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La mappatura della Liguria
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20.03.2007
Lettera aperta al Direttore de l'Unità sui fatti dei casi Fortugno-Asl-Laganà
(inviata a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., ricevuta e ora in attesa di pubblicazione)
Egregio Direttore,...
14.03.2007 - GENTE - intervista commentata
La vedova di Fortugno replica alle accuse di truffa
”Così distruggono la memoria del mio Francesco”
Gli stessi giudici dell’inchiesta sull’assassinio del vice presidente del Consiglio della Calabria indagano sulla vedova Maria Grazia Laganà, deputato dell’Ulivo, per la gestione della Asl di Locri. Ma lei non ci sta: “Non avevo nulla a che vedere con forniture e assunzioni”...
Apprendiamo da indiscrezioni giornalistiche alcuni nuovi elementi sui casi Fortugno, Asl di Locri e Laganà.
1) Tace davanti ai magistrati e si confessa a “Gente”
Dalle anticipazioni di un intervista che la signora Laganà avrebbe rilasciato a Gente (nel nuovo numero) afferma: “Stanno cercando di distruggere la memoria del mio Francesco. Mi si accusa di aver fatto quelle cose che mio marito si era sempre rifiutato di fare: truffare la Asl nell'acquisto di alcuni presìdi, tra l'altro mai comprati dall'azienda ospedaliera. Io sono un medico chirurgo, ero vicedirettore sanitario dell'ospedale di Locri e il mio ruolo era la gestione e il controllo delle cartelle cliniche. Non avevo nulla a che vedere con le forniture o le assunzioni. Ho presentato una memoria difensiva ai magistrati di Reggio Calabria in cui spiego tutte le mie ragioni”. Sull’omicidio del marito: “Ha una netta matrice politico-mafiosa. E l'enormità di questo delitto sta anche nel fatto che non avevamo ricevuto alcuna minaccia. Io, poi, ho accettato di candidarmi in Parlamento perché voglio continuare quello che stava facendo Francesco.”
Già qui vi sono affermazioni mentognere, gravissime da parte di un parlamentare componente della Commissione Parlamentare Antimafia ed ennesime contraddizioni nel merito. Vediamole.
Intanto afferma nuovamente l’accusa che lei sia vittima di delegittimazione. No, cara signora, lei è indagata. Questa è una cosa diversa. Se è innocente lo può provare se è colpevole ne risponde. Il procedimento giudiziario ha delle regole, lo screditare i magistrati non fa parte del diritto alla difesa e tacere è ostacolo alla giustizia, soprattutto per un rappresentante Istituzionale, anche parte lesa di un processo per l’omicidio del consorte, che meriterebbe un contributo alla chiarezza anche da parte sua. Come indagata, in un procedimento penale, può concorrere al raggiungimento della verità processuale, cosa ben diversa dal tentativo di sottrarvisi.
Anche l’Associazione Nazionale Magistrati, sia di Reggio Calabria che Nazionale, le ha già ricordato, con molto garbo, che non sono tollerati attacchi alla magistratura, il diritto alla difesa è cosa diversa!
Inoltre lei afferma altre falsità. Lei è stata si assunta come medico chirurgo (tra l’altro, a quanto ci risulta, con una rapidità sconcertante di assunzione, per i tempi della Calabria – e non solo –, tra laurea, specializzazione ed assunzione), ma Lei nella Asl di Locri era Vice Direttore Sanitario e Responsabile del Personale (si contraddice di nuovo? nega quello che ha dichiarato 15 giorni dopo l'omicidio di Franco, alla RAI, quando parlava di "episodi sgradevoli" e negava interessi della mafia sulla ASL?) e non quella che dichiarerebbe oggi a Gente: ruolo di gestione e controllo delle cartelle cliniche.
2) La DDA di Reggio rigetta il ricorso e gli avvocati negano
Dalle notizie Ansa la Direzione Distrettuale Antimafia ha rigettato il ricorso presentato dai legali della Sig.ra Laganà (il cugino Sergio Laganà e l’avvocato Antonio Mazzone, già legale dei Cordì, che abbiamo già conosciuto).
