Ci sono siti web che hanno come vocazione l'essere loghi per l'informazione, non blog né luoghi in cui si sotituisce l'opinione ai fatti. www.casadellalegalita.org è uno di questi.
Ed è per questo che è continuamente sotto attacco da parte di quel sottobosco di malaffare che il sito puntualmente denuncia, non con illazioni ma pubblicando gli atti ufficiali e le documentate inchieste, spesso in anticipo - o spunto - dell'azione dell'Autorità Giudiziaria.
Riguardo alla Sanità calabrese la "Casa della Legalità - Onlus" ha svolto un importante lavoro veicolando tutta la produzione delle inchieste degli organi preposti sull'infiltrazione mafiosa e sulla corruzione, rendendo così possibile a chiunque di capire quali intrecci, quali reali manovre stessero (e stiano) dietro a quello che spesso viene liquidato con un facile "malcostume"...
Si è concluso il processo al Presidente della Casa della Legalità per diffamazione a seguito della querela presentata dalla signora Ines Capuana, consorte di Gino Mamone, nonchè socia nella EcoTrans e collaboratrice nella EcoGe.
Il giudice del Tribunale di Genova, a conclusione del dibattimento, in data 21 gennaio 2009, ha assolto, perchè il fatto non sussiste, Christian Abbondanza.
Per tutta la storia ed i fatti relativi al procedimento penale conclusosi e la ricostruzione sulla famiglia Mamone... clicca qui
La Giustizia non fa le Leggi. E le
Leggi in Italia sono troppe, confuse, piegano spesso la logica del
Diritto, anzi sovente lo negano. Il Potere legislativo è
schizzofrenico, spesso presenta i propri provvedimenti come
soluzione, quando invece non lo sono, a volte nemmeno minimamente. Ed
il Potere giudiziario non può che applicare queste Leggi, in una
sempre più ristretta possibilità di interpretazione. Si è parlato
di "giusto processo" a lungo, lo si è inserito nella
Costituzione, e si scopre poi che quella parola, "giusto", suona
come una beffa. Questo in generale, soprattutto per imputati
"eccellenti", e sempre più spesso con ripercussioni drammatiche
anche su delitti efferati. La "Legge è uguale per tutti", ma
l'Italia è il Paese dove i molti sono più uguali degli altri...
Il Centro Storico di Genova, come d'altronde le periferie della città, continua ad essere lasciato al suo destino ed al contempo usato - ma sarebbe meglio dire: abusato - per ottime campagne mediatiche e per la spartizione di un bel po di fondi pubblici, cioè soldi dei cittadini, che così si vedono beffati - ma sarebbe meglio dire: truffati - due volte...
Le carte della Tangentopoli toscana mettono sempre più in evidenza non solo lo squallore della gestione della cosa pubblica, piegata da corruzione e turbative d'asta, ma anche il legame con la Liguria. Ecco l'Ordinanza integrale emessa dal Gip di Firenze per la custodia cautelare dell'arch. Casamonti Marco. In questa non solo emergono i fatti contestati ma anche una panoramica dell'operazione di Castello da 1 miliardo di euro di "don" Salvatore Ligresti & Giunta Domenici. Politici, amministratori, funzionari, professionisti e faccendieri uniti nel piegare la corretta e trasparente gestione della cosa pubblica, senza il minimo ritegno.
L'Ordinanza integrale del Gip su Casamonti Marco
clicca qui - 36 Mb formato .pdf
Gli articoli:
Il Secolo XIX - Appalti "teleguidati" e gare beffa
Repubblica - L´architetto e la cordata genovese
Repubblica - Appalti col trucco, nei guai lo studio genovese dell´Expo di Milano
Gli Speciali:
Tangetopoli fiorentina - clicca qui
Tangentopoli genovese - clicca qui
Domanda: è possibile che un esponente
politico si faccia propaganda utilizzando fondi pubblici e quindi, in
ultima analisi, anche nostri?
Da oggi on line una nuova iniziativa del fronte civile contro le speculazioni. Un nuovo strumento per informare, informarsi e agire. Ecco la presentazione e le regioni.
