Lo abbiamo sempre detto e sostenuto. Lo abbiamo denunciato pubblicamente ed abbiamo segnalato a chi di dovere. Ringraziamo pubblicamente il Gico della Guardia di Finanza di Genova che a conclusione di una lunga indagine ha iniziato a colpire quelle bische clandestine che, mascherate da circoli ricreativi e culturali, alimentano la piaga dell'azzardo (e, quindi, quella connessa dell'usura), piaga sociale colpevolmente dimenticata e ignorata dalle Istituzioni come dagli Enti di promozione sociale che evitano, sistematicamente, di effettuare quei controlli sui propri affiliati che permetterebbero di evitare la nascita stessa di bische mimetizzate. La cosa curiosa è che in questo "nuovo panorama" dell'azzardo si ritrovino personaggi che precedentemente erano e agivano su fonti contrapposti... ma come si sà il business del crimine organizzato non conosce limiti e fa superare contrapposizioni che rischierebbero di compromettere l'invisibilità e l'insabbiamento delle attività criminali. La rassegna stampa sull'operazione del Gico del 28 e 29 novemvre 2008...
Due notizie: Cosa Nostra "all'opera" nel Metrò di Genova e condanna di 30 anni
per il delitto di mafia nel centro storico genovese consumato lo scorso anno.
L'Arci di Savona cerca di mettere una pezza alla pocrata con cui l'asse Unipol-LegaCoop-Cgil-Arci si è fagocitata "Libera" in Liguria. E cosa fa? Smentisce i fatti? Ammette l'errore? No, attacca il giornalista che ha dato la notizia, pensando che nell'era della "rete" le cose dette in una segreta stanza restino lì... Come al solito rovesciano la realtà, loro che fanno le porcate sono le vittime ed i giornalisti che rendono noti i fatti delle porcate diventano i colpevoli. Il solito deliro, insomma. Ecco la nostra risposta alla lettera aperta inviata a Uomini Liberi e Trucioli Savonesi di Giovanni Durante, con - in coda - la lettera del dirigente Arci...
Che l'associazione "Libera" non fosse troppo "libera" lo avevamo intuito e ipotizzato pubblicamente. Non abbiamo ricevuto nessuna smentita, e ci sarebbe piaciuto.
Conferme, quelle si, ed il 29 novembre, quando (non si sa ancora dove per certo ma quasi certamente presso Palazzo Tursi a Genova), la notizia-conferma sarà ufficiale, visto che si terrà nel pomeriggio l'assemblea ristretta e alla sera la presentazione pubblica di "Libera" Liguria.
Ancora una volta è proprio la Liguria, come sempre in questioni cruciali, ad offre un osservatorio particolarmente chiaro.
Dopo anni ed anni che chiediamo che si formi un coordinamento di "Libera" in Liguria con tutti coloro che hanno voglia di impegnarsi (ricordiamoci che già nel 2005, in ben due riunioni, alla presenza di Alfio Foti, allora vice-presidente nazionale di Libera, diedero oltre a noi, Casa della Legalità, la propria disponibilità MegaChip, la Comunità di San Benedetto, il CSI, le Acli, l'Agesci, Legambiente, Wwf, Ludoteca Labyrinth e tanti altri soggetti), ma scopriamo che un fronte ampio, capace di mettere tutti i soggetti attivi nel fronte dell'impegno civile, non è quello che interessa a "Libera".
Non lo dice nessuno ma la Magistratura ha girato un po' per gli uffici pubblici al fine di acquisire la documentazione relativa alla strada di Davagna. Si quella strada in zona rossa, ad alto pericolo di frana, che il sindaco Candido tanto voleva e che ha una "pubblica utilità" davvero "pubblica" in quanto serve a collegare meglio la provinciale alla collina dove non c'è altro che bosco, i cui terreni sono praticamente tutti del sindaco e famiglia, come abbiamo già scritto e documentato ampiamente, beccandoci le solite botte di calunniatori e diffamatori persino da chi si presenta da paladino della trasparenza e correttezza della Pubblica Amministrazione, come ad esempio gli amici e familiari dell'assessore provinciale del Meetup Genova 1...