Il ricorso presentato in occasione dell’interrogatorio (dopo due rifiuti a comparire!) a cui la Signora si era avvalsa della facoltà di non rispondere, chiedeva il trasferimento alla Procura Ordinaria di Locri, quella di fronte casa.
Le motivazioni, come avevamo cercato di spiegare anche noi, quando una DDA apre un procedimento, non sono bazzecole. La signora sosteneva, con i suoi legali, che era indagata per una sola fornitura e che lei non c’entrava. Ma noi avevamo spiegato che le forniture, come le convenzioni, gli appalti e le assunzioni ed anche gli incarichi, relative alla ASL di Locri, sono oggetto di indagine della DDA per le infiltrazioni mafiose in quella ASL (di cui era uno dei massimi responsabili, proprio la signora!) accertate e mai smentite, già evidenti leggendo la seconda parte (la prima è coperta da segreto istruttorio della DDA) della Relazione Basilone (ricorda?!?) che ha portato al Commissariamento della ASL sua, del povero Franco, di suo padre e suo cognato (ma anche di questo avevamo già parlato).
Infatti la DDA , smentendo le dichiarazioni della signora e dei suoi legali, nelle motivazioni di rigetto avrebbe sottolineato che la sua posizione è parte integrante di altri procedimenti in corso che per il profilo di competenza attengono alla Procura distrettuale antimafia.
Qui vi è un particolare, sempre degno di chi, come la signora, vuole verità e giustizia. Dell’Avviso di Garanzia la signora a fornito sue dichiarazioni, senza farlo leggere. Oggi i suoi legali (Laganà e Mazzone) avrebbero dichiarato di non aver ricevuto nessuna comunicazione in merito al rigetto della loro istanza da parte della DDA, peccato che alla DDA risulti che loro lo abbiano ritirato.
Concludendo
Leggeremo con attenzione “Gente” e poi ci ritorniamo. Intanto la signora Laganà che ha accettato il sacrificio di essere eletta in parlamento (e nominata in Commissione Antimafia) per continuare nella battaglia di suo marito contro la ‘ndrangheta (che però non risulta agli atti di alcun ufficio, se ci fornisce documentazione la pubblichiamo con piacere!), non ha ancora rassegnato le dimissioni dalla Commissione Antimafia, nemmeno dopo il sollecito pubblico nostro e di DemocraziaLegalità e nemmeno dopo l’invito di altri calabresi che quali l’On. Angela Napoli ed Elio Veltri, che con costanza e trasparenza combattono da decenni a viso aperto la 'ndrangheta (loro si!). Forse non ha recepito nemmeno la Presidenza della Commissione: il conflitto di interessi della Signora membro dell’Antimafia (con poteri equivalenti a quelli dell’autorità giudiziaria) e indagata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, è eclatante, senza precedenti e destabilizzante per le Istituzioni dello Stato.
E’ ormai lapalissiano che la signora Laganà stia utilizzando la sua carica e la sua veste di vittima per sottrarsi dal fornire elementi utili alla ricerca di verità e giustizia sull’Omicidio di suo marito, sui rapporti con le cosche della ‘ndrangheta (le intercettazioni e le frequentazioni! Su cui tace sempre) e sulle infiltrazioni nella Asl di Locri. Adesso basta. Parli nelle sedi idonee e fornisca elementi di prova sulle accuse che muove o la pianti. Non lanci messaggi cifrati. Parli di quello che succedeva nella ASL, delle conversazioni e frequentazioni con uomini della ‘ndrangheta. Smetta di latitare le conoscenza dirette dei fatti che lei ha! Rispetti lo Stato!
