Stimiamo Marcello Zinola e apprezziamo da sempre il suo lavoro di cronista, così come stimiamo Francantonio Granero di cui abbiamo sempre apprezzato il lavoro di magistrato sin dai tempi dell'inchiesta sul clan del piduista Teardo. Nel nostro articolo, dell'Ufficio di Presidenza (non anonimo), abbiamo semplicemente sottolineato che è alquanto singolare la situazione venutasi a creare nel savonese, situazione che può alimentare percezioni di sospetto. Si converrà che è evidente la questione creatasi con l'arrivo all'Ufficio di Procuratore di Savona di Francantonio Granero, considerando che:
- Antonella Granero (figlia di Francantonio), giornalista de Il Secolo XIX di Savona che scrive, senza muovere mai critica alcuna, sulle cementificazioni ed un "blocco di potere" che è quello che, trasversalmente, avvalla e permette il proliferare di speculazioni che continuano a martoriare la costa e le colline di questo territorio.
- Gianluigi Granero (figlio di Francantonio) è dirigente del colosso della Lega delle Cooperative che a Savona, come in Liguria e nelle altre regione rosse (ma non solo!), è molto influente e che in questo territorio (lo stesso di cui si occupa sia Antonella Granero dalle pagine de Il Secolo XIX di Savona, ed il Procuratore di Savona) ha fortissimi interessi economici e finanziari.
Non abbiamo detto nulla di più e nulla di meno, se non una fotografia della situazione. Riceviamo e volentieri pubblichiamo la replica di Marcello Zinola, con immutata stima e con la dovuta risposta, in cui sottolineiamo anche l'importanza di realtà impegnate per l'informazione ed il confronto civile quali "Uomini Liberi" e "Trucioli Savonesi" che mai si sono sottratti dal sollevare, nel silenzio dell'informazione savonese, questioni cruciali e mai hanno omesso di dare spazio a repliche, anche quando queste si evidenziavano puramente pretestuose o infondate...
in riferimento all'articolo dell'Ufficio di Presidenza
"In Liguria situazioni singolari, tra magistratura, giornalismo e coop"
la lettera di Marcello Zinola che riceviamo e pubblichiamo
Alla Presidenza
Alla Casa della Legalità Genova
All'anonimo (secondo stile) estensore del "cappello" introduttivo al pezzo dell'altrettanto anonimo estensore (anche qui non è un mistero, l'anonimato è una caratteristica di molti interventi diffamatori di uno dei siti savonesi da Voi linkati e riprodotti) vorrei dedicare poche righe.
Sono Marcello Zinola, giornalista, uno degli sputtanati dell'articolo da Voi linkato; giornalista de Il Secolo XIX, marito di Antonella Granero (giornalista), cognato di Gianluigi Granero e genero di Francantonio (almeno, nella Vostra ricerca di cotanta mafiosità almeno accertatevi dell'esattezza dei nomi), appartenenti alla holding che, secondo il Vostro giudizio, controllorebbe l'informazione e, di riflesso, anche la giustizia con l'arrivo (il ritorno) a Savona di Francantonio Granero al vertice della Procura del Tribunale. Come se il tutto fosse una cosca mafiosa o per ben che vada, una lobby che tutto controlla, fa e sa. Potreste informarvi sulle splendide carriere seguite da Antonella e Gianluigi: scoprireste di averli probabilmente confusi con altri e di, magari, ben più alto e noto nome.
Ho seguito sempre con attenzione il lavoro de La casa della legalità, a volte anche sottoscritto. Ma la deriva che avete preso e sulla quale veleggiano i siti, quantomeno i due savonesi ai quali fate spesso riferimento, non credo sia condivisbile, né faccia onore a chi fa della legalità (cosa diversa dal legaritarismo e dal giustizialismo) e del rispetto dei diritti-doveri una propria bandiera.
Non credo che il motto da Voi messo sul Vostro sito "Le loro idee camminano sulle nostre gambe" sia quanto chi ha pagato con la vita la vocazione alla legalità, agognasse o volesse vedere affermato.
Mi dispiace davvero che una realtà come la Vostra, senza nulla approfondire, a molto tempo di distanza e senza nemmeno provare ad informarsi cosa è accaduto dopo la pubblicazione di quell'articolo sul sito da Voi linkato con un perfido cappello introduttivo, scelga questo tipo di (pseudo) controinformazione.
