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La mappatura della Liguria
con le famiglie di 'Ndrangheta
e le radici di Cosa Nostra.
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Quella realtà di Diano Marina
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oscurando noi. Tutta la storia.
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Le cementificazioni hanno un
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in sicurezza del territorio
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La messa in sicurezza latita,
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vuole anche riaprire la Discarica.
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20.06.2007 - Il Sole 24 Ore
Ricucci: "volevo entrare in Hopa"
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19.06.2007 - Il Giornale
Verbali - "Pizzo sul salario a esponenti di sinistra"
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"Posti pilotati dai Politici" Indagati anche 007 e generali
19.06.2007 - Corriere della Sera
Affari e Massoneria, politici sotto accusa in Calabria
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Verbali - "Un sistema di patti illeciti. Gli accordi partiti-logge e quell'asse tra Ds e Udc
INCHIESTA CATANZARO: LOBBY POLITICA, IMPRENDITORI, MASSONI
CATANZARO. Un altro terremoto giudiziario si abbatte sulla Calabria della politica, dell'impresa, della società: un presunto gruppo di potere trasversale agli schieramenti politici viene infatti messo sotto accusa dal sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Luigi De Magistris, che ha ordinato 26 perquisizioni in tutt'Italia.
Sono finiti nel mirino tre consiglieri regionali (due sono assessori in carica nell'esecutivo di centrosinista), ma anche un generale della Guardia di Finanza, imprenditori.
Il tutto tenuto assieme, sempre secondo l'ipotesi accusatoria, da una loggia massonica coperta, la Loggia di San Marino, che avrebbe influito sulle scelte di amministrazioni pubbliche sia per l'utilizzo di finanziamenti che per l'assegnazione di appalti. Oggetto del contendere, infatti, sarebbe stata proprio la gestione del denaro pubblico,che De Magistris definisce «devastante».
L'inchiesta è stata chiamata «Why not», dal nome di una società di lavoro interinale, e buona parte delle 300 pagine che compongono il decreto di perquisizione firmato da De Magistris è piena zeppa delle intercettazioni telefoniche e ambientali con conversazioni di politici di tutti gli schieramenti con l'ex titolare, Antonio Saladino.
Il gruppo di potere trasversale vedeva anche un generale della Guardia di Finanza, Paolo Poletti, attuale capo di stato maggiore delle Fiamme Gialle, ma anche Piero Scarpellini, un consulente «non pagato», ha precisato Palazzo Chigi, dell'Ufficio del consigliere diplomatico per i paesi africani che dipende dalla Presidenza del Consiglio.
E poi anche i servizi segreti: tra i perquisiti un dipendente del Sismi e uno del Cesis. Tutti gli ingredienti, insomma, di un altro groviglio di potere che prese le mosse alcuni anni fa con un'inchiesta parallela a quella attuale, la Poseidone , in cui erano indagati politici ed amministratori quasi tutti del centrodestra.
Un'inchiesta sull'uso dei fondi sulla depurazione, cui poi si sono aggiunti altri filoni legati all'uso delle risorse nell'informatica e per i lavoratori a termine. Nell'inchiesta Poseidone è indagato anche il segretario nazionale dell'Udc, Lorenzo Cesa, accusato di avere raccolto, attraverso una sua società, fondi in favore del suo partito.
I tre politici calabresi oggetto delle perquisizioni odierne sono il vicepresidente della Giunta regionale, Nicola Adamo; il consigliere regionale Antonio Acri (entrambi dei Ds), e l'assessore regionale all'agricoltura Mario Pirillo, del Partito democratico Meridionale. Adamo ha parlato in una dichiarazione di un «manifesto politico» ai suoi danni.
L'esponente della Quercia, che già nel settembre scorso era stato destinatario di un avviso di garanzia da parte dello stesso magistrato, afferma di ricavare solo la certezza «che non si intende perseguire o accertare alcun reato ma, invece, perseguitare la mia persona, la mia famiglia e infangare il mio partito su ipotesi suggestive ma farsesche. Più che ipotesi di reato mi sembra di leggere, attraverso l'ordinanza, un vero e proprio calunnioso manifesto politico. Basta con questa caccia all'uomo. Però, non ho fiducia che ciò possa essere fatto da un ufficio giudiziario che nell'aula sovrana del Parlamento della Repubblica Italiana è stato definito un verminaio».
Pirillo parla di «riferimenti del tutto errati ovvero privi di qualsivoglia rilevanza penale» e si dice «naturalmente certo che, all'esito della serena e corretta valutazione dei fatti in argomento, verrà confermata l'assoluta mancanza di addebiti a mio carico».
r. po.