Agazio Loiero e Doris Lo Moro, rispettivamente Presidente della Giunta e Assessore alla Sanità della Regione Calabria, sembra proprio che vivano e frequentino altri pianeti. Infatti si dimostrano sordi e ciechi rispetto alla realtà che dovrebbero governare, e sui cui avrebbero dovuto svolgere quel potere di controllo che nella Sanità compete proprio alla Regione e su cui invece hanno preferito latitare. La Sanità calabrese, quelle delle ASL, degli Ospedali e quant’altro, è un disastro pubblico conclamato, quanto, contemporaneamente una manna (nel senso di mangiatoia) della ‘ndrangheta...
Pubblichiamo la Relazione del Prefetto De Sena, “Lo spazio scurezza, libertà e giustizia nella Regione Calabria”. Ringraziando il Sole 24 Ore per averla pubblicata, crediamo doveroso un ringraziamento al Prefetto De Sena per la precisa, corretta e decisa analisi della situazione con proposte dettagliate, sia di metodo che di merito. Auspichiamo inoltre che questa venga anche letta dal Presidente del Consiglio, Romano Prodi, al fine che questi possa, evitando altre “scivolate” come quella alla Camera, iniziare a far adottare al Governo provvedimenti seri e concreti, ponendo la lotta alle mafie come priorità nazionale.
LO SPAZIO SICUREZZA, LIBERTA’ E GIUSTIZIA NELLA REGIONE CALABRIA
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Condividiamo i comunicati della ANM di Reggio Calabria e della Giunta Esecutiva Centrale dell'ANM (che pubblichiamo di seguito), che - nonostante gli insulti rivolti alla magistratura - risponde agli attacchi, mantenendo l'equilibrio dei toni consono al suo ruolo, volto a richiamare in modo fermo, chiaro e preciso, sottolineando la posizione dell'On. Laganà, derivante dalla "duplice" veste della signora (parte offesa in un processo ed indagata in altro procedimento). Le accuse formulate nei toni e nella sostanza dall'On. Laganà (generici e senza alcun riferimento specifico o denuncia conseguente) sono dirompenti e non rientrati nella dialettca processuale nella quale essa ha il pieno diritto di difesa, bensì sono delegittimanti e rientranti in qualla pratica di difesa "dal processo" (non "nel processo) che è alla base dello screditamente della magistratura e di rifiuto delle regole processuali. Dichiarazioni su cui abbiamo già parlato il 3 marzo ed ancora il 6 marzo. Come avevamo anche sempre scritto, il comunicato dell'ANM sottolinea che la magistratura non ha timore di affrontare le "devianze" che in essa possono esserci. Questo è lapalissiano anche rispetto alle ultime vicende e l'avevamo, insieme a DemocraziaLegalità, affrontato anche già in una Lettera Aperta, nel novembre 2006, al CSM ed alla Procura Nazionale Antimafia, che risulta, peraltro, essere stata considerata, anche in riferimento alla soluzione del "conflittualità" ed alle "anomalie" che si sono viste in occasione della nomina di un nuovo componente della DDA di Reggio, egregiamente risolta dal CSM (dopo anche l'intertvento della PNA) con la nomina del giudice Boemi, divenuto anche nuovo coordinatore della DDA di Reggio Calabria.
la Casa della Legalità
ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI
Giunta Distrettuale di Reggio Calabria...
Cercare una risposta a questa domanda è lavoro delicato. Andiamo con ordine e ragioniamo.
La dott.ssa Laganà non dice, non riferisce nulla di quello che sa e quello che sa è sicuramente molto. Non solo ma nega e contraddice la realtà come abbiamo già visto e approfondito, contraddice se stessa, sempre più spesso...
La storia dell'omicidio Fortugno, dell'Asl 9 di Locri e dell'indagine sull'On.Laganà, riserva continue sorprese. Continuna ad essere una storia ambigua, oscura, contraddittoria e confusa...
Laganà-Fortugno - Nella terra di "parentopoli" e delle Margherite...
