"Morzione di richiesta dimissioni del Sindaco"...
Gravissimo che il Sindaco non si sia presentato
oggi in Consiglio Comunale e che la giunta abbia cancellato la
comunicazione già prevista dall'o.d.g. odierno.
Abbiamo depositato un Mozione con cui
chiediamo
formalmente le dimissioni del Sindaco.
La vicenda giudiziaria mette sotto inchiesta parte dei
vertici dell'urbanistica fiorentina e, al di là dei risvolti penali,
fa comunque emergere intrecci e rapporti che privilegiano l'interesse
privato di alcuni operatori, imprenditori, progettisti, e tralasciano
l'interesse pubblico che invece dovrebbe essere l'unica guida delle
azioni di un amministratore.
Noi riteniamo che tutto questo metta in discussione la
disastrosa gestione del territorio cittadino e l'operato di questa
giunta che non ha la credibilità per gestire ulteriormente le
questioni urbanistiche di Firenze, a nessun livello. Riteniamo
gravissimo
che in data 24 novembre il Sindaco abbia difeso la
giunta e il suo operato e si sia opposto a che venisse istituita una
Commissione consiliare di indagine sulle vicende relative
all'insediamento di Castello, i cui lavori avrebbero permesso di fare
chiarezza e ricostruire le premesse, le motivazioni e i passaggi più
o meno lontani di un iter complesso e iniziato negli anni novanta. E'
evidente da documenti publbicati (verbali di sedute di giunta,
intercettazioni) che il Sindaco non poteva non sapere le
modalità con cui venivano gestite le scelte urbanistiche.
Siamo di fronte a una crisi profonda che riguarda il
rapporto fra amministratori e cittadini; siamo davanti a una classe
politica subalterna agli interessi forti e consolidati, indifferente
ai bisogni e alle risposte da dare ai cittadini comuni.
E' una crisi di sistema, che coinvolge in massima parte
il PD a Firenze perchè da decenni ha responsabilità di governo ma
che è trasversale (vedi le richieste della destra al potente di
turno a cui chiede direttive per il comportamento da tenere sullo
stadio a Castello).
Chiediamo perciò le dimissioni di Domenici.
Lo facciamo per ragioni del tutto diverse dal
centrodestra, da cui perlatro ci dividono impostazioni ideali di
fondo: non quindi per chiedere un'alternanza che riguarda un ricambio
nella gestione del potere e mantiene i referenti di sempre, ma per
affermare la necessità di una alternativa, di un profondo
rinnovamento della politica, nei modi come nei contenuti, riportando
al centro la trasparenza, la partecipazione, l'interesse pubblico, la
giustizia sociale.