Inchiesta ciclone sui fondi UE: Sviluppi a breve. Pressioni di sindacalisti per assunzioni alla Why Not. L'Udc accusa "Strumento di lotta politica"
19/06 Potrebbe avere sviluppi anche a breve termine l' inchiesta della Procura di Catanzaro che ha portato ieri all' esecuzione di 26 perquisizioni nell' ambito di un' inchiesta sull' attività di un presunto comitato d' affari responsabile di una serie di truffe commesse con l' utilizzo illecito di finanziamenti pubblici. I carabinieri, nella stessa giornata di ieri, hanno notificato venti informazioni di garanzia ad altrettante persone indagate nell' inchiesta, per dieci delle quali, tra l' altro, viene ipotizzato il reato di violazione delle Legge Anselmi sul divieto di costituzione di associazione segrete. L' accusa è legata all' appartenenza dei dieci indagati ad una presunta loggia massonica coperta, denominata Loggia di San Marino, che avrebbe rappresentato il centro di potere cui i componenti del comitato d' affari avrebbero fatto riferimento per la realizzazione dei loro affari. L' inchiesta condotta dal sostituto procuratore Luigi De Magistris è in corso già da alcuni mesi e le perquisizioni fatte ieri rappresentano un momento di verifica e di riscontro ad ipotesi accusatorie che il magistrato ha formulato da tempo. La stessa consistenza del decreto di perquisizione emesso ieri dal magistrato, che si compone di 275 pagine, è la dimostrazione dello stato avanzato dell' indagine condotta dal sostituto De Magistris e dei possibili ulteriori passi che il magistrato si accingerebbe a compiere.
Sbarra avrebbe sollecitato otto assunzioni. Il segretario regionale della CISL calabrese Luigi Sbarra, è scritto nei verbali dell’inchiesta, avrebbe sollecitato l'assunzione di otto persone alla societa' "Wiy Not". Lo ha riferito al sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro, Luigi De Magistris, titolare dell'inchiesta su un presunto comitato d'affari che coinvolge politici, imprenditori, uomini dei servizi segreti e persino un generale delle fiamme gialle, la teste Caterina Merante, dalle cui dichiarazioni sono scattate le perquisizioni effettuate ieri in tutta Italia. La testimone, parlando dei rapporti tra Antonio Saladino e i sindacati ha affermato che mentre erano "molto negativi" con una parte del sindacato, con un'altra tali apporti "erano molto buoni fino a poco tempo fa". In particolare al segretario di un sindacato, sempre secondo la teste, "aveva anche fatto assumere la moglie". Le dichiarazioni rese dalla teste sarebbero state riscontrate dai carabinieri del Nucleo operativo che in una informativa al magistrato scrivono dell'asse "Saladino-sindacati" con finalizzato ad avere un rapporto non conflittuale ed anzi "di cogestione degli affari" e fanno un elenco di otto nomi di persone assunte, sette donne e un uomo. La testimone, parlando dei rapporti tra Antonio Saladino e i sindacati ha affermato che mentre erano "molto negativi" con la Cgil , con la Cisl tali apporti "erano molto buoni fino a poco tempo fa, in particolare con Luigi Sbarra al quale aveva anche fatto assumere la moglie". A margine dello sciopero generale di questa mattina in Calabria, il sindacalista ha dichiarato: "Ho appreso dai giornali di essere citato. Escludiamo qualsiasi rapporto con le persone cui riferiscono le indagini. La Cisl - ha aggiunto Sbarra - ha intrattenuto sempre normali rapporti con il sistema delle imprese, rappresentando al meglio i bisogni dei lavoratori. Per il resto, siamo all'oscuro di tutto".