Né,per favore, venite a rispondere che avete scritto che "bla bla siamo certi che conoscendo ...". Lo stile è comune a quello di altri personaggi che dicono e scrivono che tizio è un galantuomo, ma che potrebbe anche essere un disonesto insinuando il sospetto che in qualche modo già lo è.
L'antico detto di chi cercava, convinto, "ci sarà pur sempre in giudice a Berlino" credo sia sempre di attualità.
Anche per chi come Voi e altri sceglie di lanciare una manciata di guano nel ventilatore, tanto qualcosa accadrà e, soprattutto, cadrà addosso a qualcuno.
Laicità, giustizia e legalità sono cose diverse dagli "ismi" (laicismo, giustizialismo, legalitarismo) e dello stile da sacerdoti unici investiti della vocazione alla legalità e dell'attribuzione di patenti di serietà, di antimafiosità, pulizia etnico-giudiziaria da Voi seguita nei confronti del mondo che vi circonda.
Prima di spendere il nome di chi vi scrive e dei suoi familiari - liberi poi di farlo, almeno avreste maggiori e anche migliori informazioni - un buon cronista-giornalista (ne avete molti che collaborano con voi, che collaborano in modo palese e e no, ai siti da Voi linkati), comunque una persona normalmente dotata di buon senso e di vocazione alla "legalità" avrebbe alzato il telefono, scritto una mail, chiesto un parere a chi ulteriormente sputtanavate con un link.
Soprattutto conoscendomi di persona, conoscendo Abbondanza chi sono e, soprattutto, da quale parte sto dall'età della ragione. Evidentemente i noti e gli ignoti (anonimi) estensori di pezzi, di giudizi, su siti vari che mi e ci (i miei familiari) hanno riguardato in questi mesi e mesi, a Voi evidentemente noti, sono degni di fede e di credibilità. Ciascuno sceglie come meglio crede, l'importante è che se ne assuma la responsabilità.
Ci sarà pur sempre un "giudice a Berlino", non tanto nel senso di un codice penale o civile, ma dell'onestà del tempo e e delle cose nel restituire alle persone l'onestà violata e messa in discussione, la credibilità personale, professionale, umana messa in discussione. Con modi infidi, meschini e ignobili, spesso con mano e penna ignota. Gli stessi delle persone che Voi dite di volere combattere.
Marcello Zinola
la risposta del Presidente della Casa della Legalità
Caro Zinola,
rispondo personalmente e a nome della Presidenza.
Come prima cosa ti volevo segnalare che quando si legge come autore "Ufficio di Presidenza" significa che i firmatari sono i tre componenti dello stesso (che, come per gli altri "organi" sociali e referenti, sono tutti riportati nella pagina della "struttura"). Questa prima precisazione perché non solo non ci siamo mai (e sottolineao "mai") nascosti nell'anonimato, ma anche perché anche noi, proprio come te e per ragioni evidenti, non apprezziamo chi non si assume le responsabilità delle proprie azioni.
Su "Uomini Liberi" e "Trucioli Savonesi" credo che sia innanzitutto necessario sottolineare che se qualcuno che scrive senza firmare i propri articoli evitando di rendersi riconoscibile, per ragioni diverse, ciò non avviene per il responsabile dei siti, il quale si è sempre assunto ogni responsabilità di questo impegno. Credo che pure a lui farebbe più comodo mascherarsi, quando deve trattare di argomenti scottanti, in qualche blog anonimo... ma questo non lo ha mai fatto e credo sia doveroso e giusto ricordarlo e riconoscerlo. Inoltre sia "Uomini Liberi" che "Trucioli Savonesi" sono due strumenti di informazione e discussione che non hanno mai taciuto le repliche, smentite o commenti che gli sono stati inviati su diverse pubblicazioni. Anche questo è un segno, spero ne converrai, di un interpretare il diritto di replica e/o di precisazione o smentita che sia, che troppo spesso sulla stampa e la televisione non viene riconosciuto e applicato in maniera altrettanto sistematica e puntuale.
Il confronto è lo strumento migliore per offrire alle persone la possibilità di farsi un opinione, soprattutto quando questo è basato, come le notizie, sui fatti. Sui due siti savonesi questo confronto, a volte anche aspro, avviene costantemente e, credimi, è un segno importante e coraggioso in quella terra savonese dove l'eredità dell'esperienza Teardo è ancora troppo ben presente ed attiva, e le esperienze ed il lavoro di questi due siti, in un panorama devastante dal punto di vista dell'informazione indipendente, è certamente utile e vitale.
