
Abbiamo assistito ad un pesante attacco alla Costituzione nonostante
già quello stesso attacco fosse stato sventato dalla Corte
Costituzionale: il Lodo Alfano, come il precedente Lodo
Schifani-Maccanico, metteva fondamentalmente in discussione il
principio dell'uguaglianza dei cittadini davanti alla Legge.
Si è fatta tanta confusione, dall'una e dall'altra parte, come se la
Costituzione fosse già stata piegata. Si annunciavano trascinamenti di
popolo prima da una parte, ora li si annuncia dall'altra. Il confronto
"politico" aveva quasi fatto perdere del tutto un fattore essenziale:
le Istituzioni democratiche reggono, anche davanti allo sgretolamento
del senso civile ed ai continui svilimenti a cui sono soggette dalla
classe politica.
La Corte Costituzionale dichiarando illegittimo il Lodo Alfano, che
garantiva impunità alle quattro più alte cariche dello Stato, ha
dimostrato che gli anticorpi in difesa della Costituzione ci sono...
Quello che invece continua a mancare, ed è sempre più preoccupante, è
l'accettazione dei principi costituzionali e del giudizio di
costituzionalità delle Leggi che, in uno Stato di Diritto, è unica ed
esclusiva competenza della Consulta. Quando questo Paese avrà una
classe politica capace di rispetto verso le Istituzioni repubblicane,
significherà che quegli anticorpi si sono diffusi e non assisteremo più
allo svilimento della Costituzione e delle Istituzioni tutte.
Noi, come Casa della Legalità, non avevamo firmato il referendum per
l'abolizione del Lodo perché avevamo fiducia nella Corte Costituzionale
e perché se mai fosse invece prevalso lo svilimento dell'articolo 3,
allora sì che si sarebbe potuto e dovuto procedere ad una mobilitazione
popolare in difesa della Costituzione e, quindi, anche al ricorso al
Referendum abrogativo. Non vi è stato bisogno di questo perché quelle
Istituzioni che, generalizzando troppo spesso, si attaccano in quanto
tali hanno retto ad una decisiva prova, nonostante i tentativi di
condizionamento che vi sono stati.
Il rispetto che si deve alla Corte è quello di attenderne i giudizi,
senza tentare di contrapporre pressioni esterne a quelle che si
accusano e denunciano. Il senso civile è anche responsabilità di
rispetto verso le procedure e le competenze e, come volevasi
dimostrare, sull'articolo 3 della Costituzione non si passa!