniente, e dove non mina il "sistema"... 
Ebbene sì, alla fine, la Discarica di Ponticelli pare proprio essere causa di guai seri per politici e pubblici amministratori, oltre che per i fratelli Pizzimbone. Noi ne avevamo parlato già diverse volte e già molto è stato scritto sugli amici di Dell'Utri nel libro "Tra la via Emilia e il Clan".
Adesso l'inchiesta della Procura pare stringere e, se non sarà fermata, porterà ad uno scrollone che giungerà sin dentro al Palazzo della Regione Liguria.
Partiamo dagli indagati della Provincia di Imperia, tra cui l'ex Presidente Gianni Giuliano, appena eletto in Consiglio Regionale con il Pdl. Con questi sono iscritti nel registro degli indagati anche Alberto Bellotti, già assessore provinciale all'Ambiente; Sandro Barla, ex funzionario provinciale ed oggi dipendente del Comune di Sanremo; Daniele Sfamurri, funzionario della Provincia, oltre a Franco Minasso, geometra della Provincia. A loro si affiancano come indagati della Procura anche Pierpaolo Pizzimbone, Davide Bianchi e Luigi Bianchi della Ponticelli srl.
L'accusa che accomuna i pubblici amministratori e funzionari è quella di abuso d'ufficio per il rilascio dell'autorizzazione a scaricare nell'area della discarica di Ponticelli. Su questi, stendo alle risultanze dell'indagine, si è accertato, come ricorda anche Il Secolo XIX che "dal 29 ottobre 2008 sino all'8 marzo scorso avrebbero commesso tutta quella serie di omissioni per favorire Pierpaolo Pizzimbone, Davide Bianchi e Luigi Bianchi, amministratori della Ponticelli s.r.l". Il reato per i magistrati è evidente: "nella consapevolezza dell'ingiusto vantaggio conseguente al comportamento abusivo, vantaggio che, nel caso in esame non poteva sfuggire ai funzionari pubblici, atteso che, col loro provvedimento illecito garantivano alla Ponticelli la continuità della gestione della discarica a seguito dell'ampliamento e, quindi, il conseguimento di cospicui profitti connessi alla gestione"...
Nella seduta del Consiglio Comunale di Genova, il 20 aprile 2010, a parte un qualche cenno di nervosismo iniziale, il partito trasversale delle speculazioni, con la sua componente "ambientalista color cemento", ha portato a casa l'approvazione del PUO (Piano Urbanistico Operativo) del progetto della Rizzani De Eccher per l'area dell'ex Marcato generale di Corso Sardegna.
Chi non conosce il funzionamento delle assemblee elettive, come il Consiglio Comunale, e delle procedure, potrebbe non aver compreso bene la portata della votazione che si è svolta nella sala rossa di Palazzo Tursi a Genova. Vediamo questa giornata con una rapida ricostruzione dell'iter di questa "porcata" e alcune delle principali criticità.
Esaminiamo dunque nel dettaglio quello che i Consiglieri Comunali (tutti) non hanno visto (o non hanno voluto vedere), stando alla discussione ed ai documenti (ordini del giorno ed emendamenti) presentati. Questo non solo ci dimostra che questa delibera la si è voluta far passare (anche con giochetti di astensioni, voti contrari o uscite dall'aula che servivano solo a salvare la faccia ma garantire che alla fine il provvedimento venisse approvato), ma anche che il Consiglio Comunale ha scelto di abdicare definitivamente al suo ruolo di controllo e indirizzo...


L'AZIENDA
CHE HA
RESISTITO
ALLA
'NDRANGHETA,
DENUNCIANDO,
COSTRETTA
ALLA
CHIUSURA
PER LE
OMISSIONI
DEL COMUNE
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Tra sinistra,
'ndrangheta,
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I SUOI COMPLICI"
nel disastro doloso
(ambientale e
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SIAMO DI NUOVO
OPERATIVI ONLINE
(IN ESILIO DIGITALE)
Dal 29 dicembre si è
lavorato sodo per
salvare i dati e portare il
sito in sicurezza all'estero.
Abbiamo cercato, già che
si doveva operare sul sito,
di rinnovarlo e migliorarlo.
Ci sono ancora alcune cose
da sistemare e lo faremo
nei prossimi giorni.
Ma intanto si riparte!
Andiamo avanti.
f.to i banditi
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"PEDOFILIA
E OMERTA'
Savona,
chi sapeva ed
ed taciuto su don
Nello Giraudo?"
con documenti
dell'inchiesta su
don Nello Giraudo
e documenti interni
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