Nella Liguria della cemento che avanza, dove il gruppo Ligresti-Gavio ha ottimi esecutori nelle stanze del Potere così che persino l'Expo 2015 da Milano porterà un po' del suo calcestruzzo sino alla costa genovese, il nobile passacarte che siede a Palazzo Tursi esegue, alla faccia del bene pubblico, in un ritornello di menzogne e proclami imbonitrici per perpetuare il grande inganno dei cittadini.
Più che amministratori pubblici dediti al bene comune hanno le facce dei guaglioni che ti incantano (e ti rapinano) con il gioco delle tre carte. Parlano di "partecipazione" alle scelte ed alle decisioni della Civica amministrazione ed in un certo senso la attuano pure questa procedura, peccato che gli interlocutori chiamati a portar la loro partecipazione siano solo i soggetti ricattabili e ricattati dal potere clientelare, che non possono che annuire ed avvallare la partecipazione falsata e fasulla come perfetto paravento di commistioni di interessi privati a danno di quell'interesse generale che è il bene pubblico. Questo, quando non chiamano direttamente se stessi, con le tante sigle di cui possono fregiarsi, al tavolo del confronto, così che possano registrate l'unanimità di consensi...
Vi scrivo in merito al post "La Zunino su Repubblica alla corte di Burlando" e lo faccio perché, seguendovi da tempo, apprezzando il vostro impegno e condividendo molte delle vostre battaglie mi sento di dirvi che questa volta avete sbagliato. Due premesse. La prima: penso che ognuno sia libero di criticare chicchessia, nei limiti imposti dalla verità. La seconda: Ava Zunino non ha bisogno di nessun difensore...
Dopo il deprimente quadro del giornalismo al servizio del Potere, pronto ad attaccare e colpire i giornalisti con la schiena dritta che seguono le inchieste giudiziarie sul Fronte del Porto, Corruzione e quant'altro a Genova, abbiamo adesso un esempio di quella genuflessione, consapevole o meno, come, purtroppo, tante volte ne abbiamo già visti.
Ava Zunino, della redazione genovese de "la Repubblica", ha moderato il dibattito pubblico "contro il cemento" promosso da Claudio Burlando e Carlo Ruggeri.
In Liguria tutto è possibile... il presidente della Regione ed il suo fedele assessore all'urbanistica (ex coop ed ex sindaco di Savona), Burlando e Ruggeri per l'appunto, fautori della grande stagione del cemento diventano, all'improvviso i paladini della tutela del territorio. Che sia perché non c'è praticamente più spazio dove materialmente si possa costruire non conta, questo non bisogna mica dirlo. Ma qui anche l'assurdo diventa possibile...
Se dovesse entrare in una bisca i bari scapperebbero alla vista di quel suo ghigno... Claudio Scajola non perde occasione per sfoggiare l'arrogante supponenza di chi si sente impunito e intoccabile. L'insulto è la sua unica risposta, la delegittimazione ed il disprezzo per chiunque non si chini alla sua corte sono assoluti. La verità dei fatti è da cancellare, chi documenta i fatti o fa informazione su inchieste, per lo Scajola è da annientare senza mezzi termini...
Sabato si è svolto un'iniziativa per stringere un gemellaggio forte tra le amministrazioni comunali di Genova e Reggio Calabria. Probabilmente, i rispettivi sindaci, Marta Vincenzi-Marchese e Giuseppe Scopelliti, devono essersi scambiati consigli utili sui Beni Confiscati alle mafie. Infatti se il Comune retto da Marta Vincenzi - che ci tiene tanto all'oblio sulla tangentopoli che ha travolto la sua Giunta - è arrivata a pagare l'albergo al boss mafioso dopo che questi è stato costretto (dall'azione civile e giudiziaria) a liberare i beni confiscati di Vico delle Mele che prima la Giunta Pericu e poi quella Vincenzi, gli avevano lasciato occupare con assoluta tranquillità per oltre 2 anni [leggi lo speciale], il Sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti, è uno dei sindaci indagati in Calabria per la bazzecola dei beni confiscati che vengono lasciati nelle mani dei boss [leggi qui]. Può bastare? Certo che no!...

Scajola Claudio ordina di provvedere al suo biografo? Novi obbedisce, biografo sistemato. Manzitti Franco (da Repubblica) è preoccupato per il "fratellino" Marco? Novi provvede, "fratellino" assunto. Intanto l'altro Manzitti, Cesare, l'avvocato fratello di Franco e Marco, già che tiene famiglia tiene pure i rapporti (e la difesa di Novi)...