Tre i testimoni chiave. E' nato dalle dichiarazioni di tre persone informate sui fatti, il nuovo filone dell'inchiesta "Why not", condotta dalla Procura della Repubblica di Catanzaro e sfociata ieri in 24 perquisizioni e nell'emissione di 20 informazioni di garanzia. L'ipotesi intorno al quale ruota l'attivita' del sostituto procuratore Luigi de Magistris e' che in Calabria, negli ultimi quattro anni, esistesse un vero e proprio "comitato d'affari", che avrebbe gestito importanti appalti, in diversi settori, dall'ambiente all'informatica. Il presunto comitato - stando alle tesi della Procura - avrebbe goduto di importanti appoggi a livello politico e istituzionale e, alcuni dei suoi componenti, sarebbero stati legati dall'appartenenza ad una loggia massonica segreta, che aveva come punto di riferimento lo Stato di San Marino. L'indagine e' nata come una costola dell'inchiesta "Poseidone" (la cui delega e' oggi affidata al pm Salvatore Curcio), ma si e' poi sviluppata in maniera autonoma. Ad imprimere una veloce accelerazione agli accertamenti dei carabinieri, sono state le dichiarazioni rese da tre testimoni nella scorsa primavera. Si tratta di Caterina Merante, che dal 1996 fu un delle piu' strette collaboratrici di Antonio Saladino (ex presidente della Compagnia delle opere e uno dei principali indagati) e poi divenne responsabile di filiale di Obiettivo Lavoro in Calabria; Giancarlo Franze', dirigente di Obiettivo Lavoro, e Daniela Marsili, che ha lavorato per molto tempo nella segreteria del consigliere regionale Nicola Acri. Quest'ultima, nel colloquio avuto a gennaio con il magistrato titolare dell'inchiesta, ha svelato l'esistenza di un sistema in base al quale i collaboratori dei consiglieri regionali dovrebbero versare ai loro datori di lavoro una parte degli stipendi corrisposti. La Marsili , che e' la moglie del giudice Giuseppe Greco (il quale l'anno scorso firmo' la contestata ordinanza di custodia cautelare in carcere per il consigliere regionale Franco Pacenza), ha anche dichiarato di essere stata vittima di ritorsioni in seguito all'arresto dell'esponente della Quercia e di avere, per quel motivo, dovuto rassegnare le dimissioni dall'incarico di collaboratrice di Acri.
Migliaia i documenti all’esame di De Magistris. Migliaia di documenti, apparecchiature informatiche, agende telefoniche, telefoni cellulari: è l' enorme quantitativo di materiale sequestrato ieri dai carabinieri nel corso delle perquisizioni disposte dal sostituto procuratore di Catanzaro, Luigi De Magistris, nell' ambito dell' inchiesta sul presunto comitato d' affari che avrebbe compiuto una serie di truffe utilizzando illecitamente finanziamenti comunitari, statali e regionali. De Magistris ha avviato l' esame del materiale, nel quale sarebbero innumerevoli gli spunti per il prosieguo dell' inchiesta. All' attenzione del magistrato sono anche i contenuti delle migliaia di intercettazioni telefoniche ed ambientali effettuate nel corso delle indagini. Nei prossimi giorni, tra l' altro, potrebbe essere risentita la teste chiave dell' inchiesta, Caterina Merante, già collaboratrice di Antonio Saladino, ex presidente della Compagnia delle opere della Calabria. E' stata Caterina Merante a svelare la fitta rete di conoscenze che avrebbe consentito a Saladino, già indagato nell' inchiesta Poseidone, connessa a quella che ha portato alle perquisizioni di ieri, di realizzare una serie di affari che avrebbero avuto al centro appalti gestiti dalla Regione Calabria in vari settori
Inchiesta fondi UE, come un vaso di Pandora. Infiammano le polemiche. Adamo “Perseguitato come Falcomatà”. Spuntano associazioni massoniche all’estero. Partono le prime querele contro i testi. La banca di Saladino e i finanziamenti di Cesa. Reazioni a catena
19/06 Si infiamma la polemica dopo le perquisizioni di ieri disposte dal pm De Magistris. Uno degli indagati, il vicepresidente della Regione Nicola Adamo, dei Ds, oggi torna a replicare con toni allarmati. "C'é chi scrive oggi - dice Adamo - sulla prima pagina di un giornale locale che ci sarebbe da rabbrividire per l'uso della giustizia se fosse vero che l'ordinanza a mio carico sarebbe un calunnioso manifesto politico. Naturalmente lo scrive per confutare la mia tesi. Io, intanto, lo ribadisco. Mi batterò fino alla fine dei miei giorni: dimostrerò nelle aule giudiziarie la mia tesi. Del resto perché tanta meraviglia? E' nella memoria di molti la casistica di azioni giudiziarie errate o deviate. Nessuno, in particolare, può dimenticare quanto è successo al Sindaco della Primavera di Reggio Calabria, Italo Falcomatà.Lungi dal paragonarmi ad Italo ma un fatto è certo ed è ufficiale. Italo fu fatto oggetto di tantissimi procedimenti penali; ma non fu mai però, ritenuto responsabile o condannato anche rispetto ad indagini che prefiguravano suggestioni e fatti potenzialmente gravi. Al contrario, dopo la sua morte, durante il processone di mafia svoltosi a Reggio Calabria, un pentito capomafia dichiarò