Dalle indiscrezioni ampiamente riprese da Il
Secolo XIX pare proprio che le forniture di cemento made "Cosa
Nostra", attraverso la Calcestruzzi spa, secondo la DDA di
Caltanissetta, siano anche state utilizzate per altre opere tra le
principali di Genova. Tra queste il Museo del Mare nella Darsena,
dove morì un ragazzo albanese per il crollo durante i lavori. Anche
i periti che hanno esaminato i materiali hanno confermato l'allarme
della DDA: "esaminando il materiale caduto ci sono venuti molti
dubbi". Adesso, di nuovo, considerando non solo l'incidente
mortale del lavoratore in nero - che la società ha cercato di
regolarizzare post-mortem ! -, ma anche i sospetti che sono venuti ai
periti chiamati ad esaminare la struttura ed i materiali, ci pare
ancora più inquietante il fatto che il grande Sindacato che difende
i lavoratori e che nell'edilizia ha una posizione dominante, ovvero
la Fillea-Cgil, non si sia mai accorta di nulla. Non ha mai
verificato la situazione di quel cantiere? Come per quelli della
Metropolitana genovese anche qui il grande tutore dei lavoratori
Venanzio Maurici, con la Cgil, subito pronto a scendere in strada per
difendere indagati della Procura, è rimasto e rimane in rigoroso
silenzio... proprio come il Comune di Genova che tanto ha voluto
quell'opera nonostante il Museo del Mare esistesse già, nella
delegazione di Pegli... eppure Cgil e Comune, come le cooperative
rosse, sono sempre in prima fila alle parate dell'antimafia
istituzionalizzata... Le solite bazzecole "destabilizzanti",
nulla di più. Ecco gli articoli de Il Secolo XIX del 3 e 4 dicembre 2008...
Lo abbiamo sempre detto e sostenuto. Lo abbiamo denunciato pubblicamente ed abbiamo segnalato a chi di dovere. Ringraziamo pubblicamente il Gico della Guardia di Finanza di Genova che a conclusione di una lunga indagine ha iniziato a colpire quelle bische clandestine che, mascherate da circoli ricreativi e culturali, alimentano la piaga dell'azzardo (e, quindi, quella connessa dell'usura), piaga sociale colpevolmente dimenticata e ignorata dalle Istituzioni come dagli Enti di promozione sociale che evitano, sistematicamente, di effettuare quei controlli sui propri affiliati che permetterebbero di evitare la nascita stessa di bische mimetizzate. La cosa curiosa è che in questo "nuovo panorama" dell'azzardo si ritrovino personaggi che precedentemente erano e agivano su fonti contrapposti... ma come si sà il business del crimine organizzato non conosce limiti e fa superare contrapposizioni che rischierebbero di compromettere l'invisibilità e l'insabbiamento delle attività criminali. La rassegna stampa sull'operazione del Gico del 28 e 29 novemvre 2008...
Due notizie: Cosa Nostra "all'opera" nel Metrò di Genova e condanna di 30 anni
per il delitto di mafia nel centro storico genovese consumato lo scorso anno.
L'Arci di Savona cerca di mettere una pezza alla pocrata con cui l'asse Unipol-LegaCoop-Cgil-Arci si è fagocitata "Libera" in Liguria. E cosa fa? Smentisce i fatti? Ammette l'errore? No, attacca il giornalista che ha dato la notizia, pensando che nell'era della "rete" le cose dette in una segreta stanza restino lì... Come al solito rovesciano la realtà, loro che fanno le porcate sono le vittime ed i giornalisti che rendono noti i fatti delle porcate diventano i colpevoli. Il solito deliro, insomma. Ecco la nostra risposta alla lettera aperta inviata a Uomini Liberi e Trucioli Savonesi di Giovanni Durante, con - in coda - la lettera del dirigente Arci...
Che l'associazione "Libera" non fosse troppo "libera" lo avevamo intuito e ipotizzato pubblicamente. Non abbiamo ricevuto nessuna smentita, e ci sarebbe piaciuto.
Conferme, quelle si, ed il 29 novembre, quando (non si sa ancora dove per certo ma quasi certamente presso Palazzo Tursi a Genova), la notizia-conferma sarà ufficiale, visto che si terrà nel pomeriggio l'assemblea ristretta e alla sera la presentazione pubblica di "Libera" Liguria.
Ancora una volta è proprio la Liguria, come sempre in questioni cruciali, ad offre un osservatorio particolarmente chiaro.