Venendo al dunque ci teniamo a sottolineare che non abbiamo mai messo in discussione la tua professionalità, che anzi apprezziamo. Come ben sai, se riteniamo una cosa, sulla base di fatti, vera e fondata, abbiamo la brutta abitudine di dirla, scriverla senza mezzi termini. Anche qui gli esempi possono essere molti... abbiamo scritto chiaramente del carattere di "marchettari" di alcuni giornalisti de l'Unità, come Enrico Fierro, così come abbiamo pubblicato le intercettazioni con elementi gravissimi per l'aspetto professionale relativi a Manzitti e Minella di "Repubblica", così come anche nel caso della critica rispetto ad un indipendenza e autonomia dalle fonti a nostro avviso labile, se non inesistente, espresso verso Ava Zunino. Quindi credimi che nessuno ha mai voluto mettere in discussione il tuo lavoro.
Così come nessuno di noi ha mai messo in discussione le capacità e la correttezza di un, a nostro avviso, buon magistrato, quale il dott. Francantonio Granero, di cui abbiamo apprezzato sempre la qualità del lavoro a partire dalla pesante inchiesta sul caso Teardo. Ed anche su questo, permettici alcuni esempi. Non abbiamo usato mezzi termini per parlare di giudici e procuratori in Calabria, tanto da aver - già nel 2006 e quindi ben prima dell'emergere dei casi denunciati da De Magistratis - scritto al Csm chiedendo un intervento. Non abbiamo usato nemmeno mezzi termini quando abbiamo criticato il sostituto procuratore di Savona, Alberto Landolfi. Così come non abbiamo taciuto sulla situazione, a nostro giudizio, di immobilismo rispetto a inchieste su appalti e pubblica amministrazione a Bologna ed in Emilia, tanto, anche qui da aver inoltrato un esposto al Csm. Se non credessimo che il nuovo Procuratore di Savona fosse persona corretta, indipendente ed autonoma, lo avremmo scritto chiaramente senza tentennamenti.
In merito al lavoro di Antonella Granero, abbiamo espresso quello che pensiamo: una legittima critica su quanto traspare dai suoi articoli sulle cementificazioni ed un "blocco di potere" che è quello che, trasversalmente, avvalla e permette il proliferare di speculazioni che continuano a martoriare la costa e le colline di questo territorio. In merito a Gianluigi Granero abbiamo semplicemente detto che è dirigente del colosso della Lega delle Cooperative che a Savona, come in Liguria e nelle altre regione rosse (ma non solo!), è molto influente e che in questo territorio, lo stesso du cui si occupa sia tua moglie dalle pagine de Il Secolo XIX di Savona, sia tuo suocero come Procuratore, ha fortissimi interessi economici e finanziari.
Questo è ciò che abbiamo espresso e firmato, limitandoci a dire che è una situazione singolare, che, ne converrai con noi, rischia di alimentare una percezione pericolosa tra i cittadini. Se avessimo pensato, se avessimo avuto prova, di una commistione di interessi tra i diversi ruoli lo avremmo detto e denunciato senza alcun timore e credo che quanto da noi fatto sino ad ora, anche se ci è costato isolamento e attacca di ogni tipo, dimostri che quando abbiamo elementi e giudizi non ci sia mai limitati dall'esprimerli con nettezza e senza alcun giro di parole.
Abbiamo poi allegato un articoli di "Trucioli Savonesi" ed oggi pubblichiamo la tua replica a questo, come domani pubblicheremo, come abbiamo sempre fatto, ogni replica o smentita che ci è stata inviata. Purtroppo ne riceviamo poche perché qui, come credo tu sappia bene, di solito si preferisce far cadere le cose nel silenzio, riparati da un apparentemente incrollabile "muro di gomma".
Spero di essere riuscito a risponderti chiarendo i diversi punti e resto/restiamo sempre a disposizione per ogni necessità di chiarimento e di spazio.
Buon lavoro e grazie per gli apprezzamenti al lavoro della "Casa della Legalità", anche se mi resta il dispiacere che tu, proprio per come ti conosco, non riesca ad apprezzare la preziosa funzione dei siti savonesi.
Cordialmente
Christian Abbondanza