in udienza processuale che la Cupola criminale si era riunita e avrebbe voluto uccidere Falcomatà o Marco Minniti". "Temendo - aggiunge Adamo - la controffensiva democratica dello stato, però, questa ipotesi fu scartata e si optò per un'altra linea. Il Capomafia pentito in quel processo rivelò che decisero di agire attraverso condizionamenti su uffici giudiziari di Reggio Calabria perché, con apposite inchieste si discreditasse Italo Falcomatà per metterlo in condizione di abbandonare e smettere di continuare a fare il Sindaco.Il giorno dopo queste terribili dichiarazioni, fui proprio io, allora Segretario Regionale DS, a chiedere pubblicamente che si indagasse e si accertasse la verità. Nulla, però, è stato fatto. Falcomatà, ovviamente non smise di fare il Sindaco, ma, intanto, la lotta contro la sua malattia si intersecò a quella che conduceva sul versante giudiziario"
Le accuse del PM
Associazioni massoniche all’estero. "Le indagini effettuate dalla Procura della Repubblica di Catanzaro hanno fatto emergere anche che, per offrire un apparente schermo di legalità ed anche per consolidare i rapporti, di tipo pure massonico, tra i soggetti, venivano costituite associazioni e fondazioni operanti soprattutto all' estero". E' quanto scrive il sostituto procuratore di Catanzaro Luigi De Magistris nel decreto di perquisizione emesso nell' inchiesta sul Comitato d' affari riportando atti dell'inchiesta Poseidone che presenta punti di connessione con l' indagine che ha portato ai provvedimenti di ieri. "E' questo il caso - aggiunge De Magistris - dell' Osservatorio del Mediterreneo in cui si è ricostruito un solido legame tra Fabio Schettini e l' ex ministro Frattini, attuale commissario europeo a Bruxelles, ed in cui è confluito denaro illecito nella disponibilità dello stesso Schettini, persona incaricata di raccogliere denaro per conto di Forza Italia. Legame di tipo affaristico che si consolida attraverso la costituzione dell' Istituto per il turismo nel sud attraverso la Nuova Merchant spa, con il supporto della Banca Nuova spa, con sede a Palermo, che ha un ruolo proprio nell' Osservatorio del Mediterraneo. E' questo il caso - scrive ancora il magistrato - della Free Foundation for research on European Economy, in cui assume un ruolo l' on. Brunetta, consigliere economico dell' ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, e dove compare Stefano Torda, già coinvolto in indagini aventi ad oggetto proprio il settore dei finanziamenti pubblici nonché persona legata all' attuale coordinatore regionale della Calabria di Forza Italia, Giancarlo Pittelli".
La società di Cesa finanzia l’Udc. Nel decreto di perquisizione emesso dal sostituto procuratore di Catanzaro Luigi De Magistris nell' inchiesta sul comitato d' affari accusato di una serie di truffe con l' utilizzo illecito di fondi pubblici si fa riferimento alla società Global Media il cui nome compare nell' inchiesta Poseidone in cui è indagato il segretario nazionale dell' Udc, Lorenzo Cesa. "Per quanto riguarda il finanziamento illecito ai partiti ed il ruolo della massoneria, o comunque di gruppi lobbistici che operano in violazione della Legge Anselmi - scrive De Magistris - un ruolo centrale lo assume la società Global media. Questa rappresenta uno dei punti apicali del finanziamento illecito all' Udc, con Cesa avente un ruolo di 'cassiere' dei soldi versati, attraverso la Global media, al partito, con un giro di fatture false e gonfiate per giustificare spese in realtà inesistenti. Basti pensare alle somme ingenti ottenute dalla società per azioni Pianimpianti, società anch' essa divenuta di proprietà di persone di area Udc-Forza Italia attraverso scalate finanziarie, ottenute con soldi illeciti".
Saladino voleva creare una banca. C' era anche la creazione di una banca tra i progetti di Antonio Saladino, l' ex presidente della Compagnia delle Opere della Calabria, il cui ruolo è oggetto dell' inchiesta della Procura di Catanzaro sul comitato d' affari che avrebbe fatto truffe utilizzando illecitamente fondi pubblici. L' argomento è oggetto di una serie di conversazioni telefoniche riportate nel decreto di perquisizione emesso dal sostituto procuratore Luigi de Magistris tra Saladino e varie persone. Una delle conversazioni, in particolare, è tra l' esponente della Compagnia delle opere e Gianmario Stellato, una delle venti persone indagate nell' inchiesta, fratello di Massimo Stellato, capocentro del Sismi a Padova. Nella conversazione si fa riferimento ai contatti che Gianmario Stellato ha avuto con alcune persone disposte a investire diecimila euro ciascuno per la creazione della banca.
19.06.2007 - Il Sole 24 ore
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Ci sono ancora alcune cose
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Ma intanto si riparte!
Andiamo avanti.
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chi sapeva ed
ed taciuto su don
Nello Giraudo?"
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