Dopo anni ed anni che chiediamo che si formi un coordinamento di "Libera" in Liguria con tutti coloro che hanno voglia di impegnarsi (ricordiamoci che già nel 2005, in ben due riunioni, alla presenza di Alfio Foti, allora vice-presidente nazionale di Libera, diedero oltre a noi, Casa della Legalità, la propria disponibilità MegaChip, la Comunità di San Benedetto, il CSI, le Acli, l'Agesci, Legambiente, Wwf, Ludoteca Labyrinth e tanti altri soggetti), ma scopriamo che un fronte ampio, capace di mettere tutti i soggetti attivi nel fronte dell'impegno civile, non è quello che interessa a "Libera".
Non lo dice nessuno ma la Magistratura ha girato un po' per gli uffici pubblici al fine di acquisire la documentazione relativa alla strada di Davagna. Si quella strada in zona rossa, ad alto pericolo di frana, che il sindaco Candido tanto voleva e che ha una "pubblica utilità" davvero "pubblica" in quanto serve a collegare meglio la provinciale alla collina dove non c'è altro che bosco, i cui terreni sono praticamente tutti del sindaco e famiglia, come abbiamo già scritto e documentato ampiamente, beccandoci le solite botte di calunniatori e diffamatori persino da chi si presenta da paladino della trasparenza e correttezza della Pubblica Amministrazione, come ad esempio gli amici e familiari dell'assessore provinciale del Meetup Genova 1...
Nella Liguria della cemento che avanza, dove il gruppo Ligresti-Gavio ha ottimi esecutori nelle stanze del Potere così che persino l'Expo 2015 da Milano porterà un po' del suo calcestruzzo sino alla costa genovese, il nobile passacarte che siede a Palazzo Tursi esegue, alla faccia del bene pubblico, in un ritornello di menzogne e proclami imbonitrici per perpetuare il grande inganno dei cittadini.
Più che amministratori pubblici dediti al bene comune hanno le facce dei guaglioni che ti incantano (e ti rapinano) con il gioco delle tre carte. Parlano di "partecipazione" alle scelte ed alle decisioni della Civica amministrazione ed in un certo senso la attuano pure questa procedura, peccato che gli interlocutori chiamati a portar la loro partecipazione siano solo i soggetti ricattabili e ricattati dal potere clientelare, che non possono che annuire ed avvallare la partecipazione falsata e fasulla come perfetto paravento di commistioni di interessi privati a danno di quell'interesse generale che è il bene pubblico. Questo, quando non chiamano direttamente se stessi, con le tante sigle di cui possono fregiarsi, al tavolo del confronto, così che possano registrate l'unanimità di consensi...
Vi scrivo in merito al post "La Zunino su Repubblica alla corte di Burlando" e lo faccio perché, seguendovi da tempo, apprezzando il vostro impegno e condividendo molte delle vostre battaglie mi sento di dirvi che questa volta avete sbagliato. Due premesse. La prima: penso che ognuno sia libero di criticare chicchessia, nei limiti imposti dalla verità. La seconda: Ava Zunino non ha bisogno di nessun difensore...
Dopo il deprimente quadro del giornalismo al servizio del Potere, pronto ad attaccare e colpire i giornalisti con la schiena dritta che seguono le inchieste giudiziarie sul Fronte del Porto, Corruzione e quant'altro a Genova, abbiamo adesso un esempio di quella genuflessione, consapevole o meno, come, purtroppo, tante volte ne abbiamo già visti.
Ava Zunino, della redazione genovese de "la Repubblica", ha moderato il dibattito pubblico "contro il cemento" promosso da Claudio Burlando e Carlo Ruggeri.
In Liguria tutto è possibile... il presidente della Regione ed il suo fedele assessore all'urbanistica (ex coop ed ex sindaco di Savona), Burlando e Ruggeri per l'appunto, fautori della grande stagione del cemento diventano, all'improvviso i paladini della tutela del territorio. Che sia perché non c'è praticamente più spazio dove materialmente si possa costruire non conta, questo non bisogna mica dirlo. Ma qui anche l'assurdo diventa possibile...
Se dovesse entrare in una bisca i bari scapperebbero alla vista di quel suo ghigno... Claudio Scajola non perde occasione per sfoggiare l'arrogante supponenza di chi si sente impunito e intoccabile. L'insulto è la sua unica risposta, la delegittimazione ed il disprezzo per chiunque non si chini alla sua corte sono assoluti. La verità dei fatti è da cancellare, chi documenta i fatti o fa informazione su inchieste, per lo Scajola è da annientare senza mezzi termini...