...poche famiglie contano
Lo scandalo di “parentopoli” in Calabria non è certamente una novità e nemmeno un ricordo passato, d’altronde lì vi sono “elementi discriminanti”, come l’infiltrazione-collusione della ‘ndrangheta, una massoneria deviata potente, una politica clientelare e familistica di comprovata e storica esperienza. Visto poi la commistione del tutto, il risultato è assicurato. Il Presidente della Regione, Agazio Loiero, è un master della clientela, a quanto raccontano le cronache dei fatti...
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2007-03-03 12:41 - ANSA |
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Vedova Fortugno, si avvale della facolta' di non rispondere |
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Maria Grazia Lagana' a colloquio per un'ora con magistrati |
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(ANSA) - REGGIO CALABRIA, 3 MAR - 'Ho fatto dichiarazioni spontanee ed ho presentato una memoria scritta sulla vicenda che mi riguarda', Cosi' Maria Grazia Lagana'. La parlamentare della Margherita, vedova di Francesco Fortugno, a colloquio con i magistrati calabresi per circa un'ora, si e' avvalsa della facolta' di non rispondere, richiamandosi al contenuto delle dichiarazioni spontanee e del memoriale presentato. La vedova Fortugno e' indagata per una presunta truffa in un appalto all'Asl di Locri. I legali hanno confermato di avere sollevato una questione di competenza funzionale e territoriale della Dda reggina, sostenendo che non ci sono contestazioni di delitti o aggravanti di competenza della Procura distrettuale. In sostanza, sul reato di truffa per cui e' indagata la deputata dell'Ulivo deve procedere la Procura ordinaria,cioe' quella di Locri. In sostanza, sul reato di truffa per cui e' indagata la deputata dell'Ulivo deve procedere la Procura ordinaria,cioe' quella di Locri. |
Qualche "appunto" sull'interrogatorio di oggi,
soprattutto sulla richiesta di spostare tutto a Locri...
03.03.200 7 - NOTA STAMPA
Il Conflitto di Interessi della Dott.ssa Laganà, un ostacolo alla Giustizia ed all'Antimafia
La Commissione Parlamentare Antimafia procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell'autorità giudiziaria. (ciò è stabilito dalla Legge di Istituzione e dal Regolamento).
La Dott.ssa Maria Grazia Laganà, quale parlamentare della Margherita – Ulivo è componente effettivo della Commissione Antimafia.
Ma la Dott.ssa Maria Grazia Laganà, vedova di Franco Fortugno, è anche l’ex Vice Direttore Sanitario e Responsabile del Personale della Asl 9 di Locri, sciolta per infiltrazioni mafiose (tra il personale medico e non, attraverso le ditte appaltatrici, le convenzioni e gli incarichi esterni) come evidenziato dalla Relazione della Commissione d’Accesso*, presieduta dal Prefetto Paola Basilone (ma già le conclusioni sono esplicite!)...


L'AZIENDA
CHE HA
RESISTITO
ALLA
'NDRANGHETA,
DENUNCIANDO,
COSTRETTA
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CHIUSURA
PER LE
OMISSIONI
DEL COMUNE
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Tra sinistra,
'ndrangheta,
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(e l'omicidio
in famiglia)"
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le inchieste,
la storia,
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QUELLA STORIA
CHE QUALCUNO
VUOLE
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"TIRRENO POWER ED
I SUOI COMPLICI"
nel disastro doloso
(ambientale e
sanitario)
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SIAMO DI NUOVO
OPERATIVI ONLINE
(IN ESILIO DIGITALE)
Dal 29 dicembre si è
lavorato sodo per
salvare i dati e portare il
sito in sicurezza all'estero.
Abbiamo cercato, già che
si doveva operare sul sito,
di rinnovarlo e migliorarlo.
Ci sono ancora alcune cose
da sistemare e lo faremo
nei prossimi giorni.
Ma intanto si riparte!
Andiamo avanti.
f.to i banditi
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DOSSIER SU
"PEDOFILIA
E OMERTA'
Savona,
chi sapeva ed
ed taciuto su don
Nello Giraudo?"
con documenti
dell'inchiesta su
don Nello Giraudo
e documenti interni
della Chiesa
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