
Lo abbiamo sempre detto: Genova e la Liguria sono terra di latitanti...
Carmen Patrizia Muratore, dirigente dell'IdV di Antonio Di Pietro e consigliere regionale nella maggioranza di Claudio Burlando, scrive su "Uomini Liberi" che ha apprezzato molto il libro "Il Partito del Cemento" e poi parla del cemento a Chiavari, la sua città.
Siamo contenti che abbia apprezzato... ma abbiamo un dubbio: ha letto forse un bignami? Unica spiegazione per non dover concludere che fa la gnorri... infatti non si comprende come...
A quanto si legge nel sito ufficiale della IPLOM di Busalla, loro sono un "beneficio" per chi "nel territorio ci vive e lavora" e se poi "in base al D.Lgs. 334/99 e s.m.i. la raffineria Iplom è classificata stabilimento a rischio di incidente rilevante", questa rimane solo una "definizione", non la realtà - secondo loro! - perché "nel caso dei peggiori eventi incidentali ipotizzati, la cui probabilità di accadimento è estremamente bassa (sic, ndr), non si generano effetti immediati per la popolazione e per l'ambiente." Sono straordinari... dei veri benefattori: "Iplom, radicata al territorio della Valle Scrivia, ha intrapreso molte attività per rendere compatibile il rapporto con la popolazione locale. Oltre alla sponsorizzazione sportiva, la raffineria organizza numerosi Open Day per far conoscere la realtà produttiva e le innovazioni tecnologiche alla popolazione. Con le scuole si svolgono molte attività didattiche. E non ultimo viene organizzato un torneo di calcio locale a scopi benefici in collaborazione con enti locali e altre aziende."
E proprio oggi la IPOLM di Busalla, dalle 18 alle 20, si è aperta per un "Open Day"... ed appena terminato, visto che è tanto sicura, ha donato un nuovo incidente, con un incendio che i Vigili del Fuoco hanno faticato a domare, e conseguente blocco delle strade, autostrada e ferrovia...
La situazione del centro storico genovese continua a dare segni di assoluta "tranquillità". Ne parlavamo la settimana scorsa con Don Luigi Ciotti, prima dell'incontro su "Diritti e Responsabilità". Ne abbiamo scritto e riscritto, abbiamo pubblicato la mappattura delle segnalazioni che i cittadini hanno fatto agli Uffici preposti, a partire dalla Prefettura (funzionario Pasquale Gioffrè) passando per il Comune con il Sindaco Vincenzi e l'Assessore alla Sicurezza, che parla bene ma poi...
La Fondazione Teatro dell'Archivolto ha dichiarato che non riescono ad andare avanti. Hanno detto di avere due milioni di debiti. Ora se questo è vero ci sono solo due alternative:
1) Hanno due milioni di euro (4 miliardi di vecchie lire) di debiti ereditati dalla partita "Teatro Modena", nonostante i contributi pubblici e la copertura dei mutui da parte del Comune di Genova, e quindi è falsa la perizia giurata depositata al Tribunale di Genova;
2) Hanno due milioni di euro (4 miliardi di vecchie lire) di debiti di debiti creatisi dal 2004 al 2008, con la disponibilità del Teatro Modena e della sala polivalente collegata, per cui è stato fissato un canone di affitto di circa 6 mila euro anni (meno di un appartamento!), e senza più onere per sistemazione della struttura (come dichiarato nella perizia giurata);
3) Non è vero che hanno due milioni di euro (4 miliardi di vecchie lire) di debiti, e nonostante i consistenti finanziamenti pubblici (comunali, provinciali, regionali, ministeriali) che già ricevono vogliono di più...




